MARCO ZANATTA. L’eccellenza del singolo e la forza del gruppo.

Trevigiano doc, da oltre 22 anni barista attento alla clientela, ha trasformato il Caffè Centrale di Silea in una eccellenza tanto da creare una sua linea di caffè, Marco Zanatta è uno di quei personaggi che meritano di essere conosciuti perché lavorano con passione, perché si mettono sempre in discussione, perché pensano anche a chi è meno fortunato e trascinano altre persone nelle loro mille iniziative.

Chi è Marco Zanatta?

Sono un barista, ho sempre fatto questo lavoro. Sono partito a 14 anni scegliendo il Maffioli, scuola alberghiera di Castelfranco Veneto.

Ho sempre avuto le idee molto chiare e per questo mi considero fortunato: è difficile scegliere il mestiere di una vita a soli 14 anni ma io l’ho fatto.

Questo è il lavoro più bello del mondo, ti mette molto alla prova perché devi interagire con persone diverse, che a loro volta hanno una gamma di stati d’animo diversi. Nelle nostre città che non sono troppo grandi è facile che si crei quel rapporto di familiarità con i clienti che ti porta in automatico a preparare ciò che preferiscono senza che loro te lo ricordino. Il cliente così si sente parte di un progetto di crescita.

La crescita di un’attività come la mia è proprio legata a questa alchimia magica fra chi lavora: il titolare, i collaboratori e la clientela.

Io amo imparare, e in questo mestiere non si finisce mai: io stesso faccio in continuazione corsi e li faccio fare ai miei ragazzi, insieme poi partecipiamo ad attività di team building, credo molto infatti nella forza del gruppo.

Probabilmente questo mi deriva dai 10 anni passati al Soffioni, locale storico del centro di Treviso, che fondava la sua forza sull’aggregazione e sulla convivialità.

 

Qual è il tuo sogno?

Negli ultimi anni ho lavorato veramente molto con il Caffè Centrale a Silea e non nego che mi piacerebbe replicare il format anche a Treviso e non solo. Certo non è facile economicamente.

Tutti i miei sforzi in questi anni sono stati rivolti a formare persone capaci e con voglia di fare alzando anche le loro aspettative.

Il successo di un’attività non è legata al caso ma alla capacità di formare persone a gestire situazioni diverse.

Io sono un sognatore dalle mille idee, e se sono riuscito a realizzarmi, il merito è anche di mia moglie, il mio alter ego, la persona con i piedi per terra che dà concretezza a tante situazioni.

Ci compensiamo molto, è un attimo andare fuori binario, farsi trasportare dall’entusiasmo, ogni tanto c’è bisogno di chi ti porta a terra. Insieme siamo una forza.

 

C’è qualcosa che non rifaresti?

Ogni giorno ognuno di noi ha i suoi momenti di frustrazione, è normale, ma io ho tanta voglia di fare, rifarei tutto quello che ho fatto finora, mi pento solo di una cosa: essere partito tardi a 24 anni…

Forse metterei un po’ più di entusiasmo all’inizio, mi accorgo di averne ora più di allora.

Non ho paura di intraprendere nuove sfide, ci vuole coraggio, certo può andare bene o male ma preferisco capire se ho sbagliato facendo.

 

Da barista-impreditore del caffè a docente…

Insegnare ai ragazzi è un’esperienza che mi sta dando veramente molte soddisfazioni, è iniziata un po’ per caso e inaspettatamente: 3-4 anni fa Mauro Benetton che all’epoca possedeva l’azienda Forno d’Asolo mi disse che l’amministratore delegato mi voleva parlare.

Io ero loro cliente con alcune linee di prodotti e sapevano quanto io ricercassi eccellenze nei prodotti che proponevo e propongo alla mia clientela, così mi hanno coinvolto nei loro corsi. è stata una sfida nuova, volevo capire come mi sarei interfacciato con gli allievi per trasmettere loro il mio entusiasmo e i valori che sono alla base del mio bellissimo lavoro.

A oggi sono docente per un master per baristi con età compresa fra i 18 e i 25 anni.

La cosa bella di oggi è che i ragazzi hanno tantissime opportunità.

Io credo molto nei giovani: hanno un’appeal incredibile, nascono con la tecnologia. è insegnamento anche per me.

 

Sappiamo che sei molto attivo nel sociale grazie al tuo impegno con Adelante…

Ho sempre cercato di fare rete per perseguire obiettivi per il bene comune, sono stato coinvolto in molte attività organizzate dall’associazione Gli XI di Marca fondata da Marco VariscoMauro BianchinFabio Setten e Massimo Susic. L’idea di base è di fare beneficienza nei vari territori andando a supportare progetti sociali nei vari territori della Marca. 

Da 25 anni io personalmente seguo anche l’onlus AdelanteAdelante si base sul volontariato ossia sul donare tempo a chi ne ha bisogno. Attualmente la onlus si occupa di 25 ragazzi down e non solo. Per poterli gestire e coinvolgere in varie attività, Adelante ha bisogno di almeno altrettanti volontari che donino il loro tempo a queste persone. Il volontario usa il proprio tempo e lo dedica agli altri, la beneficienza non è volontariato. I volontari sono persone speciali.

Mi piace organizzare eventi a scopo benefico e sono molto attento che tutte le promesse fatte vengano mantenute, non voglio essere uno dei tanti enne-mila che millantano e si dimostrano omini di poco conto, ho grande rispetto per chi ha fiducia in me e non voglio assolutamente deluderli. Con Adelante lavoro da esterno, mi piace portare idee e vorrei coinvolgere più persone a dare il loro contributo come lo faccio io, tutti possiamo fare qualcosa, occorre avere anche il coraggio di metterci la faccia.

A settembre abbiamo raccolto più di 26.000 euro con la serata Adelante. Un caro amico mio che si è sposato ha chiesto ai propri invitati di fare una donazione ad Adelante anziché acquistare regali. Questi soldi vengono utilizzati per fare serate e viaggi per i ragazzi seguiti (viaggio a Roma, crociera, Eurodisney). I ragazzi sono tutti di Silea, abbiamo tante richieste da parte di ragazzi con disabilità che vorrebbero entrare, il nostro problema è quello di trovare volontari. Vorremmo coinvolgere maggiormente i ragazzi sani facendo loro capire la ricchezza che questa esperienza può dare loro.

…e poi c’è lo sport passione trevigiana…

Da qualche anno sono main sponsor della pallavolo Silea, attualmente siamo in serie D e ci sono buone possibilità di passare di categoria.

Sono vicepresidente. Anche in questo caso sono un trascinatore e cerco di coinvolgere anche altri sponsor.

 

Da alcuni anni hai creato anche un tuo marchio di caffè, il Caffè Zanatta!

Come dicevo prima, nel mio lavoro metto tutto me stesso, tutta la mia passione, con gli anni ho cercato di trovare delle miscele di caffè unicheper i miei clienti così ho fondato il mio brand, il caffè Zanatta che stiamo proponendo ad altri bar della zona. Di caffè ce ne sono tanti.

Io voglio vendere un’emozione.

A chi propongo il mio caffè fornisco tutto il mio know-how. Il concetto base di oggi è la passione in ciò che sia fa, sapere quello che si sta facendo per poi avere dei risultati economici. La sfida è sempre con se stessi, devi sapere cosa vali, sapere dove sei e dove vuoi arrivare.

I risultati poi arrivano.

 

Questo è quello che ho potuto sperimentare su me stesso, è quello che voglio trasmettere ai ragazzi che lavorano con me e che sono veramente in gamba. La forza del gruppo è quello che fa la differenza!

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