apuntamento con sebastiano zanolli

La Grande Differenza, 15 anni dopo • Intervista a Sebastiano Zanolli

Dopo 15 anni dalla prima edizione, 26 ristampe e più di 15.000 copie vendute, torna La Grande Differenza di Sebastiano Zanolli in una nuova versione aggiornata e la prefazione a cura di Renzo Rosso. 

Definisci i tuoi obiettivi, lavora su te stesso e sii più grande dei tuoi problemi. In questo testo troverai alcuni suggerimenti pratici da mettere in pratica subito per fare La Grande Differenza.

Noi di OCCHI abbiamo incontrato Sebastiano Zanolli per parlare del nuovo libro e per scoprire come fare la propria GRANDE DIFFERENZA

Dopo 15 anni Sebastiano ritorni al via come a Monopoli con una nuova edizione di “La Grande Differenza”, il tuo primo libro. Da cosa nasce questo progetto?

L’idea è nata un giorno di Marzo del 2017 quando un lettore mi inviò una foto con il libro, la prima edizione, appena acquistato in libreria. Da lì iniziai a riflettere sul fatto che a distanza di quindici anni si vendesse ancora un libro scritto in un periodo completamente diverso da quello attuale, popolato da dinamiche nuove, social e molta più complessità. L’editore, Franco Angeli, mi confermò come non si trattasse di un evento sporadico ma di come in libreria il titolo continuasse a vendere bene. Così mi misi al lavoro per un progetto nato per ringraziare i tantissimi lettori, onorare il mio primo e fortunato libro, cercare di contestualizzarlo ai tempi senza però stravolgerlo.

Cosa è cambiato di più nel mondo del lavoro in questi 15 anni?

È cambiato davvero tanto. Basti pensare che la Grande Differenza è un libro uscito la prima volta nel 2003, cioè prima di avvenimenti come la crisi Lehman Brothers del 2008 e la grande recessione mondiale, ma anche prima di Facebook che sarebbe nato nel 2004 e dell’I-phone nel 2007. Era un mondo che ci appariva difficile ma che ancora non presentava la complessità di un mondo globale, dominato e condizionato dalla tecnologia. Nel mondo del lavoro era ancora possibile pensare di poter seguire un percorso lineare e tradizionale, ora non più. Credo che una grande novità ora si trovi parlando di generazioni: siamo la prima società della storia che ne vede almeno tre impegnate allo stesso momento e la prima società che vede i senior in difficoltà e così spiazzati, costretti a doversi reinventare per non essere estromessi e i junior in difficoltà perché i senior non mollano. Ci sarebbe ancora tanto da dire ma sarà in un altro libro. 

Che ricordi hai di quella tua prima avventura editoriale? E cosa è cambiato, a distanza di 15 anni, al momento di scrivere un libro?

Della mia prima volta, nel 2003, ho ricordi fantastici. Il primo, è che me lo corresse con entusiasmo una persona a me cara, il Fondatore di Occhi Diego Mascotto. Era un vero amico.

Ricordo la gioia di vedere il proprio nome su un libro, di vederlo in libreria e di sapere che tante persone avrebbero potuto ragionare insieme a me su quei temi che mi stavano a cuore. Avevo emozioni contrastanti. Da una parte un pizzico di incoscienza, data anche dall’età. Dall’altra molta più eccitazione, dal momento che scrivere e pubblicare un libro, oggi divenuta una cosa molto attuale e più accessibile, era un vero e proprio traguardo. 

Mi piace ricordare tutte le discussioni avute su quel primo testo con l’amico scrittore Alessandro Zaltron che mi diede molti consigli di scrittura di grande utilità e divenne la firma costante della mia quarta di copertina.

Scrivere è difficile. Scrivere in modo che ti capiscano è difficilissimo.

Dopo il primo libro ho continuato a pubblicare con una buona regolarità, l’ultimo, sempre con Franco Angeli, risale al 2017. Quello che credo sia cambiato per me, credo è il senso di responsabilità che avverto. Nell’era di Google e dei social, fai presto a essere smentito e hai comunque la responsabilità di influire sulle scelte e sui ragionamenti delle persone. Credo che chiunque scriva un libro che vuole fornire suggerimenti debba considerarlo. 

Che bilancio fai di questi 15 anni da divulgatore?

Personalmente sono una persona che cerca sempre di migliorare, di guardare al prossimo capitolo della mia vita e non bloccarmi, né per adagiarmi né per scoraggiarmi, su quanto scritto in passato. Detto questo, sono molto felice del mio percorso e proprio la nuova edizione de La Grande Differenza mi ha dato modo di ragionarci. Per me La Grande Differenza significa che le idee che diffondo, devono essere attuabili e devo riuscire per primo a metterle in pratica, altrimenti non serve.

Menti alle persone e a te stesso. Ecco, io credo che andrò avanti sino a quando ho idee, non dico buone, ma concrete e applicabili da persone normali. Scrivo sempre: “Non chiedo di credermi ma invito a sperimentare”. Negli ultimi 15 anni, vedendo l’affetto delle persone ma anche la stima di tanti amici mi sono convinto che sia una buona cosa. 

E’ davvero possibile fare la grande differenza?

In parte ti ho risposto prima: se non fosse possibile non avrei scritto il libro e non avrei fatto una nuova edizione. Concretamente penso sia possibile a patto di fare chiarezza. Quello che io da anni chiamo “La Grande Differenza” non è altro che il successo ma il successo non è necessariamente diventare milionari, possedere tante cose, correre i cento metri in meno tempo di Usain Bolt. Successo è l’arte e la magia di far succedere le cose; le cose che desideriamo. Se siamo bravi, onesti e realistici, nel definire in cosa vogliamo eccellere, cosa vogliamo raggiungere, se siamo disponibili a fare cose diverse allora sono convinto che avremo notevoli possibilità di farcela.

Prossimi progetti?

Lavoro sempre per aggiornare ed approfondire i temi legati alla motivazione. E’ un cammino senza fine.

Vorrei cercare di tornare indietro quanto ho ricevuto in questi anni, restituire sotto forma di aiuto, tutto l’affetto che mi è stato mostrato. Lavorativamente sto consolidando nuovi prodotti formativi. E poi ho un piano B in arrivo… che però tengo ancora per me per qualche mese. 

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Sebastiano Zanolli
info@sebastianozanolli.com

“Fare raggiungere ad individui e squadre i propri obiettivi professionali, mantenendo la propria umanità” è la ricerca e la sfida che Sebastiano Zanolli si è dato negli ultimi 25 anni e che continua ad approfondire. Un caso abbastanza raro di formatore che continua testardamente a lavorare in azienda fondendo la pratica con la teoria. Nato nel 1964, dopo la laurea in Economia presso l’Università Ca’ Foscari, ha maturato esperienze significative in ambito commerciale e marketing, ricoprendo posizioni di responsabilità crescente: ha occupato i ruoli di Product Manager, Brand Manager, Responsabile Vendite, Direttore Generale ed amministratore delegato di brand di abbigliamento in aziende come Adidas e Diesel. Si è occupato di politiche di Employer Branding come consulente di Direzione e presta la sua opera sulle strategie e progetti di Heritage Marketing. È autore di 7 volumi di grande successo: “La grande differenza” (2003), “Una soluzione intelligente” (2005), “Paura a parte” (2006), “Io, società a responsabilità illimitata” (2008), “Dovresti tornare a guidare il camion Elvis” (2011), “Aveva ragione Popper, tutta la vita è risolvere problemi” (2014), “Risultati solidi in una società liquida” (2017). Tutti i libri sono editi dalla Franco Angeli.

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