Intervista Alex Zanardi

Alex Zanardi: la forza della tenacia

Proprio quando pensi di mollare la spugna, quando pensi che non ce a fai più, chiudi gli occhi e aspetta ancora 5 secondi… quando li riaprirai ti accorgerai di avere ancora risorse.

Lunedì 11 novembre, ore 10, il Pala 2 di Bassano del Grappa è gremito, oltre 3.000 studenti delle scuole superiori del bassanese sono in attesa di incontrare Alex Zanardi. Quando fa il suo ingresso camminando appoggiato alle due stampelle, le sue prime parole sono “Mi tremano le gambe” e così fa capire subito ai ragazzi quanto sia simpatico e autoironico.

L’evento è stato organizzato dall’UCG, ossia dall’Unione dei Comitati Genitori bassanesi, e non è stata cosa semplice visti i tantissimi impegni di Alex.

Sembrerà strano, ma quando in apertura la giornalista Barbara Todesco, moderatrice dell’incontro, ha chiesto alla platea se ci fosse qualcuno che non conosceva Alex  Zanardi, in tanti hanno alzato la mano. Effettivamente il suo incidente risale al 15 settembre del 2001 e molti degli studenti non erano neppure nati. Non hanno mai conosciuto Zanardi pilota della formula uno passato ad altre gare automobilistiche in cerca di maggior fortuna e diventato, dopo l’incidente, un super campione in tantissime discipline per diversamente abili e un esempio di vita per tutti.

L’introduzione parte inevitabilmente dalle immagini di quell’incidente, tutto il palazzetto si zittisce e lui racconta un po’ di sé. I ragazzi inviano alla giornalista le loro domande, e lei è costretta a selezionarne alcune perché non c’è tempo per tutte.

Qualcuno chiede se non ha paura a fare quello che fa. Alex guarda la platea e dice “Ragazzi mi sento più disabile a dare consigli a mio figlio che ha la vostra età. Non ho paura, non posso smettere di vivere per scongiurare un potenziale pericolo. Il coraggio però non deve essere una cosa stupida, il coraggio è calcolare le possibilità e vedere se il tuo talento è in grado di dribblare i rischi e fare il risultato”.

La risposta introduce la domanda successiva: quanto vale il talento rispetto a pratica e studio continuo?

Il talento è importante, tutti noi abbiamo tanti talenti che ci possono far emergere in ambiti molto diversi. Ma non basta, occorre decidere cosa si vuol fare della propria vita e questo è un atto di volontà. Bisogna fare esperimenti, continui tentativi, sbagliare e riprovare acquisendo tante esperienze. L’applicazione e la perseveranza sono onnipotenti. Non si diventa perseveranti per ambizione ma per passione. Il mondo è pieno di persone che hanno sprecato il talento. Il problema è capire in tempo dove si vuole andare.

I fuoriclasse hanno cominciato da ragazzi a lavorare sulla loro passione.

Trovare una grande passione vi porterà molto avanti, vi migliorerà, vi farà arrivare lontano. L’ambizione è anch’essa utile ma arriva alla fine, è quella molla che ti fa staccare gli altri”.

Come si fa a sapere cosa si vuole fare nella vita?

“Ragazzi non potete conoscere il mondo se state sempre dentro alla vostra camera. Dovete uscire, fare esperienze. Dovete accettare i vostri fallimenti, usarli per recuperare strumenti che potrebbero servirvi più avanti. Noi tutti siamo il prototipo del fuoriclasse e del fallito, il male e il bene albergano dentro di noi, quello che possiamo fare è cercare le opportunità per tirare fuori il meglio, senza guardare gli altri. Senza essere permalosi nei confronti del destino.”

Alex è veramente un fiume di parole. 

Richiama i ragazzi a non seguire quelle che è la strada più semplice per raggiungere il successo, le scorciatoie non ti aiutano ad essere contento di te stesso. La vita è fatta di passi e ognuno di essi è importante e ti porta verso il raggiungimento dell’obiettivo. Mai cedere a chi ti dice di fare una certa cosa “perché lo fanno tutti”, non è vero! Meglio pensare con la propria testasbagliare piuttosto e ripartire. Molto spesso nello sport e nella vita il percorso vale più del risultato. E’ il percorso che dà il senso a ciò che si fa. Alex ricorda ancora la gioia fortissima provata nel tagliare il traguardo davanti agli altri nella sua prima olimpiade di Londra e al contempo la tristezza provata nell’aver messo a fuoco che quel capitolo della sua vita si chiudeva e che ne dovere aprire uno nuovo.

Tra un aneddoto e un altro ritorna spesso sui concetti di tenacia e forza. “Nessuno – dice –  ha scuse per non mettersi in gioco”. La tenacia si allena, per partire occorre guardare gli altri, osservarli, vedere cosa fanno bene e cosa male, acquisire un metodo per evitare errori. Invita i ragazzi a guardare meno i social e più la vita reale: i social mostrano una realtà edulcorata, falsa, fatta solo di successi e divertimento, ma non è così. 

Li esorta a pensare alla collettività, a formarsi culturalmente, ad ampliare le proprie conoscenze perché solo così si acquisiscono le competenze per risolvere tanti problemi, il mondo è casa di tutti e ognuno può fare la differenza.

Quando un ragazzo gli chiede se preferirebbe non aver avuto quell’incidente, Zanardi risponde che senza quell’incidente non avrebbe vissuto tutto quello che è venuto dopo. Nessuno può dire se la sua vita sarebbe stata più bella o meno. Lui ora è felice di quello che fa, è felice perché può dare forza ad altre persone, è felice perché comunque segue le sue passioni nei motori, è felice perché incontra i ragazzi e li sprona a mettersi in gioco e a trovare le loro passioni e aggiunge “si vive davvero se si fanno cose che danno senso alla vita, ognuno deve avere il suo orizzonte da seguire. Il colpo di fortuna non arriva mai a caso 

OBIETTIVO 3

Alex ha dato vita ad un’associazione che aiuta i ragazzi con disabilità e che desiderano praticare sport ad avere gli strumenti per farlo. L’associazione si chiama OBIETTIVO 3, è nata alcuni anni fa e ad oggi aiuta circa 70 ragazzi disabili. Li avvia allo sport fornendo attrezzature sportive in comodato d’uso. Alex è ben cosciente del fatto che per lui le cose sono molto più semplici rispetto a tanti ragazzi, e vuole aiutarli a realizzare i loro sogni. Le difficoltà che la disabilità comporta fa tirare fuori delle risorse incredibili e Obiettivo 3 vuole dare strumenti per canalizzare queste risorse. A volte le cose accadono ma ognuno di noi può cavalcare la propria vita e creare nuove opportunità. Il nome dell’associazione “Obiettivo 3” deriva dal fatto che quando è stata fondata, Alex e gli altri amici si sono posti come obiettivo quello di portare almeno 3 ragazzi a partecipare alle para-olimpiadi di Tokyo 2020. Incrociando le dita, la cosa ora sembra non sia così irraggiungibile. 

www.obiettivo3.com

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