Meditare per essere – Settembre 2019

Ormai il periodo delle vacanze sta terminando, ognuno di noi torna alle proprie abitudini e la routine quotidiana sarà di nuovo padrona delle nostre giornate. L’aver mutato i ritmi di vita porta spesso a cambiare anche le modalità con cui si riprende poi la vita di tutti i giorni. Molto spesso, parlo per esperienza personale, si tende a lasciar andare, a mettere nel dimenticatoio quelle che erano le buone intenzioni del pre-vacanze.

Lo stress dell’inizio lavoro, il reimmergersi nei ritmi a volte forsennati della giornata lavorativa, ci fa dimenticare tutte le buone intenzioni con cui avevamo intrapreso un cammino di consapevolezza e un percorso per diventare più presenti.

Pensate a quante volte, ad esempio, una dieta viene lasciata proprio nella pausa estiva e al ritorno non si ha nessuna voglia né intenzione di riprenderla. È un classico che miete una percentuale altissima di vittime. La volontà cede di fronte alla miriade di impegni che si presentano all’orizzonte del nuovo inizio, del ritorno al nostro solito mondo.

Che fare allora?

È molto semplice: non forzare, non imporsi nulla e non strafare perché purtroppo l’effetto potrebbe essere contrario e quindi, dopo poco tempo, lasciare del tutto la pratica meditativa. Ma nemmeno mollare, non rinunciare a portare avanti un progetto così prezioso. I miei consigli sono molto semplici e non riguardano direttamente la pratica meditativa, ma il desiderio di riprenderla e di mantenerla.

Quindi direi di fare un paio di cose veramente molto facili. Dapprima sistemate per bene la vostra postazione di meditazione. Abbellite il luogo della casa dove meditate, potete usare immagini sacre se vi sentite portati per questo, potreste mettere delle candele, acquistare un cuscino nuovo più adatto o cose di questo tipo. In secondo luogo fatevi un giro nella vostra libreria di fiducia e acquistate un nuovo libro sulla meditazione. Se siete portati per la scienza prendetene uno che parli dei benefici psicofisici della meditazione, se invece siete più spirituali magari un bel testo di qualche importante maestro di meditazione, orientale o occidentale che sia.

Di certo aiuterà.

E come ulteriore opzione vi propongo di fare qualche ora di meditazione con un insegnante qualificato, che vi possa fornire qualche spunto di riflessione e delle motivazioni in più per continuare nella pratica.

Se avete un gruppo di amici con cui meditate siete persone fortunate, non sprecate un tale dono prezioso. Organizzate una serata in cui mangiare qualcosa assieme, magari con a tema la meditazione o i percorsi spirituali e iniziate la serata al meglio, meditando assieme in cerchio.

Questa modalità fornisce una grande forza e aiuta tutti a continuare quando, a volte capita, le motivazioni vengono meno.

Ciò che è forse ancor più importante da sottolineare è che non devono sorgere sensi di colpa perché si sente che, a causa della perdita di ritmo, la volontà di continuare viene meno. È naturale, è umano e non c’è proprio nulla di cui vergognarsi. Fustigarsi o auto-boicottarsi sono purtroppo specialità nelle quali eccelliamo sempre, tutto l’anno, tutta la vita.

Quindi diamoci del tempo, prendiamoci una pausa, ma intanto quella fiammella coltiviamola, non lasciamo che muoia e facciamolo prendendoci cura di noi stessi, non giudicandoci incapaci o inconcludenti come troppo spesso accade.

La meditazione deve avvicinarci, farci toccare con mano come siamo, non come pensiamo di essere o come dovremmo essere per compiacere gli altri o una idea di noi stessi.

Per cui se in questo momento sento di aver perduto il desiderio di continuare a meditare assecondiamoci, ma nel contempo osserviamo questo stato d’essere e agiamo per capirne le motivazioni cercando di tornare a far risplendere quella fiammella.

Mi auguro che questi miei semplici consigli vi possano aiutare, buona pratica!!

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a cura di  Demetrio Battaglia 

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