Intervista a Alice Giroldini

Dialogo con Alice Giroldini – il personaggio del mese

La crisi del teatro e i contraccolpi presenti e futuri ai tempi del Coronavirus: dialogo con l’attrice Alice Giroldini in diretta video qualche giorno fa sulla pagina Facebook Cultura Virale.

Per lo spettacolo e tutte le sue diramazioni, è uno scenario prossimo futuro senza nessuna certezza, che come per tutti non fa capire dove porterà. Per il teatro in maniera specifica, è un tema trattato e scandagliato in più occasioni, soprattutto online, che anche l’interessante pagina Facebook diretta da Ottavia Pojaghi Bettoni, “Cultura Virale”, ha affrontato qualche giorno fa in una delle sue numerose e imperdibili dirette video con ospiti. In questo caso specifico nella diretta di cui parliamo si è voluto trattare principalmente come detto proprio la realtà del teatro, fonte inesauribile di sapere, bellezza e cultura, aspetto di primaria importanza per la formazione dell’individuo seppure in Italia spesso non riconosciuta tale, con tutte le sue problematiche future (ma anche passate).

Ospite d’eccezione del colloquio a due, incalzata da Francesco Bettin del sito di spettacolo e informazione culturale Olimpiainscena.it è stata l’attrice Alice Giroldini, interprete pura e di eccellenza diplomata alla Scuola del Teatro Stabile di Genova, che prima del blocco totale che ha riguardato tutto e tutti nel Paese a causa della pandemia, stava recitando “Lady Grey” di Will Eno (aveva in quel momento delle date in Emilia Romagna).

 

Intervista a Alice Giroldini

Alce Giroldini e Francesco Bettin durante la diretta

L’attrice, che si può ricordare in spettacoli come “Re Lear” per la regia di Giorgio Barberio Corsetti, con Ennio Fantastichini, “I Fratelli Karamazov” con Glauco Mauri e Roberto Sturno (visto anche a Thiene), e “La donna più grassa del mondo” col Centro Teatrale Mamimò, si è soffermata su diversi punti critici del teatro oggi, che a causa di questa grave emergenza sanitaria si è trovato come altre categorie a dover soccombere, strozzato, da un giorno all’altro.
Il problema è che il mondo del teatro non ha salvagenti di nessun tipo, nessun paracadute per tutte le persone (attori, tecnici, truccatori e via dicendo) che ci lavorano, e la crisi tuttora in corso è spiazzante e desolante, senza soluzioni particolarmente concrete per un rilancio prossimo e per una ripresa degli spettacoli a breve termine sui palcoscenici italiani.

I contraccolpi sono molto importanti e hanno messo in ginocchio, come ha ricordato la stessa Giroldini, un’intera categoria, anche se qualche indennizzo sta arrivando. Sono milioni di euro di perdita, con allo studio attuale qualche ipotesi per una soluzione a breve (lo stesso ministro della cultura Dario Franceschini sta elaborando possibili nuove realtà).

Durante la diretta sono stati posti diversi quesiti dagli spettatori che la seguivano, a proposito delle tutele che anche prima, a dire il vero, scarseggiavano per l’ambiente teatrale, ed è un vero peccato che la parola cultura venga spesso vista come oggetto oscuro e astruso, sulla quale non investire mai più di tanto. È stata data una possibile visione sul pubblico del domani, su quale sarà con le nuove generazioni a venire. E sui modelli di teatro riconosciuti come valenza formativa e di cultura, e di ricerca vera, come succede ad esempio, concretamente, in altri Paesi come Francia e Germania, o Argentina.

Intervista a Alice Giroldini

Alice Giroldini su tutti i punti discussi naturalmente è stata ben pronta a rispondere, con affermazioni determinate segnate da esperienza diretta sul campo, e dall’amore per il suo mestiere, perché il teatro è vita, è sapere ed è mille altre cose.

“Questa crisi ha fatto emergere molte cose – ha ricordato l’attrice – molti attori si sono uniti. La nostra non è una “vera” categoria, c’è ancora poca consapevolezza, è necessario ricostruire tutto da zero, per crearla davvero. Dobbiamo infatti riconoscerci noi, in mezzo al marasma italiano, prima di esigere di essere riconosciuti. E anche per questo che assieme ad alcuni colleghi ci siamo messi assieme, “attrici e attori uniti”, in un momento particolarmente delicato e simbolico, per poter fronteggiare la situazione”.

La diretta video di “Cultura Virale” alla fine è stata uno spaccato sul teatro in forma colloquiale informale, che gli ha reso certamente un po’ di giustizia, come alla curiosità culturale che sarebbe bello vedere allargata, alla sete di sapere. E tra il tentativo a breve di recupero degli spettacoli, dello spazio-palcoscenico e delle nuove frontiere sulle quali dovrà probabilmente appoggiarsi il teatro, sarebbe bello avere la possibilità di sostentamento anche attraverso una nuova visione dello stesso, con una ricerca che magari parta anche dai nostri classici, come ha detto ancora Alice Giroldini, dedicandoci spazio, tempo, tutele economiche. “L’importante sarebbe avere la possibilità, comunque, di poter progettare, senza dover sempre per forza raggiungere risultati tutti e subito”.

Unire l’essenza e il senso del teatro e la voglia vera di fare alla passione sincera, e alla condivisione allargata. Il teatro, in fondo, forse, dovrebbe essere principalmente questo. Intanto dobbiamo cercare di vedere una luce in fondo al tunnel, con speranza.

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Francesco Bettin
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Olimpia in scena – lo spettacolo è di tutti. Olimpia in scena si occupa di teatro, cinema, poesia, libri, eventi vicini e lontani, personaggi e interviste, a cura i Francesco Bettin.

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