Alla scoperta del territorio: la Calà del Sasso

La Calà del Sasso è un percorso formato da 4444 scalini (7 km circa) che collega il comune di Valstagna alla frazione Sasso di Asiago e presenta un dislivello di 744 metri. Si tratta della scalinata più lunga d’Italia, oltre che una delle scalinate più lunghe del mondo. Venne resa percorribile nel 1398, grazie al duca di Milano Gian Galezzo Visconti, in modo da facilitare gli scambi commerciali. Il percorso è infatti affiancato da una cunetta in pietra calcarea che veniva sfruttata per trasportare fino a valle il legname dall’Altopiano. Terminando nei pressi del fiume Brenta, i tronchi fluitavano poi fino a Venezia, dove venivano usati per costruire le imbarcazioni. Il nome Calà, che rimanda a calata, discesa, si deve proprio a questa sua funzione di trasporto del legname. Intanto, i boscaioli che portavano a valle i tronchi,  potevano acquistare a Valstagna vari alimenti, come sale e farina.

 

Il percorso

Al semaforo di Carpanè di San Nazario si svolta a sinistra e si seguono le indicazioni per Valstagna e Foza. Dopo aver attraversato il ponte sul Brenta, all’incrocio con la strada “Destra Brenta” si gira a destra. Dopo poche centinaia di metri si incontra un bivio: a sinistra inizia la strada di Foza. Al successivo tornante si va a destra e si entra così nello strettissimo canyon della Val Franzela, tra alte e minacciose pareti rocciose. Si giunge poi al tornante dal quale incomincia un’impegnativa salita che, dopo 11 km, arriva a Foza. In questo tornante è presente un piccolo parcheggio in cui è possibile lasciare l’automobile.

Si procede a piedi: si intraprende la stradina sterrata e, dopo circa un km, sulla sinistra, ha inizio la famosa scalinata. Tra pareti rocciose, gole e strapiombi, ad un certo punto si raggiunge un meraviglioso prato, in mezzo a una radura di abeti. A poche centinaia di metri, sulla destra, vi è la borgata del Sasso. Si può così ridiscendere per la stessa strada oppure, in alternativa, per il lungo e faticoso “Sentiero del Vu”.

Si tratta di un percorso escursionistico non particolarmente difficile, adatto anche ai bambini, della durata di circa 2 ore e mezza (andata). è fortemente consigliato indossare degli scarponcini da escursionismo o delle scarpe da ginnastica con la suola a rilievo per evitare di scivolare sui gradini. L’ideale è svolgere il percorso nei mesi primaverili e in quelli autunnali, così da poter godere di un paesaggio incantevole. In inverno invece, a causa del ghiaccio e della neve, il cammino è decisamente sconsigliato, perché il rischio di scivolare è davvero alto.

 

La leggenda

Valbrenta, 1638. Loretta e Nicolò sono due abitanti di Sasso di Asiago in procinto di sposarsi, ma la sfortuna incombe su di loro: Loretta, che aspetta un bambino, si ammala gravemente. Nicolò parte allora alla volta di Padova alla ricerca di un unguento miracoloso per salvare la sua amata. Scende la Calà del Sasso e giunto a Valstagna noleggia un cavallo, ma, ormai giunta la notte, Nicolò non è ancora tornato.

 

Gli abitanti del Sasso di Asiago decidono allora di scendere con le torce per ritrovare il giovane. Con grande stupore notano, lungo la Calà, alcune luci che salgono: è Nicolò, accompagnato dagli abitanti di Valstagna. La storia si conclude così con un lieto fine: Loretta guarisce e i due fidanzati possono finalmente sposarsi, con la partecipazione di tutti gli abitanti del Sasso e di Valstagna. Da qui deriva la credenza popolare che se due fidanzati percorrono la Calà mano nella mano si ameranno per sempre.

 

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