Buon inizio – Sebastiano Zanolli

L’APPUNTAMENTO CON SEBASTIANO ZANOLLI.

Rubrica di approfondimento e consigli per fare la grande differenza.

a cura di  Sebastiano Zanolli, Manager, scrittore e formatore motivazionale

www.sebastianozanolli.com

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Sebastiano Zanolli – La Grande Differenza

 

Buon inizio.

Una frase che sembra indicare che c’è stata una fine.

Un termine.

La chiusura di un cerchio.

Invece quasi mai i cerchi si chiudono del tutto e se si chiudono, lasciano tracce e detriti. Segature e briciole. Cicatrici e lividi.

Su queste pagine iniziamo un ciclo di scritti che vogliono stimolare all’azione quando non ti senti.

Che vogliono dare motivazione e spunti utili per andare avanti nel migliore dei modi.

Che sperano di stimolare alla speranza senza annoiare e desiderano dare chiavi di lettura che aprano opportunità anche quando tutto sembra senza vie d’uscita.

Buon Inizio allora.

Buon inizio per quelli che vogliono far la grande differenza significa soprattutto essere capaci di avanzare senza abiurare.

Progredire, senza buttare a mare la valigia degli sbagli e delle sviste.

Buon inizio per quelli della grande differenza è un altro modo per augurarsi di essere all’altezza del proprio futuro e dignitosamente portare l’eredità del proprio passato, specie se duro, sporco e crudele.

Non è mai tardi per alzarsi e nemmeno è mai presto per andare a letto nel mondo di quelli che hanno fame di senso e sete di profondità.

Io vi posso augurare di trovare il significato e mi posso augurare che mi facciate compagnia nella mia, di ricerca.

Posso provare a buttare sul tavolo la mia mappa da esploratore delle motivazioni umane e il mio zaino di esperienze di uomo, padre, lavoratore e scrittore… ruoli a volte fortunati, a volte meno, a volte per nulla.

Ma è da ciò che va male che s’impara, perché il successo di per sé, seppur piacevole e auspicabile, non insegna nulla.

Posso provare a ragionare con voi di come tenersi dritti sulla schiena quando non va come si vorrebbe e di come andare, dove si vorrebbe.

Posso approfondire materie utili a cavarsela bene in questo mondo e produrre quel benessere materiale che può aiutarci a fare stare bene chi bene non sta.

Tutti questi “posso” sono inizi che hanno bisogno di affondare le radici nei cerchi precedenti.

Non starebbero in piedi da soli.

In questo senso vi auguro un buon inizio.

Un inizio rispettoso dei tanti “inizi” già sperimentati.

Un inizio buono e pieno di energia accumulata.

Energia figlia dei tanti successi ma ancora di più, dei tanti insuccessi che ci sussurrano alle spalle che ci meritiamo un tentativo in più, un passo in più, una felicità in più.

Non perché siamo speciali, ma perché siamo donne e uomini e perché siamo qui.

Queste due condizioni sono abbastanza per potere iniziare una volta in più, da dove siamo.

 

Con rispetto e senza rimorsi o rimpianti per quello che è stato.

E con la certezza che sarà l’anno in cui daremo tutto per fare la nostra grande differenza e cercare occasioni e azioni da mettere in pratica.

Perché è ora di cercare.

Perché è difficile sapere cosa cercare.

Anche io, se avessi saputo cosa cercare, l’avrei trovato prima.

E anche non l’avessi trovato avrei avuto la sensazione di esserci stato vicino.

Invece no.

Invece sempre a cercare toppe errate per chiavi sbagliate.

Sempre a imboccare strade comuni, dove tutti passano e si salutano con garbo, ma senza badare al fatto che si passa di là solo per tradizione e abitudine.

Come usare l’orologio in un mondo dove, l’unica cosa che non puoi dimenticare, è quella di sapere che ore sono.

In quelle strade troppo trafficate e calpestate mi sono perso anch’io.

In mille e mille capitelli mi sono fermato a chiedere la grazia di comprendere.

Ho baciato pile di mani per avere un brandello di spiegazione accartocciato.

Ho sorriso e pianto per catturare indicazioni e decifrare il geroglifico della mia esistenza.

Non è stato un granché fruttuoso.

Spinto e sospinto da venti sbagliati o confusi, mi sono ritrovato sempre al punto di partenza.

Che poi è quello dove non capisci se ci sei perché sei destinato o se sei destinato perché ci sei.

E ti acciambelli su questo cuscino malconcio ma tranquillizzante, anzi anestetizzante, del dubbio esistenziale, del perché sei qui.

Ti rimbambisci di circoli viziosi o di dogmi risolutori.

E tutto si ribella a questa domanda.

Tutto diventa difficoltoso incerto, degno di ripensamenti.

Perché sono qui?

 

Da zero a cento, dal bianco al nero, dal giorno alla notte, ci sta dentro tutto ed il contrario di tutto.

In quella strada trafficata, dove si passeggia come Diogene, tutti abbiamo visto un pezzo della risposta, ma manca il tempo, la voglia e la possibilità per metterla assieme in un quadro unico.

