Fare la differenza significa avere dei progetti…

Fare la differenza significa avere dei progetti.

Grandi possibilmente.

Grandi per noi.

Avere progetti è un antidoto contro ogni forma di mediocrità.

Obiettivi che rispondano, riempiendoci di stupore ed energia, alla domanda: “Cosa sono nato a fare?”.

Questo è quello che fa la grande differenza.

È la risposta insindacabile, non soggetta ad approvazione, singolare ed individuale: “Io sono nato per …”.

Risposta che sfugge da opinioni e giudizi.

Punto.

Fare la differenza inoltre non è necessariamente questione di essere migliori di altri, ma certamente di essere, domani, migliori della nostra versione di oggi.

E se implica che altri staranno meglio per questo, allora il cerchio sarà completo e la differenza davvero enorme.

Fare la grande differenza significa non confondere il movimento con il progresso e non valutare gli sforzi come fatiche, ma come strumenti utili.

Fare la grande differenza equivale a vivere significativamente ogni avvenimento, ogni minuto, ogni ora e ogni giorno.

E vivere significativamente implica essere presenti.

Presenti e consapevoli che ogni situazione che viviamo contribuirà a determinare tutte le prossime situazioni.

Fare la differenza significa accettare che i nostri piani posso essere sbagliati e che li dovremmo riscrivere.

Che le condizioni possono essere le meno adatte ma noi ci adatteremo alle condizioni se non si possono cambiare.

Che anche le persone possono essere non solo indifferenti ai nostri desideri, ma addirittura avversari e mettersi di traverso.

Fare la grande differenza vuol dire chiedersi: “Cosa c’è di buono per me in tutto ciò?”. 

Anche quando tutto ciò sono solo bagni di sudore, lacrime e sangue.

Fare la grande differenza implica forzarsi a rispondere a questa domanda, e implica il non rassegnarsi, ma volere fortissimamente vivere e non a malapena sopravvivere.

È un mondo questo che ama e idolatra chi raggiunge i suoi obiettivi, ma li ama e li idolatra solo dopo che lo hanno fatto.

Fino a prima li snobba, li frena, li deride.

Non importa.

La grande differenza è bastare a sé stessi e alle persone che amiamo.

E si comincia sempre ora, domani è troppo tardi.

 

Rubrica di approfondimento e consigli per fare la grande differenza 

a cura di  Sebastiano Zanolli 

Manager, scrittore e formatore motivazionale

www.sebastianozanolli.com 

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Sebastiano Zanolli
info@sebastianozanolli.com

“Fare raggiungere ad individui e squadre i propri obiettivi professionali, mantenendo la propria umanità” è la ricerca e la sfida che Sebastiano Zanolli si è dato negli ultimi 25 anni e che continua ad approfondire. Un caso abbastanza raro di formatore che continua testardamente a lavorare in azienda fondendo la pratica con la teoria. Nato nel 1964, dopo la laurea in Economia presso l’Università Ca’ Foscari, ha maturato esperienze significative in ambito commerciale e marketing, ricoprendo posizioni di responsabilità crescente: ha occupato i ruoli di Product Manager, Brand Manager, Responsabile Vendite, Direttore Generale ed amministratore delegato di brand di abbigliamento in aziende come Adidas e Diesel. Si è occupato di politiche di Employer Branding come consulente di Direzione e presta la sua opera sulle strategie e progetti di Heritage Marketing. È autore di 7 volumi di grande successo: “La grande differenza” (2003), “Una soluzione intelligente” (2005), “Paura a parte” (2006), “Io, società a responsabilità illimitata” (2008), “Dovresti tornare a guidare il camion Elvis” (2011), “Aveva ragione Popper, tutta la vita è risolvere problemi” (2014), “Risultati solidi in una società liquida” (2017). Tutti i libri sono editi dalla Franco Angeli.

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