La corsa in alta quota: corsa di polmoni e di cuore

Aria pura, temperatura ideale, natura …gli ingredienti migliori per scegliere di correre in alta quota! Si sa che inizialmente le prestazioni della corsa in alta quota peggiorano in maniera proporzionale all’abbassamento della pressione atmosferica e quindi dell’ossigeno. Per questo c’è bisogno di un periodo di adattamento. Il corpo infatti reagisce nell’immediato alle nuove condizioni ambientali ventilando di più e aumentando la frequenza cardiaca.  Per apprezzare i sostanziali benefici c’è bisogno di un paio di settimane di permanenza in quota.

Quali sono le caratteristiche fisiche dell’alta quota?

Innanzitutto in alta quota la percentuale di ossigeno disponibile diminuisce del 10% ogni 100mt D+. La densità dell’aria che viene utilizzata per lo sviluppo muscolare diminuisce con l’aumentare dell’altitudine dove si svolgeranno le sedute di allenamento. Perciò la resistenza dell’aria subita dal corpo in spostamento diminuisce tanto quanto aumenta la quota. La densità dell’aria inoltre è influenzata dalla temperatura e dall’umidità.

Quali sono le caratteristiche fisiche del corpo in alta quota?

L’emoglobina trasporta le molecole d’ossigeno nelle varie sedi del corpo. Essa non lavora sempre nello stesso modo, la sua capacità dipende da come arrivano le molecole di ossigeno. Diminuendo la pressione rallenta anche il trasporto di queste. In altura le molecole di ossigeno sono più lente. La pressione è minore. L’emoglobina lega meno ossigeno. Il corpo va più piano.

Quali sono i miglioramenti del corpo?

Gli adattamenti in quota servono per una buona ossigenazione dei tessuti, l’apparato cardiocircolatorio sarà costretto a ventilare di più e trasportando meno ossigeno il cuore dovrà pompare di più. L’allenamento cardiovascolare diventa molto importante perché richiede lo sviluppo e la modificazione dell’indice della cilindrata del motore.

Come funziona il cuore in altura?

La frequenza del cuore a riposo si può misurare con tecniche mediche semplicissime

• appoggiando due dita ad una distanza minore di un centimetro dal polso

• a sinistra del collo in corrispondenza della carotide, un po’ più spostata a destra rispetto al pomo d’Adamo

Oggi semplicemente chi fa sport può tenere sotto controllo i battiti con il cardiofrequenzimetro.

Una fascia ben posizionata a livello toracico e un orologio che durante lo sforzo segna i battiti al minuto bastano per avere rilevazioni pressoché perfette. Un atleta di livello o ben allenato ha in genere a riposo meno di 48 battiti al minuto. Questo valore è comunque indicativo.

Il livello del battito indica il tipo di lavoro che sta svolgendo il corpo.

Le indicazioni primarie che derivano dal cardio riguardano il tipo di lavoro:

• aerobico

• anaerobico

Con il primo la tendenza sarà quella di bruciare i grassi. A questo regime l’organismo si predispone a lavorare nel tempo ad intensità medio basse. È una qualità che indubbiamente deve possedere il trailer.

In caso di esercizio di tipo anaerobico le frequenze cardiache vanno in genere sopra 170 x minuto e l’acquisizione di energia della quale hanno bisogno i muscoli per contrarsi ha un costo elevato. Durante una competizione di trail, pur gestendo con oculatezza il ritmo, è quasi impossibile rimanere in massimo equilibrio cardiaco. Per questo motivo è utile inserire nella programmazione le sedute che vanno a creare “rimbalzi cardiaci”. Il partner del cuore in sedute di inteval training è il lattato. Il trailer deve tuttavia non abusare di allenamenti lattacidi poiché vanno ad educare le fibre in modo contrapposto a ciò che richiede in modo primario la disciplina del trail.

Buone corse!

 

a cura di Chiara Mocellin 

Dott. Scienze Motorie, Chinesiologo, Istruttore Fidal Fitri

Per approfondimenti e/o domande 

scrivere a: go_runmc@gmail.com

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