Women for freedom. Donne per la libertà.

Se pensi di essere troppo piccolo per fare  la differenza, prova a dormire con una zanzara!

Women for freedom è un’organizzazione umanitaria indipendente, nata per lottare per la libertà delle donne in Italia e nel mondo.

 

E’ stata fondata solamente tre anni fa grazie alla determinazione di 4 amici con la passione per il volontariato e un’idea molto semplice: le donne libere creano un mondo migliore.

Davide Parise, uno dei fondatori e suo attuale presidente, ha le idee molto chiare sul modo in cui operare perché per molti anni ha lavorato con ong umanitarie.

 

Come è nata l’idea di fondare Women for Freedom?

La storia dell’associazione fonda le sue radici a più di 13 anni fa, ero in un periodo particolare della mia vita e ho chiesto ai miei genitori di lasciarmi partire alcuni mesi: sentivo la necessità di fare il punto sulla mia vita, di dare voce all’irrequietezza che sentivo dentro di me. Per il mio primo viaggio sono andato in Nepal, poi in alcuni paesi dell’Africa. Ho toccato con mano la povertà della gente e soprattutto ho visto la situazione di sottomissione cui le donne nel mondo sono sottoposte.

In quei viaggio ho lavorato con Ong già operanti nei territori, ne ho visto le attività positive ma ne ho riconosciuto anche gli sprechi. Vedevo associazioni che cercavano di calare propri modelli di sviluppo senza interagire prima con le realtà locali, come se la cooperazione diventasse il pretesto per una seconda colonizzazione. Dentro di me mi sono convinto che l’aiuto deve partire dalla base, le idee devono nascere nei paesi e dalle associazioni locali che meglio di chiunque altro conoscono il contesto, noi dobbiamo aiutarli a sviluppare il loro processo di crescita.

 

Quali sono i principi fondanti di Women for Freedom?

L’Indipendenza: l’aiuto è gratuito e incondizionato e non può essere strumentalizzato da organismi economici o politici.

L’Imparzialità: aiutiamo donne e bambini in quanto esseri umani senza discriminazioni ideologiche, politiche, religiose.

La sostenibilità: offriamo opportunità di crescita sociale ed economica attraverso programmi di auto sviluppo e auto-generazione del credito per creare sostenibilità nel tempo e non “dipendenza da aiuto”.

La visibilità: accendiamo i riflettori su fenomeni “nascosti” e inaccettabili come lo sfruttamento delle donne e dei minori e il traffico umano.

La responsabilità: ci impegnano a regolamentare il nostro operato e ci assumiamo la responsabilità di rendere conto delle nostre attività ai nostri sostenitori.

La trasparenza: crediamo nella trasparenza economica ma anche progettuale. Invitiamo i nostri sostenitori a visitare i nostri progetti.

 

Quali sono i vostri progetti?

I nostri progetti si possono suddividere in 4 macro aree: il reinserimento scolastico, la lotta contro il traffico umano, la creazioni di centri di accoglienza per donne che subiscono violenza e il microcredito.

Abbiamo anche progetti nel nostro territorio, collaboriamo con la rete antiviolenza e in occasione del terremoto in centro Italia abbiamo risposto prontamente alla loro richiesta di aiuto acquistando e installando delle struttura igienico sanitarie per delle famiglie.

Io credo molto nei progetti di autogenerazione del reddito, le donne che in questi paesi valgono così poco hanno capacità imprenditoriali incredibili. Con il microcredito noi andiamo ad aiutare le persone che hanno voglia di mettersi in gioco. I risultati sono incredibili. In Camerun abbiamo una percentuale di restituzione che sfiora il 98%, In Nepal la percentuale scende di poco e si aggira intorno al 94% ma in questo Paese il terremoto di 2 anni fa ha decimato la popolazione e la percentuale non restituita è da ricercarsi nel decesso delle persone.

