La Val che urla

La Val che urla:  un film di Lucia Zanettin

Dopo l’anteprima alla Mostra del Cinema di Venezia, il 13 dicembre a Primiero esce il film girato nelle montagne del Vanoi e a Vicenza.

Il 21 e 22 dicembre verrà proiettato a Vicenza al Teatro Spazio Bixio

Il film è stato presentato nello Spazio Regione del Veneto al Lido di Venezia, in concomitanza della 76° Mostra del Cinema di Venezia il 30 Agosto di quest’anno e la presentazione ha avuto grande successo, ora finalmente arriva nelle sale con proiezioni programmate in trentino vicino ai luoghi delle riprese e poi in città a Vicenza da dove la storia parte.

Il film è stato prodotto da Lilla Film, casa di produzione fondata da Lucia Zanettin regista e sceneggiatrice del film assieme al marito Davide Casadio.

Nata e cresciuta a Vicenza, avvocato ma al contempo grande appassionata di viaggi e di documentari di viaggio, Lucia Zanettin a 50 anni ha deciso di cambiare vita e di andare ad abitare a Zortea piccola frazione del Vanoi e li potersi dedicare alla grande passione della regia. Con la sua casa di produzione Lilla Film, ha autoprodotto diversi documentari far cui il docufilm “Le stelle di Celi” che narra della vicenda sportiva ed umana di Marcello De Dorigo, grande campione dello sci di fondo negli anni ’60. 

La Val che urla è il suo secondo film ed è un thriller che tiene con il fiato sospeso lo spettatore fino alla fine. Il film contiene degli elementi autobiografici e vuole mostrare quasi lo scontro fra i due mondi: quello rappresentato dalla città veneta e il mondo della montagna dominato da una natura che si fa sentire su molti livelli. 

Il protagonista è un ingegnere cinquantenne, interpretato dall’attore vicentino Piergiorgio Piccoli (fondatore di Theama Teatro) che, in seguito ad un licenziamento, fugge dalla città e ritorna nei luoghi conosciuti da bambino, per cercare un momento di serenità, ma viene invece coinvolto in una sequenza di omicidi che si scoprirà essere legati ad avvenimenti della sua infanzia. L’atmosfera cupa di una valle montana, circondata da una natura selvaggia, lontana dai circuiti turistici, si intreccia con un ambiente claustrofobico, dove la neve condiziona il succedersi degli avvenimenti, fino al colpo di scena finale, dove si comprenderà che spesso le cose non sono come sembrano.

Il film è stato girato in 45 giorni da settembre del 2018 fino a febbraio del 2019, in un arco temporale più lungo rispetto al previsto visto che per alcune scene è stato necessario attendere la neve che l’anno scorso si è presentata tardi. In più anche la terribile tempesta Vaia che ha devastato e mutato la valle delle riprese ha creato non pochi problemi alla produzione visto che le riprese dovevano iniziare proprio il 29 ottobre. Il paesaggio deturpato si nota chiaramente nelle riprese e aumenta il senso di disagio che il film vuole trasmettere. Oltre 40 le persone coinvolte in 23 location.  Nel cast ci sono attori professionisti quali Piergiorgio Piccoli e Guenda Goria e molti attori alla prima esperienza che, sapientemente guidati da Lucia Zanettin, hanno dato vita a personaggi incredibili.

Il significato del titolo del film è un mistero che la Zanettin non vuole svelare prima della visione del film. “La Val che urla” è una frase che si dice quando piove molto e si sente il rombo del torrente che sembra un urlo… forse nel film vorrà dire anche qualcos’altro.

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