Intervista alla copertina di novembre Alessia Moro

Questo mese abbiamo deciso di dedicare la nostra copertina ad una ragazza speciale. Una modella ipoudente che ha fatto della sua disabilità una forza, lottando ogni giorno contro ostacoli e pregiudizi. Le abbiamo fatto qualche domanda per conoscerla meglio e per permetterle di raccontarci la sua storia.

Ciao Alessia, parlaci un po’ di te!

Mi chiamo Alessia Moro, sono nata a Udine, ho 27 anni e sono una modella dal 2012.

Come hai iniziato a fare la modella?

Ho cominciato praticamente per gioco, partecipando quasi per caso alla campagna “Udine Sposa”. Campagna che, per altro, vinsi e che mi portò su questa strada. Dopo quel concorso ho fatto un book fotografico con Alberto Buzzanca, che mi ha permesso di iniziare a mandare le mie foto in giro e di fare dei piccoli lavori commerciali. Nonostante le mie difficoltà di comunicazione, nel 2013 ho deciso di mettermi in gioco seriamente trasferendomi a Milano.

Perché questa decisione?

Ho deciso di fare la modella perché sostanzialmente è un lavoro visivo. Mancandomi un senso, l’udito, ho sviluppato moltissimo un’intelligenza visiva quindi ho deciso di concentrarmi su quello e di farne una forza.

Quando si è manifestata la tua disabilità?

Sono nata ipoudente, ma ho scoperto di esserlo all’età di un anno e mezzo, quando mio nonno si accorse che non reagivo all’abbaiare del cane. La mia non è una sordità profonda ma è comunque consistente. Nonostante ciò, ho deciso di imparare a comunicare verbalmente e di non usare la LIS.

Cos’è la LIS?

La LIS è la Lingua dei Segni, una lingua riconosciuta dall’ENS (Ente Nazionale dei Sordi) che la vorrebbe rendere la lingua ufficiale. Io tuttavia non sono d’accordo su questo aspetto. Ritengo che ogni sordo abbia un suo modo differente di comunicare, che dipende da aspetti personali o dalla profondità della sua sordità. Per essere in contatto con il mondo serve il dialogo verbale, e utilizzare solo la LIS vorrebbe dire isolarsi e comunicare solamente con le persone che la conoscono bene, limitando molto lo scambio, il confronto e la socializzazione.

Come vivi la tua disabilità?

Ho avuto la fortuna di avere una famiglia che mi ha sempre aiutata in tutto, standomi accanto nelle difficoltà e sostenendomi con amore e supporto. La mia famiglia è udente e vorrebbe che facessi una vita il più normale possibile; hanno accettato la mia sordità, ma fatichiamo a convivere con i limiti che ci impone la società.

Credo che una famiglia debba fare il massimo che può per il proprio figlio sordo, soprattutto accettarlo e amarlo incondizionatamente. Ultimamente ho conosciuto molti sordi con tante diverse esperienze alle spalle, ma con in comune una grande forza e una incredibile voglia di emergere nonostante le difficoltà. Anche io mi inserisco in questa categoria, ho cercato di trarre forza dai miei limiti sfruttando la mia intelligenza visiva.

Vorrei che l’Italia ci aiutasse di più in questo, ci agevolasse invece di incasellarci assieme ad altri disabili e riempirci di chiacchiere.

In effetti è una situazione molto complicata, ma l’energia e l’entusiasmo non ti mancano di certo! Progetti per il futuro?

Adesso vivo ad Udine, ma non è dove vorrei essere. Il mio sogno è aprire un’attività mia, un negozio di scarpe e lavorare con uno staff affidabile e di competenza. Al momento ho iniziato anche un percorso di studi per poter continuare a lavorare nel mondo della moda come fashion stylist. Vediamo dove mi porterà!

 

Grazie Alessia e in bocca al lupo per tutti i tuoi progetti!

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