Nasce prima la gioia di vivere o la speranza?

Sei troppo vecchio per non sperare di potere sperare. Lo sai. Sei troppo giovane per non avere gioia di vivere. Lo senti. Cosa cerchi e che vie imboccherai? Cosa hai imparato da tutte strade senza sbocco che hai percorso? Nulla di specifico. Forse qualcosa in generale.

Che gira e rigira, tutto ricade sotto la coperta della parola “speranza”. Tira via la speranza e diventi un insieme di atomi incoerenti, senza direzione e senza struttura.

L’unica cosa rimasta nel vaso di Pandora è la medicina per non crepare senza avere provato a realizzare la tua magia. Leva la speranza e la tua volontà si dissolve come una macchia in lavatrice a novanta gradi. Cancella la speranza e diventi un budino d’intenzioni che si scioglie appena lo tiri fuori dal frigo delle abitudini comode ma strette.

Sperare risolve il dubbio del non essere al posto giusto. Sperare sistema l’angoscia di essere sempre fuori tempo. Ma dove sta la speranza? Come nasce? Come mai c’è chi ce l’ha e chi no? E perché a volte scompare e tu scompari con lei. Io non ho tutte queste risposte. Mi sembra di capire però che la speranza vede cose che tu non riesci a vedere. Sente messaggi che tu non percepisci. è stimolata da profumi che il tuo naso non coglie consciamente. Cresce all’apparire di entità o persone che magari nemmeno sai chi sono. Si palesa in posti e situazioni anomale e inusuali.

Serve volontà di aprirsi e lasciarsi perforare dai mille spilli della diversità e del fuori campo. Mollarsi a braccia aperte giù dalla torre che hai sempre abitato. Chiudere gli occhi e lasciare che l’anima si contorca e prenda il vento che arriva.

Figlia di una ricerca a volte voluta a volte casuale, la speranza è un gioco che dura fino a quando non diventi pauroso. Sì, perché l’altra faccia della speranza è la paura. Quando ti sembra che le probabilità siano scarse la speranza si sgretola e diventa timore, paura, terrore, angoscia. Puoi alimentarla tu questa paura. Possono alimentarla gli altri. In ogni caso devi digerire manciate di spine che ti perforeranno il cuore e renderanno amaro o agrodolce ogni sogno di zucchero che il tuo amore per la vita ha immaginato.

Ecco perché è così difficile sperare. Ma posso dire una cosa? Che si fottano. Il problema della speranza devi risolvertelo tu. Perché devi essere tu disponibile ad avere paura senza mollare. Avere paura è scomodamente angosciante per chi è cresciuto convinto che se finirà deve finire a modo tuo. Ed è anche vero che è la scomodità dell’angoscia che ti spinge a sperare ancora più forte.

Un cerchio, ecco cosa dicono le carte che getti sul tavolo della tua partita, lo sperare e l’avere paura dipingono un cerchio che tu percorri senza riuscire a fermarti. E la sfida è continuare a credere. Nonostante tutto. Nonostante tutti.

 

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a cura di  Sebastiano Zanolli 

 

Manager, scrittore e formatore motivazionale

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Sebastiano Zanolli
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“Fare raggiungere ad individui e squadre i propri obiettivi professionali, mantenendo la propria umanità” è la ricerca e la sfida che Sebastiano Zanolli si è dato negli ultimi 25 anni e che continua ad approfondire. Un caso abbastanza raro di formatore che continua testardamente a lavorare in azienda fondendo la pratica con la teoria. Nato nel 1964, dopo la laurea in Economia presso l’Università Ca’ Foscari, ha maturato esperienze significative in ambito commerciale e marketing, ricoprendo posizioni di responsabilità crescente: ha occupato i ruoli di Product Manager, Brand Manager, Responsabile Vendite, Direttore Generale ed amministratore delegato di brand di abbigliamento in aziende come Adidas e Diesel. Si è occupato di politiche di Employer Branding come consulente di Direzione e presta la sua opera sulle strategie e progetti di Heritage Marketing. È autore di 7 volumi di grande successo: “La grande differenza” (2003), “Una soluzione intelligente” (2005), “Paura a parte” (2006), “Io, società a responsabilità illimitata” (2008), “Dovresti tornare a guidare il camion Elvis” (2011), “Aveva ragione Popper, tutta la vita è risolvere problemi” (2014), “Risultati solidi in una società liquida” (2017). Tutti i libri sono editi dalla Franco Angeli.

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