L’età imperfetta

un film di Ulisse Lendaro con Anna Valle

Una volta diventati adulti guardiamo indietro agli anni della nostra adolescenza con nostalgia: è abbastanza frequente sentire un adulto definire i suoi anni giovanili come i più belli. Ma se gli adulti si rivedessero in quei momenti cosa direbbero?

L’adulto eleva a perfetta quell’età solo dopo essere cresciuto, solo con il tempo e l’esperienza si scopre che la perfezione di quei giorni va ricercata proprio nel loro non essere perfetti.

L’adolescenza è il luogo dei grandi conflitti, dove tutto è portato al limite: si odia, si ama, si è timidi o estroversi, si è buoni o cattivi, in continuo e repentino cambio di ruoli.

Allo stesso tempo è anche il momento dei grandi sogni e delle grandi emozioni: si diventa consapevoli dei propri sentimenti, delle proprie aspettative, con la voglia di provare a credere al sogno e la paura di crederci troppo, di rimanerne delusi.

Anche l’odio e la cattiveria si manifestano in maniera repentina.

“L’età imperfetta”, è l’esordio alla regia cinematografica di Ulisse Lendaro, regista e produttore vicentino, che racconta la storia di Camilla, una ragazza come tante e allo stesso un po’ speciale. Camilla vuole diventare una ballerina di danza classica. A casa vive un rapporto un po’ difficile con la madre donna pragmatica dell’est preoccupata che la figlia non rimanga delusa dal possibile infrangersi del sogno, mentre è incoraggiata da un padre buono e accondiscendente.

In estate, durante le lezioni in preparazione dell’audizione per un corso di specializzazione in Francia, incontra Sara una ragazza di 18 anni anche lei aspirante ballerina con un vissuto familiare completamente diverso. Fra loro nasce un’amicizia che porterà Camilla a scoprire lati della propria personalità completamente oscuri, segnando inevitabilmente la sua vita.

Tutti i personaggi sono costruiti con sapienza, sono veri, con tante sfumature tutte da scoprire e da interpretare. Gli adulti nel film fanno da contorno alle vite delle due ragazze, mostrando a loro volta l’imperfezione anche dell’essere adulto. Il film mette a confronto il comportamento del padre e della madre di Camilla. Agli adulti spettatori nascerà inevitabilmente una domanda: meglio proteggere i propri figli evitando loro le delusioni per un sogno infranto o è meglio esortarli a seguire le proprie passioni rendendoli consapevoli però che a volte nella vita non sempre riesci anche se ti sei impegnato e sei bravo perché la concorrenza è tanta e il tuo sogno può essere il sogno di tanti altri?

La regia di Lendaro volutamente sospende tutti i giudizi sui personaggi, vuole lasciare allo spettatore il tempo per valutarli e giudicarli. Le figure di vittima e carnefice si confondono alternandosi fra Sara e Camilla.

 

E anche se per i ragazzi adolescenti in molte situazioni o è tutto bianco o è tutto nero, questa storia dimostra quante siano in realtà le sfumature delle loro storie.

Agis Scuola lo ha candidato ai David Giovani 2018 e lo sta promuovendo, con l’aiuto diretto del MIUR, in tutte le scuole d’Italia. Vuoi proiettare il film nella tua  scuola? 

 

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