Resilienza, provare costa poco

Mi sembra che allenarmi a vivere bene sia un continuo esercizio di sentimentale realismo. Continuare a ripetermi che le cose e le situazioni sono come sono, ma non sono condannato ad esserne vittima o schiavo. Tutto ciò senza perdere la speranza che un giorno allineerò tutto… un surfing insomma… tra un sentimentale realismo e un realismo sentimentale.

In quanto venditore mi rendo conto ogni volta che incontro una difficoltà (quindi quasi ogni ora) quanto sia difficile tenere la barra a dritta.

Quanto sia duro mantenere in equilibrio il rispetto di sé e il rispetto per gli altri.

Le complicazioni, in generale, e ancora di più quelle dei venditori ti aspettano dietro l’angolo della vita.

Con un randello in pugno ti malmenano fino ad ottenere due possibili risultati.

Lasciarti esanime a terra, senza più un briciolo di speranza.

Oppure regalarti l’energia vitale tipica di chi comprende che l’essenza della vita è tutta nel superare le avversità.

Questa seconda ipotesi, affascinante e piena di significato e speranza è permeata da una dote, molto di moda e sulla bocca di molti.

Si parla di resilienza e come dice wikipedia : “la resilienza è la capacità di far fronte in maniera positiva agli eventi traumatici, di riorganizzare positivamente la propria vita dinanzi alle difficoltà. È la capacità di ricostruirsi restando sensibili alle opportunità positive che la vita offre, senza perdere la propria umanità.

Persone resilienti sono coloro che immerse in circostanze avverse riescono, nonostante tutto e talvolta contro ogni previsione, a fronteggiare efficacemente le contrarietà, a dare nuovo slancio alla propria esistenza e perfino a raggiungere mete importanti”.

Sfido chiunque a dire che un venditore che vive di vendita non è resiliente.

O lo è o non è più un venditore.

In sintesi, o rimani resiliente e vendi o non vendi più.

Chi vende senza essere resiliente è probabilmente dentro ad una vendita di tipo distributivo, dove la sua opera non conta granché.

Magari perché è in una situazione di monopolio o oligopolio, o perché il prodotto o servizio che ha in mano è molto forte.

Ma questi sono gli unici casi, purtroppo rari.

Per il resto c’è solo da augurarsi di essere resilienti abbastanza da fare passare la nottata.

Io ho provato, nell’ottica di V+, a mettere assieme dei suggerimenti, che ho trovato utili per sviluppare la resilienza, che nel mio piccolo, mi ha permesso di arrivare fino a qui, senza accasciarmi sfinito per strada.

Trovare un significato a tutto quello che accade. Concludere che, se decidi che il problema che hai affrontato e che magari non hai superato, è una lezione ti mette già sulla strada del miglioramento resiliente. Le rogne, una volta che si presentano, o lasciano una cicatrice disperata o una cicatrice speranzosa. La prima impaurita la seconda assennata. E’ una scelta.

Studia e analizza le tendenze, i trend e le mode. Sii un passo avanti rispetto alla media delle conoscenze. Anticipare i cambiamenti o prepararsi, diminuisce la possibilità di rimanere spiazzati e inesperti. Carne da cannone di fronte alle artiglierie del nuovo, che inesorabilmente avanza sempre più veloce. E’ una scelta.

Datti delle suggestioni intelligenti e rifiuta il cinismo. L’uomo è sul pianeta da migliaia di anni, ne ha superate di tutti i colori. Non sarà il cliente arrabbiato, la consegna mancata, il ritardato pagamento a fermare l’evoluzione. Certo tu non sei l’intero genere umano, ma questo pone nella giusta proporzione il problema. Il mondo va avanti. Vai avanti con esso. E’ una scelta.

Frequentare gente che ha gli stessi problemi che hai tu. Stare assieme con persone che compartecipano, che vedi assorte nelle tue preoccupazioni, ti dice che non sei solo, aumenta la tua capacità di tenere duro. Perché la fatica è meno quando sei in compagnia. La speranza invece moltiplica. E’ una scelta.

In ultimo essere grati per quello che già sei ed hai. In fin dei conti apparteniamo a quel piccolo percentile, dieci percento, che si fa la doccia calda con l’acqua potabile. Solo immaginare di doverlo spiegare con imbarazzo ad un bambino del Darfur dovrebbe renderci più resilienti. E’ una scelta.

Certo quello che ha funzionato finora con me, potrebbe non funzionare con altri, infatti questi sono solo suggerimenti, anche se testati, rimangono suggerimenti.

Ma provare costa poco anche se per certo è una scelta.

 

La prima per essere più resilienti.

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Sebastiano Zanolli
info@sebastianozanolli.com

“Fare raggiungere ad individui e squadre i propri obiettivi professionali, mantenendo la propria umanità” è la ricerca e la sfida che Sebastiano Zanolli si è dato negli ultimi 25 anni e che continua ad approfondire. Un caso abbastanza raro di formatore che continua testardamente a lavorare in azienda fondendo la pratica con la teoria. Nato nel 1964, dopo la laurea in Economia presso l’Università Ca’ Foscari, ha maturato esperienze significative in ambito commerciale e marketing, ricoprendo posizioni di responsabilità crescente: ha occupato i ruoli di Product Manager, Brand Manager, Responsabile Vendite, Direttore Generale ed amministratore delegato di brand di abbigliamento in aziende come Adidas e Diesel. Si è occupato di politiche di Employer Branding come consulente di Direzione e presta la sua opera sulle strategie e progetti di Heritage Marketing. È autore di 7 volumi di grande successo: “La grande differenza” (2003), “Una soluzione intelligente” (2005), “Paura a parte” (2006), “Io, società a responsabilità illimitata” (2008), “Dovresti tornare a guidare il camion Elvis” (2011), “Aveva ragione Popper, tutta la vita è risolvere problemi” (2014), “Risultati solidi in una società liquida” (2017). Tutti i libri sono editi dalla Franco Angeli.

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