L’URLO DEL MALE di Loris Giuriatti

torie di una guerra mai raccontata di Loris Giuriatti

 

“Più che un libro è un oggetto”, così, Loris

Giuriatti presenta il suo nuovo lavoro: “l’urlo

del male, storie di una guerra mai dichiarata”.

 

Ed in effetti quando ti arriva tra le mani uno dei pacchi di cartone avana, con una minacciosa scritta “top secret” ed un’infinita serie di annulli postali, l’impressione che all’interno ci sia qualcosa di strano c’è.

Sembra un plico spedito da qualche remota città Russa, come mai tanto mistero?

Più che mistero, curiosità. Siamo tutti più o meno consciamente attratti dal proibito. Un pacchetto con la scritta “top secret” è irresistibile!

I precedenti romanzi puntavano tutto sul fattore curiosità e penso di non aver scoperto nulla di nuovo.

In questo caso sono andato oltre. La prima serie di cento pezzi, quella di cui parli, è stata confezionata in una scatola particolare, dove oltre al libro, all’interno sono contenuti alcuni oggetti che durante il libro prenderanno vita. In alcuni casi lasceranno il lettore particolarmente sorpreso, perché ogni uno di loro, anche quello che può sembrare un banale segnalibro è in realtà un codice ENIGMA.

Quasi un book game insomma!

Una specie…mi ha sempre affascinato l’incrocio inscindibile di realtà e fantasia. Alcuni mesi fa ho visto dall’amico Giuliano Basso un libro fantastico dove in quasi ogni pagina era presente un piccolo oggetto che si riferiva al libro: un biglietto della metro, un foglio di appunti, una foto. Era quasi come se le pagine del racconto avessero preso vita! “l’urlo del male” in parte ha sfruttato questa idea, certo in maniera meno importante, ovviamente!

Quindi il segnalibro che non è un segnalibro a cosa serve?

Vedi? La curiosità… il segnalibro ha una stringa del codice ENIGMA, il geniale sistema criptografico tedesco che tanto ha fatto soffrire gli alleati durante la seconda guerra mondiale. Digitando il codice in una pagina del mio sito www.lorisgiuriatti.it si accede ad un’area segreta dove consultare documenti, verificare particolari del libro e fare ricerca storica a tutti gli effetti.

Torna quindi la tua passione per insegnare la storia, anche questo libro, dopo il successo de: l’Angelo del Grappa” un altro libro didattico?

Hai usato il sostantivo corretto: passione. Lo racconto sempre ai ragazzi quando ho l’occasione di incontrarli, la passione vale più di ogni altra cosa. Durante la mia carriera scolastica, non ho mai incontrato dei docenti appassionati di storia, ma insegnati obbligati ad insegnarla! Il risultato è sempre stato molto deludente, si cercava di arrivare alla sufficienza imparando più o meno a memoria quattro date.

La mia idea è di aiutare i colleghi raccontando la storia in un romanzo. Date, luoghi e personaggi reali, si amalgamano con personaggi di fantasia in un connubio che invoglia a capire di più a sapere cosa e quando è realmente accaduto un fatto o vissuto un personaggio. Questo è il mio modo di insegnare la storia e credimi che i ragazzi lo apprezzano molto!

Non ci sono dubbi! Non abbiamo ancora parlato della trama, sempre guerra?

Quasi, nel senso che in questo libro ho momentaneamente abbandonato la Grande Guerra, per un periodo storico molto più vicino ai nostri giorni: la guerra fredda. La storia di questa “guerra mai dichiarata” come penso si possa definire, rimane un argomento ancora sconosciuto alla maggior parte dei ragazzi. Eppure a me sembra ieri quando i TG parlavano di alto rischio atomico. Ora, che le cronache purtroppo ci fanno ripensare a quegli anni, scopro parlando con i ragazzi che pochi conoscono la storia della contesa USA-URSS.

Ne “L’urlo del male” provo a raccontare quel periodo, come sempre trovando un’avventura parallela che inanimi il lettore: andiamo a caccia dei fuggiaschi di Norimberga.

E chi sono questi fuggiaschi?

Dopo la fine della seconda guerra mondiale, molti generali del partito nazista, approfittarono della confusione che si era creata per fuggire all’estero, evitando il processo per crimini di guerra contro l’umanità che si fece nella città di Norimberga. Iniziò così una gigantesca caccia all’uomo che portò in alcuni casi anche molto lontano dalla Germania. I “cacciatori di nazisti” come erano definiti, si trovarono spesso in situazioni difficili da risolvere a causa di intricate reti, anche molto potenti, che difendevano e proteggevano i fuggiaschi.

Ho lavorato più di un anno per fare ricerche che a volte mi hanno portato in direzioni inusuali, scoprendo anche complicità impensabili.

Quindi non è solo un romanzo ma anche il risultato di una ricerca?

Certo, anche se ben camuffata da opera di narrativa. Come già detto sarà la curiosità a spingere i più audaci a capire dove si ferma la verità ed inizia la parte fantastica. I documenti ci sono, ben nascosti, nel mio sito.

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Occhi è la rivista storica del territorio di Bassano del Grappa, con oltre 25 anni di distribuzione nel bassanese, vicentino, alta padovana e trevigiano. Occhi è un giornale di contenuti, curato, elegante, mai banale, pieno di approfondimenti e contenuti esclusivi.

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