mario conte sindaco treviso

Intervista a Mario Conte, sindaco di Treviso

A 6 mesi poco più dalla sua elezione al primo turno come sindaco di Treviso, noi di OCCHI MAGAZINEabbiamo avuto il piacere di scambiare due chiacchere con Mario Conte. Classe 1979, ha la capacità di entrare subito in empatia con le persone. Non è nostro intento fare un’intervista politica, quanto piuttosto parlare dell’uomo giovane a capo di una grande città.

Mario, mi è stato detto che è il sindaco più giovane della storia di Treviso…

In realtà no, nel 1959 c’è stato un sindaco che aveva 27 anni ma è stata una piccola parentesi. In ogni caso sono tra i più giovani sindaci di capoluoghi di provincia in Italia.

 

Com’è nata la passione per la politica?

Militavo già da parecchi anni nella Lega, mi ero avvicinato al movimento grazie all’amicizia con Federico Canar, attuale assessore al turismo della regione Veneto. Nel precedente Consiglio Comunale ero all’opposizione e poi a metà mandato sono diventato capogruppo della Lega. La spinta decisiva per poi candidarmi me l’hanno data tutte le personalità trevigiane del nostro partito: gli ex sindaci Giampaolo GobboGentilini, e Zaia, tutte personalità alle quali mi sono ispirato da sempre per preparazione, onestà, senso di responsabilità nei confronti della comunità. Il governatore Zaia in particolare è un esempio importante, cui tutti si ispirano anche perché il risultato del suo operato lo si vede nell’affetto che quotidianamente riceve dai cittadini. Gentilini poi è una figura importantissima, è colui che ha cambiato la figura del sindaco in Italia, per la prima volta con lui c’è stato un sindaco in mezzo alla gente, un sindaco che puntava tutto sul contatto costante con i cittadini. Io assomiglio un po’ a lui nei modi di confrontarmi con i cittadini, sono sempre molto presente, sono direttosincero, ma voglio costruire la mia figura più che imitare qualcun altro.

 

Com’è stato il suo insediamento in Comune?

La cosa che mi ha messo in difficoltà è stato il fatto che sono stato letteralmente travolto dall’affetto dei cittadini che poi si è trasformato in richieste di appuntamenti che a loro volta hanno congestionato la mia agenda. Ho trovato una macchina amministrativa, una macchina di dipendenti efficientissimastraordinaria, non a caso di recente secondo un sondaggio sono risultati i più efficienti d’Italia e questo mi agevola molto nel lavoro. Sono molto presenti (sono risultati i meno assenti fra i dipendenti comunali d’Italia) e molto preparati.

 

Qual è il segreto del Sindaco Conte?

Il mio segreto sta nella squadra. Grazie all’avvallo dei partiti ho costruito una squadra di professionisti di altissimo livello: giovani con una mentalità dinamica e aperta e i risultati si stanno vedendo già adesso. Abbiamo creato un nuovo modello amministrativo. è una mentalità nuova la nostra, l’assessore con più anni ne ha 52, molti degli assessori provengono da esperienze internazionali, questo significa un’apertura mentale che Treviso non aveva mai visto fino a oggi. Apertura a eventi internazionali, apertura al Turismo, all’università. è di questi giorni la notizia che Treviso dal 2019 sarà città Erasmus.

 

Per cosa le piacerebbe essere ricordato?

Mi piacerebbe essere ricordato per questo cambio di mentalità. Treviso deve diventare città turistica ed europea, poi stiamo già lavorando su opere importanti che possono essere identificative di un mandato ma tutte queste devono essere collocate in questo grande cambiamento di mentalità. Puntiamo sulla programmazione e sulla puntualità.

Come sarà il 2019 per eventi culturali e sportivi? 

A gennaio presenteremo 4 anni di eventi. Avremo eventi culturali, eventi sportivi, tutti con grande attrattività turistica e porteranno un indotto importante in città. Questo consente alle attività e ai cittadini di potersi programmare e consente a Treviso di avere una visibilità su scala europea. La programmazione culturale che presenteremo sarà di primissimo livello.

 

Può darci qualche anticipazione?

Faremo una grande presentazione comunque posso dire che ci saranno mostre con curatori di altissimo livello. A maggio ospiteremo la partenza della 19esima tappa del giro d’Italia e ci sarà un grande evento legato al basket, un evento a livello mondiale unica tappa in Italia. Grandi passi in avanti e soprattutto grande qualità. Noi non possiamo e non vogliamo fare concorrenza alla massa di Venezia che è a 40 km. Vogliamo distinguerci per la qualità dell’accoglienza, della proposta e della vita.

