“Vacanze? Non ci sono i soldi!”

Quando non ne avevo proprio era l’epoca in cui il libro più venduto al mondo, dopo la Bibbia e, dicono, Pinocchio, era The Secret di Rondha Byrne, un vero portento per chi, come me, non sapeva più che santi invocare alla disperata ricerca di una soluzione. Lessi e rilessi quelle pagine fino a consumarle, convinta che bastasse immaginare ciò che si desiderava ottenere e, al pari di una strofinatina sulla lampada di Aladino, tempo uno sbatter di ciglia, mi sarei ritrovata con le tasche piene di soldi. Qualcosa mi sfuggiva o forse qualcosa non era stato raccontato fino in fondo, perché le mie tasche rimanevano esattamente le stesse ad ogni risveglio. Poi arrivò il giorno in cui decisi di dare una svolta a questa situazione: basta aspettare, dovevo fare qualcosa assolutamente. Mi avviai all’agenzia viaggi chiedendo informazioni riguardo ad una vacanza di alcuni giorni da trascorrere insieme alle mie figlie in quel di Londra. Sospesi per tutto il tempo del colloquio il ricordo di non avere soldi ma nemmeno un’idea di come procurarmeli. Mi comportai con la stessa leggerezza di chi li ha e con lo stesso entusiasmo di chi li può spendere per portare in vacanza le proprie figlie. Nel cammino del ritorno incontrai almeno 4 persone di mia conoscenza che non vedevo da tantissimo tempo. Ad ognuna che mi abbracciò  con grande affetto, raccontai in un crescendo di pura gioia, del mio prossimo viaggio, terminando di volta in volta, con la stessa battuta: “Ignoro come ma sono certa che ci riuscirò”. Tutte e quattro mi dissero che non avevo bisogno dei loro auguri perché ero talmente entusiasta e convinta di farcela, che solo questi pensieri sarebbero bastati per farmi partire. Non smisi un giorno, un’ora o un istante di coltivare quella certezza dentro di me. Per non perdere lo sconto sui voli aerei e il pernottamento in albergo, dovevo presentarmi con i soldi entro tot giorni dal mio primo e unico incontro in agenzia. Quella stessa mattina mi recai al bancomat e fino all’ultimo gesto, pregai il mio cuore di non tradirmi proprio in quel momento: non volevo soccombere alla paura o alla delusione. Nessuna certezza, nessun avviso, nessun segnale: solo ed unicamente la fiducia che sarei partita. Clicco sul monitor la parola “saldo” ed in conto mi ritrovo una cifra che copriva sia le spese di viaggio che quelle accessorie per i nostri giorni di permanenza. Clicco con la mano tremante dall’emozione sulla parola “movimenti conto corrente” e scopro che l’importo accreditatomi il giorno della mia decisione di partire, derivava da un conguaglio che l’ente erogatore del gas ad uso domestico, mi aveva riconosciuto dopo 3 anni di errata fatturazione. A tutto avevo pensato tranne a quella remota soluzione in quanto, all’epoca della mia richiesta, nessuno mi aveva assicurata del buon esito della pratica. Non dimenticare: siamo noi i creatori della nostra realtà ed i guardiani delle nostre emozioni più profonde! Buona vacanza!

A cura di Simonetta Pozzati • Mental Coach

riceve a Treviso su appuntamento

simo.pozzati@libero.it • www.latuapersonalcoach.eu

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