Intervista ad Elio

Intervista a Elio

All’anagrafe si chiama Stefano Belisari, ma per tutti è Elio, cantante e frontman dell’irriverente band che porta il suo nome e lo somma a Le Storie Tese, “complesso” di musica pop scioltosi da pochi mesi e composto da straordinari musicisti, che difatto tra ironia e alcune demenzialità hanno sempre usato per le proprie canzoni arrangiamenti e musiche eleganti e raffinate. Lui stesso è diplomato in flauto traverso al conservatorio di Milano. Lo abbiamo incontrato a Vicenza qualche giorno fa, impegnato sul palco del teatro Comunale in un concerto semiserio con il quintetto I Fiati Associati (tra battute continue e musica alta, quella di Kurt Weill) sulle note di alcuni brani tratti da “L’opera da tre soldi e atre storie”, excursus nel tempo e nel pensiero del lavoro di Bertolt Brecht e appunto di Weill. La serata è stata organizzata dalla Società del Quartetto di Vicenza, antica e prestigiosa associazione concertistica tra le più attive in Italia, fondata nel 1910 dallo scrittore Antonio Fogazzaro. Con lui, come detto, I Fiati Associati, ensemble nato nel 2009 che mette insieme alcuni tra i musicisti a fiato più importanti e affermati anche a livello internazionale, con la voglia talvolta di varcare quei confini e creare progetti originali e qualche volta insoliti. Un teatro esaurito è stato inoltre il giusto completamento che il pubblico ha tributato, con applausi sostenuti alla fine, dopo che Elio nel bis aveva cantato strepitosamente sulle note di “Largo al factotum” tratto dal “Barbiere di Siviglia” di Gioacchino Rossini. A Elio abbiamo posto qualche domanda in camerino.

La via dell’ironia, usata qui da Brecht, e della dissacrazione sono sempre le migliori per far arrivare la critica sociale alla gente?
Sì, anche senza porsi degli obiettivi così alti, la chiave dell’ironia, secondo me, apre tante porte, forse tutte. Io poi non posso farne a meno, nel senso che sono nato con il senso dell’ironia e qualunque cosa faccia trovo sempre l’aspetto comico, ironico.

In questa occasione canti con il quintetto de I Fiati Associati. Cosa vi accomuna, a parte l’operazione in sé?
Oltre agli studi matti e disperati che ho fatto io, come hanno fatto loro, anche se io ho intrapreso un’altra via rispetto a loro, parliamo la stessa lingua, conosciamo gli stessi ostacoli. Ci accomuna anche, mi sembra, la stessa voglia di esibirci proprio per il gusto di farlo ancora. E non solo perché va fatto perché è ciò che dà i soldi per comprare il pane.

Sei un artista poliedrico che ha fatto di tutto. Secondo te i musicisti farebbero bene ad allargare la propria visione e sperimentare altre cose al di fuori della loro musica?
Non lo so, ognuno fa quello che vuole. Senza dubbio, parlo per me, fare tante cose anche di altri generi extra musicali mi ha arricchito, sotto ogni aspetto. Questo mi ha insegnato tante cose che poi mi porto sul palcoscenico e mi ha fatto star bene, mi ha dato tanta gioia.

Nell’ ”Opera da tre soldi e altre storie” che portate in scena, l’ambientazione degli anni Venti di un certo tipo di società può essere paragonabile a quella di oggi?
C’è una frase che sentivo dire quand’ero piccolo e mi sembrava una delle solite belle balle. In realtà, poi, man mano che sono passati gli anni mi sono reso sempre più conto della grandezza di questa frase, e cioè che la musica è un linguaggio universale, e che unisce i popoli. E se ci pensi nella sua semplicità, è vero, cavolo. Quindi non ho dubbi nel dire che sento Brecht, Weill e tutti quelli che hanno comunque scritto delle opere di tale grandezza e di tale bellezza come se fossero amici, come se appartenessimo alla stessa patria.

E’ appena terminato il festival di Sanremo, che vi ha visto protagonisti diverse volte. L’hai visto, ti è piaciuto o cosa ne pensi?
In realtà è accaduto un fatto strano, che non so spiegarmi. Quando mi mettevo a guardarlo, non duravo più di un quarto d’ora. Non sentivo interesse, non ci pensavo.