 

Fondamentale è l’intesa con le parti private, le aziende, le industrie…

Sicuramente! Il Natale è stato un esempio incredibile. Quando l’amministrazione ha le idee chiare e una programmazione di alto livello, i privati sono ben disposti a sposare questi progetti. Il nostro Natale è costato meno dell’anno scorso perché i privati ci hanno creduto. Stessa cosa sarà per la programmazione dei prossimi 4 anni che indubbiamente sarà importante dal punto di vista dei costi ma che ha trovato la risposta entusiasta di molte realtà imprenditoriali che di fatto si sono prese l’impegno di aiutarci a finanziare questa iniziativa. Sarà il vero gancio di rilancio di Treviso, canalizzeremo un nuovo flusso di turisti che a oggi manca, soprattutto dal lunedì al venerdì.

Tanti centri storici di città grandi e piccole del Veneto sono in difficoltà.

I centri storici sono in sofferenza per vari motivi, alcuni dipendono dalle amministrazioni altri no. Il mio obiettivo è quello di intervenire sugli elementi che dipendono dal Comune. Io voglio garantire una serie di eventi e programmi per portare gente a Treviso. La città poi si faccia trovare pronta ad accogliere la gente.

 

Lei sta sfatando la convinzione di alcuni ambienti di sinistra secondo i quali le amministrazioni di destra sono poco sensibili alla cultura…

Quelli sono stereotipi. La nostra squadra che è di centro destra ha dato subito dei segnali importanti in ambito culturaleambientale e socialeche storicamente sono considerati tre temi di sinistra. Certo non dimentichiamo il tema della sicurezza, abbiamo dotato il comando della polizia municipale di nuove tecnologie e dotazioni per i vigili. Nella nostra squadra c’è la volontà di concretizzare in poco tempo i vari progetti per poi passare ad altri ancora. Siamo molto dinamici grazie ad assessori molto preparati. Noi ci troviamo almeno una volta a settimana, alle nostre spalle c’è una maggioranza molto compatta. Idee chiaregrande professionalità e determinazione a portare a casa i risultati: questo è quello che chiedo alla mia squadra. Da tanto tempo si parlava di far diventare Treviso città Erasmus, noi in 5 mesi siamo riusciti a portare a casa il risultato. Bus elettrici, stessa cosa, a inizio dicembre sono arrivati. Collegamento su gomma città-aeroporto, prima non c’era, ora è attivato.

 

Cosa vuol dire per lei essere il sindaco di Treviso?

Fare il sindaco in una città come Treviso è un lavoro a tempo pieno. Già durante la campagna elettorale ho capito che se volevo essere il sindaco della gente dovevo stare insieme alla gente. Ho fatto una campagna elettorale porta a porta. In 6 mesi ho stretto 80.000 mani e ho sentito un grande affetto e interesse nei miei confronti. Fisicamente è stato un impegno importante, dalle 7 di mattina fino a notte. Anche ora la vita privata non c’è, se non in pochi ritagli. Io voglio essere il sindaco dei trevigiani, sono convinto che se è richiesta la mia presenza significa che la gente ha piacere che io ci sia, quindi cerco di esserci sempre.

 

Ha paura di scontentare qualcuno?

Ho la consapevolezza che per qualunque decisione si prenda, qualcuno non sarà soddisfatto, ma io guardo alla bontà delle mie decisioni per la collettività. Ogni scelta deve esser fatta con onestà e con senso di responsabilità, se sei convinto che quella scelta migliora in generale le condizioni della tua città, allora va fatta. Ovvio che non accontenterai mai tutti.

 

Quali sono le passioni di Conte?

Ora che ho poco tempo sento la mancanza della montagna. Ogni tanto faccio qualche escursione notturna. La montagna mi fa molto riflettere e mi rimette in equilibrio con me stesso, è un momento di rigenerazione interiore importante. Sto affrontando questo mio nuovo ruolo con la massima passione ed energia, a volte ho bisogno di momenti personali solo per me e la montagna è ciò che mi serve.

 

Ultima domanda, il suo rapporto con i social.

Mi piace gestire la mia pagina social facendo trasparire l’emozione degli eventi che sto vivendo. L’obiettivo è quello di mostrare che il primo cittadino è semplicemente uno dei tanti. Condivido con i cittadini le emozioni, le soddisfazioni e le preoccupazioni che questo ruolo comporta. Ogni tanto apro una finestra nella mia vita privata postando qualche escursione in montagna o evento culturale. I social, se utilizzati con moderazione e attenzione, sono uno strumento importante di divulgazione. Non bisogna abusarne, preferisco sempre la vita vera!

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