Allora si incontrano i maestri.

E anche loro ne sanno poco.

Anzi, quelli che ne sanno di più ti avvisano che ne sanno proprio poco.

E quelli che ne sanno poco ti avvertono che loro sanno quasi tutto.

Che sono ad un passo dal Nirvana.

Dove si sa il perché.

Ma non ci vanno ancora perché prima te lo devono vendere.

Come un fondo pensione.

Mah.

Ed io, che corro a perdifiato fino a farmi scoppiare il cuore, e rimango, giorno dopo giorno, ora dopo ora, minuto dopo minuto, senza illuminazione né risposta, chiuso nel veliero dei punti interrogativi, mi sento solo e controvento.

Poi ci ripenso.

Negli scampoli delle domeniche sere che si tuffano mollemente nel mare dei giorni lavorativi.

Mi dico che per troppo tempo ho cercato troppo e male.

Ho cercato il perché.

Cercavo il perché il fiume scorre, anziché cercarne la sorgente.

E nemmeno questa era la strategia giusta.

“No se busca el levante por el poniente”.

Non si arriva al Levante per la via di ponente.

La strategia giusta, per me, piccolo elemento di un grande meccanismo, falange del mignolo di un gigante, è un’altra.

E’ quella di capire “come”.

Non solo il perché.

Ma il come.

Come si cerca la sorgente.

Come si arriva alla fine, o al principio.

Non è una questione di perché.

Il perché non è disponibile.

Non è a portata di mano.

Il “come” invece sì.

Sono nato per trovare il come, a qualsiasi costo, in qualsiasi condizione.

Ho mani e testa e cuore.

Abbiamo mani, testa e cuore.

Il come si può trovare.

Come fare, come andare, come trovare le Americhe o come andare sulla luna.

Come allevare un bimbo felice o come invecchiare bene.

Come stare in mezzo alla gente, portando felicità o come giocare una partita di pallone.

Come crescere e come morire.

Il “come” è la domanda per me, che sono umano.

Il perché è una domanda lecita ed affascinante, ma fuorviante, se posta senza il “come”.

Perché è lì, nel trovare il “come” che noi, donne e uomini del pianeta terra, siamo bravi.

Geneticamente predisposti.

Nell’inventare, identificare, applicare il “come”.

E vivere bene, o meglio, si può se, prima del perché, ci s’interroga sul come.

 

Grazie e buon inizio.

 

CHI E’ SEBASTIANO ZANOLLI

“Fare raggiungere ad individui e squadre i propri obiettivi professionali, mantenendo la propria umanità” è la ricerca e la sfida che Sebastiano Zanolli si è dato negli ultimi 25 anni e che continua ad approfondire. Un caso abbastanza raro di formatore che continua testardamente a lavorare in azienda fondendo la pratica con la teoria.

Nato nel 1964, dopo la laurea in Economia presso l’Università Ca’ Foscari, ha maturato esperienze significative in ambito commerciale e marketing, ricoprendo posizioni di responsabilità crescente: ha occupato i ruoli di Product Manager, Brand Manager, Responsabile Vendite, Direttore Generale ed amministratore delegato di brand di abbigliamento in aziende come Adidas e Diesel. Si è occupato di politiche di Employer Branding come consulente di Direzione e presta la sua opera sulle strategie e progetti di Heritage Marketing.

 

È autore di 7 volumi di grande successo: “La grande differenza” (2003), “Una soluzione intelligente” (2005), “Paura a parte” (2006), “Io, società a responsabilità illimitata” (2008), “Dovresti tornare a guidare il camion Elvis” (2011), “Aveva ragione Popper, tutta la vita è risolvere problemi” (2014), “Risultati solidi in una società liquida” (2017). Tutti i libri sono editi dalla Franco Angeli.

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Sebastiano Zanolli
info@sebastianozanolli.com

“Fare raggiungere ad individui e squadre i propri obiettivi professionali, mantenendo la propria umanità” è la ricerca e la sfida che Sebastiano Zanolli si è dato negli ultimi 25 anni e che continua ad approfondire. Un caso abbastanza raro di formatore che continua testardamente a lavorare in azienda fondendo la pratica con la teoria. Nato nel 1964, dopo la laurea in Economia presso l’Università Ca’ Foscari, ha maturato esperienze significative in ambito commerciale e marketing, ricoprendo posizioni di responsabilità crescente: ha occupato i ruoli di Product Manager, Brand Manager, Responsabile Vendite, Direttore Generale ed amministratore delegato di brand di abbigliamento in aziende come Adidas e Diesel. Si è occupato di politiche di Employer Branding come consulente di Direzione e presta la sua opera sulle strategie e progetti di Heritage Marketing. È autore di 7 volumi di grande successo: “La grande differenza” (2003), “Una soluzione intelligente” (2005), “Paura a parte” (2006), “Io, società a responsabilità illimitata” (2008), “Dovresti tornare a guidare il camion Elvis” (2011), “Aveva ragione Popper, tutta la vita è risolvere problemi” (2014), “Risultati solidi in una società liquida” (2017). Tutti i libri sono editi dalla Franco Angeli.

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