Dopo lo scioglimento degli Elio e Le Storie Tese si è chiusa la parentesi di Elio con la musica leggera, pop?
No, chiusa la parentesi con la musica leggera, mai. Anche perché, essendo leggera, appunto, mi alleggerisce sempre un po’ tutte le preoccupazioni. Quella con gli EELST più che essere chiusa è in evoluzione, per cui siamo lì che stiamo pensando a cosa ci piace fare. Attualmente ci piace moltissimo produrre altri artisti, cioè lavorare per altri artisti. Abbiamo selezionato una serie di giovani o comunque di artisti cosiddetti emergenti e stiamo aiutandoli, stiamo lavorando con loro per fare in modo che abbiano quello che meritano.

 

a cura di

“Olimpia in scena – lo spettacolo è di tutti”

blog che si occupa di teatro, cinema, poesia, libri, eventi vicini e lontani, personaggi e interviste.

info@olimpiainscena.it

www.olimpiainscena.it

Articoli simili:

Intervista a Gigio Alberti - Il personaggio del mese
Da pochissimo ha finito una specie di esperimento sul canale Youtube, leggendo in 25 piccole puntate il libro di Federico Baccomo "Ma tu sei felice?". Gigio Alberti ha voluto proporre così, insieme a Claudio Bisio, una sorta di spettacolo per il pubb...
Bugo, La festa del nulla - Il personaggio del mese
Il cantautore racconta provincia, amore e molto rock . E un sogno rincorso fino a Londra Il protagonista si chiama Crisante, e nonostante una certa assonanza con Cristian (Bugatti), cioè Bugo, sembra che non sia proprio lui. O meglio, il cantautor...
Dialogo con Alice Giroldini - il personaggio del mese
La crisi del teatro e i contraccolpi presenti e futuri ai tempi del Coronavirus: dialogo con l’attrice Alice Giroldini in diretta video qualche giorno fa sulla pagina Facebook Cultura Virale. Per lo spettacolo e tutte le sue diramazioni, è uno sc...
INCARTESIMI | Quando la carta prende vita
Le copertine di questo numero di OCCHI sono realizzate in collaborazione con INCARTESIMI un laboratorio d’arte del Bassanese che grazie alle sue creazioni si sta facendo conoscere in tutta Italia e oltre. Lavoro, arte, design, passione, grande man...
Intervista a Maria Teresa Ruta
E’ un fiume in piena, Maria Teresa Ruta. Impegnatissima, mai ferma, frizzante come una teenager. In questo periodo è stata in scena, a teatro, con “Le cognate – cena in famiglia”, accanto alla figlia Guenda Goria e ad Anna Zago e Marco Barbiero tra g...
Antonio Lorenzon: continua la sua gara a Masterchef
Masterchef 9 / Sky uno / fino al 5 marzo 2020 Dopo l’exploit iniziale con il suo piatto Rainbow esaltato all’unanimità dai Giudici Chef, a partire dal 2 gennaio Il bassanese Antonio Lorenzonconcorrente di Masterchef 9 tiene incollati alla tv sempr...
Un creativo bassanese a Masterchef 2020
“Ho un’esplosione di sapori in bocca… per questo non ti ho ancora detto nulla”. Queste sono le parole che il bassanese Antonio Lorenzon si è sentito dire dallo chef stellato Antonino Cannavacciuolo a commento del piatto presentato durante le selezion...
“La mia quadratura del cerchio fra famiglia e carriera”
Ogni anno si svolge la finale di Miss Mamma Italiana, Concorso Nazionale di bellezza e simpatia riservato a tutte le mamme, di età compresa tra i 25 e i 45 anni, che dopo varie selezioni in tutta Italia incorona la reginetta mamma d’Italia. La tv ...
Condividi l'articolo:
Francesco Bettin
info@olimpiainscena.it

Olimpia in scena – lo spettacolo è di tutti. Olimpia in scena si occupa di teatro, cinema, poesia, libri, eventi vicini e lontani, personaggi e interviste, a cura i Francesco Bettin.

Nessun commento

Scrivi un commento..