Grazie a un’associazione locale, la MAITI NEPAL stiamo costruendo una struttura, una transit home, che ha lo scopo di accogliere le ragazzine che vengono salvate dal traffico di donne: ogni anno fra le 12.000 e le 15.000 ragazze spariscono dal Nepal e vengono vendute in India. In Nepal lungo il confine con l’India vi sono delle postazioni e delle volontarie che cercano di riconoscere le situazioni critiche per intervenire prima che l’irreparabile avvenga. Women for freedom vuole supportare  e mantenere una di queste strutture.

Siamo convinti che la libertà delle donne avvenga attraverso la scolarizzazione. Nel 2017 abbiamo presentato un progetto alle scuole del vicentino intitolato “Ritorniamo a scuola, ragazze”. Questo è stato selezionato dalla commissione studentesca e assieme ad altri 2 ha potuto beneficiare dei fondi racconti dagli studenti di tutta la provincia durante il social day. Circa € 17.000 che sono serviti a pagare la retta e il materiale scolastico a 150 bambine del Nepal selezionate dalle associazioni con cui collaboriamo. Abbiamo calcolato che in questi 3 anni abbiamo aiutato all’incirca 3.000 donne e bambine con un impatto sociale che va al di là della singola persona.

 

Come fai a gestire tutti questi progetti?

Abbiamo progetti in Nepal, Camerun, India e Romania e si possono suddividere in 4 macro. All’interno dell’associazione operano 40 volontari e ognuno di loro mette a disposizione la propria professionalità in maniera gratuita. Veniamo ripagati tutti dalla riuscita dei vari progetti. Quando vediamo ragazze andare scuola e poi grazie al microcredito creare la propria mini impresa noi ci sentiamo più ricchi e appagati perché siamo felici di aver contribuito affinché tutto questo si realizzi. Io dedico all’associazione tutte le mie mattine, mi sento telefonicamente o per mail tutti i giorni con i referenti locali e frequentemente andiamo di persona a vedere l’andamento dei progetti sul campo. Non voglio sprechi, per statuto l’associazione non può spendere più del 10% dei fondi per la gestione, questo per garantire che la quasi totalità delle risorse vadano al progetto.

 

Raccontaci del progetto “A scuola con Chiara”.

Questo progetto nasce per volontà della famiglia di Chiara Maschio, una ragazza di vent’anni prematuramente scomparsa a settembre, che con i genitori partecipava alle attività di raccolta fondi dell’associazione. Il desiderio dell’associazione e della famiglia è quello di far diventare la memoria di Chiara un gesto di solidarietà e un’opportunità di vita per tante bambine in Nepal. Con i fondi raccolti per il progetto uniti alle tantissime donazioni raccolte dalla famiglia, ad oggi quasi 12.000 €, si pagheranno gli studi anche per il 2018 alle 150 bambine del Nepal che abbiamo sostenuto quest’anno, in questo modo si donerà la possibilità di diventare donne forti, istruite, capaci di fare la differenza per se stesse e per altre donne.

 

“Non si può pensare ad uno sviluppo senza la tenacia, la costanza e la lungimiranza delle donne. In un Paese non può mancare il 50% dell’entusiasmo, dell’energia e della libertà; è come un’auto con due ruote. Possiamo vivere in un mondo migliore solo se le donne saranno libere da sfruttamenti, oppressioni e barriere sociali. Women for freedom non si fermerà finche ogni singola donna non sarà libera”.

 

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di € 15 al mese direttamente dal nostro sito.

In alternativa, puoi fare un bonifico a

WOMEN FOR FREEDOM ONLUS 

IBAN: IT40Z0501811800000000173945

BANCA POPOLARE ETICA.

Scrivi come causale “A Scuola con Chiara”.

 

Per maggiori informazioni

chiamaci al 334 3069836

Per sapere qualcosa di più della nostra

associazione, visita il nostro sito

www.womenforfreedom.org

 

o scrivi a info@womenforfreedom.org

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