Demetrio Battaglia

Un caffè in libreria

Rubrica letteraria sul mondo della lettura: interviste, curiosità, approfondimenti sugli autori del nostro territorio 

Lui è Demetrio Battaglia, il re del fantasy. Se avete ancora qualche dubbio, Demetrio vi convincerà definitivamente che ognuno di noi ha il proprio destino scritto nel nome di battesimo.

Ve lo immaginate uno scrittore fantasy, appassionato di mitologia, esperto di meditazione che si chiama, che so, Andrea. Per carità senza togliere nulla a nessuno, ma Demetrio e mito sono un binomio perfetto!

Con lui sono stato onesto, ho subito ammesso la mia profonda ignoranza per il suo genere letterario, ma ho anche immediatamente dichiarato di essere un curioso di natura. Viene da sé che quando ho occasione di confrontarmi con qualcuno che mi racconta qualcosa di nuovo, di diverso lo ascolto più che volentieri.

Fantasy non è “scrivotuttoquellochemipassaperlatesta” detto proprio così, tutto attaccato e senza né capo né coda, giusto Demetrio?

Verissimo. È un pensiero abbastanza comune pensare che lo scrittore di romanzi fantasy sia solo un cantastorie libero di raccontare quello che vuole basta che il tema parli di orchi, maghi, elfi e chi più ne ha più ne metta. In realtà per ogni lavoro fantasy, prima c’è una ricerca importante. I miei taccuini ad esempio, tutto quello che accade nella storia che il lettore si trova a dipanare, è come fosse una scena che si sviluppa e vive davanti ad un lenzuolo. Dietro al sipario si cela una narrazione nascosta che prende spunto da migliaia di anni di miti, leggende, fiabe.

Quindi mi stai dicendo che il fantasy moderno è figlio della mitologia classica.

Certo, il mito come padre e la fiaba come madre.

Non dobbiamo mai dimenticare l’aspetto fiabesco. Lascia stare le rivisitazioni disneyane, ti parlo della favolistica classica. Troppo spesso diamo una veste semplicista alle fiabe, tanto che addirittura le chiamiamo “favole della buona notte”. Pensa che se abbiamo il coraggio di partire dall’origine dei racconti tradizionali, scopriamo un mondo tutt’altro che “della buona notte”. L’uso delle fiabe è sempre stato un modo per avvicinare i ragazzi alla cruda realtà della vita, toccando e raccontando i drammi di cui si compone. Ti faccio un esempio: la bella Ariel disneyana, la sirenetta. Nella reale fiaba nordica, chiede ed ottiene, vendendo l’anima, di trasformare la sua coda da sirena in piedi. Le viene concesso, ma ad ogni passo dovrà patire dei dolori atroci. Ariel lo farà ugualmente, per amore. Di chi? Del principe che nel frattempo si innamorerà e sposerà un’altra! La bella sirenetta deciderà quindi di annegarsi per il dolore. Tristissima storia, trasformata poi in quella a tutti più nota. Capisco che è difficile raccontarla nella versione originale ai bambini, ma chi lo faceva un tempo, era per aiutarli a crescere, non per chissà che crudeltà, per farli prendere contatto con la vita.

Tu incontri spesso i ragazzi nelle scuole, cosa ne pensi della generazione nuovo millenio, dalle tue parole intuisco che le nostre versioni “bonificate” gli hanno resi un po’ più fragili e vulnerabili.

Ti faccio una citazione non mia. Viviamo in una società che ci sta sempre più abituando a vivere in “modalità surf”. Mi spiego: chi pratica il surf ha un unico obiettivo, scivolare sulle onde per rimanere a galla.

Stiamo vivendo sempre di più solo per rimanere a galla. Proporre storie purificate, significa questo, evitare di andare sotto, di prendere contatto con la vita, anche se a volte è dura. Io mi occupo da tanti anni di meditazione e lo propongo a tante persone con questo obbiettivo, scavare, andare a fondo nella propria persona, nel proprio essere. Chi si accontenta di rimanere a galla, anche se ha l’impressione di cavalcare le onde, in realtà le subisce. Cambia direzione l’onda e tu la devi seguire, ricambia, via a seguirla. In pratica sei come una banderuola al vento.

E il fantasy in tutto questo come può essere d’aiuto.

Il fantasy diventa uno strumento per vedere oltre. Un mondo che non vuole allontanarti dalla realtà anzi, che ti aiuta a riflettere. Le persone si affezionano ai personaggi dei fantasy perché questi sono in grado di rinunciare a tutto, a volte anche alla propria vita per un ideale. Tutti noi vorremmo essere così, ma non ne abbiamo il coraggio e quindi amiamo ed apprezziamo questi eroici personaggi che idealizziamo, facciamo nostri, apprezziamo per quelle virtù che vorremmo fare nostre, tutto in un mondo incredibilmente vivo e reale.

Il tuo di mondo si chiama Arkhesya, lo troviamo sul sito www.arkhesya.com

 

Già il mio mondo. Un mondo vastissimo, dove mi piace girare, accompagnando i miei personaggi in storie fantastiche dal sapore giallo. Ogni volta che osservo la mappa, è come se mi parlasse. Sembra che mi voglia dire: ”Demetrio, guarda bene ci sono ancora un sacco di storie da raccontare, tu non devi fare altro che scriverle”. Io non posso fare altro che obbedire e continuare a scrivere. γa

 

a cura di Loris Giuriatti professore e scrittore “Non mi sento uno scrittore, ma amo raccontare storie e penso di farlo con grande passione”

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