l'appuntamento con sebastiano zanolli

Le munizioni della nostra esistenza

Non sono tempi facili e non sono tempi normali. Un virus ha stravolto il nostro mondo e ogni giorno ci troviamo a ragionare su quando e come ne usciremo.

Credo, con tutto lo spirito pacifico di cui dispongo, che questa sia una situazione molto simile a una guerra, anzi ad una guerriglia vera e propria.

Per carità, nessun complotto di potenze straniere, poteri forti o delle energie cosmiche offese ma solo un ricorso storico: quello delle epidemie. Parlo di guerriglia perché il nemico, il virus, è invisibile, furbo, evolutivamente intelligente, esiste dalla nascita delle prime cellule viventi, deve infestare senza morire e lo fa benissimo.

Devi resistere più di lui, almeno fino a quando non lo sai battere. E sai già che ne arriveranno altri in futuro. Come da sempre.

E così pensavo a quest’idea della guerriglia che come racconta Wikipedia ha lo scopo di logorare le forze nemiche, di abbassarne il morale esponendole a rischi continui, obbligandole a consumare mezzi e risorse inutilmente e vanificando i loro sforzi bellici. Mao Tse-tung, grande esperto di questa forma di guerra, parlava della guerriglia come “l’arte di fiaccare il nemico con mille piccole punture di spillo”.

Dobbiamo usare bene le energie, perché ne occorreranno per passare la nottata e per potere ricostruire.

Quindi in questi giorni di Tsunami informativo mi sono accorto che tempo e le energie di molti di noi se ne vanno in modo sconsiderato in buchi neri che non riparano e in azioni che non costruiscono.

Servono abitudini virtuose, gestione del tempo ottimale, credenze positive, informazioni di qualità e capacità di denarrare. Sono queste le munizioni con le quali si vince la guerra dell’esistenza. E queste le munizioni che oggi più che mai si rendono necessarie.

Le abitudini o disciplina, dote che separa chi riesce da chi fatica a raggiungere i propri obiettivi. Dote che si rivela ancora più cruciale quando i tempi sono difficili e la crisi, come il sole con la neve, mostra limiti e mancanze.

La gestione del tempo: la gestione di quegli 86.400 secondi ogni giorno, per dirla con il mio amico Andrea Giuliodori. Un tallone d’Achille di molti, anche dei più talentuosi. Una dote che oggi ha una duplice valenza: il potere di raggiungere i propri obiettivi, il potere di non farsi risucchiare dal digitale e uno tsunami di informazioni irrilevanti.

Le informazioni, perché se ogni azione è frutto di obiettivi, cioè di un risultato atteso a breve o lungo termine, sono le informazioni a orientare le nostre scelte, ciò che possiamo fare e ciò che converrebbe fare.

Le credenze, perché anche in un mondo così progredito, la tecnologia più impattante è quella delle idee. Come con la povertà, chi crede sia il proprio destino si accomoda silenzioso, chi crede sia un’ingiustizia fa una rivoluzione, chi crede che si possa emergere sgomita e si impegna, allo stesso modo in questo momento emerge che sono le storie che creiamo a determinare come reagiremo.

La capacità di denarrare perché “in un mondo alluvionato da informazioni irrilevanti, la lucidità è potere”. In un momento come quello che viviamo non poteva che amplificarsi il fenomeno delle fake news ma anche quello che tempo fa ho definito “la verità ludico – pornografica”. Se contro le fake news sono ormai attivi diversi siti che aiutano a combatterle, anche a coloro che non sono così avvezzi al mondo digitale, per quanto riguarda storie edulcorate e che tentano continuamente di portarci fuori strada, raccontando una verità bella, facile ma non reale, lo sforzo da mettere in campo dev’essere ancora più risoluto e determinato.

La Grande Indifferenza: la capacità di “ridursi”

In “Una cosa sola”, Gary Keller utilizza il concetto di “riduzione”. “«Ridursi» – scrive -significa ignorare tutte le cose che potreste fare e fare quello che dovreste. È riconoscere che non tutte le cose hanno la stessa importanza e trovare quelle più importanti.”

Penso che il termine sia appropriato di questi tempi dove il reale problema, parlando dei tentativi di fare fronte a questa emergenza, tenere in piedi o riprogettare i propri futuri professionali, è dato dalle apparenti infinite opportunità e dai continui segnali ai quali, ci viene naturale, dare attenzione.

La Grande Differenza, oggi più che mai, è la Grande Indifferenza: sapere cosa tenere ma anche cosa lasciare.

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