Zanoni Pietro Azienda Agricola

Quando il vino è sincero

Tre cose mi sono rimaste impresse quella prima volta che ho incontrato Pietro Zanoni: la persona, il luogo, il vino. Era l’inizio del 2006, freddo becco. Tramite un amico ristoratore, il mitico Gianni del Ca’ Masieri di Trissino, avevo avuto il suggerimento di andare a conoscere questo piccolo produttore della Valpolicella del quale prima non avevo mai sentito parlare.

Mentre cercavo la cantina pensavo di essermi perso, o di aver sbagliato qualcosa perché, abituato a visitare cantine in mezzo a colline e distese di vigneti, mi trovavo invece tra case e condomini. In realtà non mi ero smarrito, la questione è che Pietro i vini li produce a Quinzano, che non è uno dei famosi comuni della Valpolicella come lo sono Negrar, Fumane, Marano o San Pietro in Cariano; Quinzano è un quartiere di Verona da dove, con una passeggiata, in poche decine di minuti si arriva tranquillamente all’Arena o a Casa di Giulietta.

In mezzo a questo quartiere trovai quella che allora era la cantina di Pietro e ne fui abbastanza impressionato: me la ricordo come un luogo buio, una sorta di vecchia officina, un grande garage, con i muri segnati dalla muffa e con grandi aloni di umidità. Alcuni fusti in vetroresina erano posati alle pareti e qualche vecchia barrique giaceva accatastata. Sinceramente il primo impatto non fu dei migliori, ma da sempre mi sono imposto la regola di non farmi condizionare dalle apparenze. Questa impressione negativa ci mise un attimo a passare, mi bastò conoscere Pietro.

 

Articolo a cura di Gianfranco Cipresso

Bassanese, da 30 anni lavoro nel mondo del vino, per passione, per divertimento e soprattutto per condivisione. Sono convinto che le belle persone fanno il vino buono.

Gianfranco Cipresso
Pietro Zanoni assaggia il suo vino

La cantina/garage nella quale ci trovavamo era un luogo provvisorio, era il posto dove il padre produceva vini che poi vendeva sfusi alle altre cantine o in damigiana agli amici veronesi. Era da poco che Pietro era ritornato a casa e aveva preso in mano le redini dell’azienda, solo da qualche annata il vino veniva imbottigliato con il suo nome in etichetta e il sogno di una nuova cantina era ancora solo in fase embrionale.

Pietro Zanoni è un’altra di quelle straordinarie persone alle quali il sorriso non manca mai. La sua preparazione, la sua conoscenza del territorio sono seconde solo alla sua modestia, Pietro infatti è uno straordinario enologo e un grande studioso della geologia della sua terra.

 

Dopo gli studi in enologia, prima di cominciare a gestire il suo piccolo vigneto, ha voluto lavorare in una grande cantina per scoprire tutti i segreti che ci sono dietro a quell’incantesimo che porta un acino d’uva a diventare una goccia di un grande vino e lo ha fatto a Ca’ del Bosco, probabilmente la miglior cantina di Franciacorta. Ma dalla provincia bresciana non si è portato a casa solo una grande esperienza, ha portato con sé Luisa, la donna della sua vita. Assieme sono perfetti: gentili, sinceri e cortesi, mescolando, come se non ci fosse un confine, l’amore per il loro lavoro con quello per la famiglia.

Questo connubio lo percepisci quando vai a fargli visita nell’attuale cantina, che è molto diversa da quella di 15 anni fa. Il loro soggiorno di casa è collegato direttamente con il fruttaio dove le uve destinate a diventare Amarone rimangono ad appassire, così Pietro, la sera, dopo aver messo a letto i figli, può andare a rimboccare le coperte anche all’altro membro della famiglia, a quell’uva che è ancora giovane e silenziosa, ma destinata a un grande invecchiamento.

Pietro Zanoni e il suo vigneto della sua cantina
Valpolicella Superiore Campo Denari della cantina Zanoni

La nuova cantina si troverà in linea d’aria più o meno a 1 km da quella vecchia officina in mezzo alle case che avevo visto la prima volta, ma questi pochi metri sono sufficienti per trasferirsi in un altro mondo. Se uscendo da Quinzano ci si arrampica per via Are Zovo, in tre stretti tornanti ci si trova subito in un bellissimo paesaggio di collina con vigneti e uliveti, ed è lì che ci sono i pochi ettari di vigneto di Pietro con in mezzo la loro bella cantina, ricavata scavando nella roccia per guadagnare qualche metro senza perdere nemmeno un filare di vigna.

Finora vi ho raccontato di Pietro, di Luisa e della cantina, ma come sono i loro vini? Se vogliamo descriverli con una parola, i loro vini sono sinceri. Vi giuro che non è una banalità, i loro vini sono identici a chi li fa, sinceri, onesti, accoglienti e per niente presuntuosi. Questa cosa non è facile, specialmente in un territorio come la Valpolicella, dove i vini, quasi esclusivamente rossi, si producono mescolando uve diverse (Corvina, Molinara, Rondinella, Oseleta) e dove la tecnica dell’appassimento permette di modificare il livello di maturazione e di concentrazione degli acini.

Mantenere la sincerità in un ambiente dove molto può essere soggetto a rifinitura, non è facile. Facendo un paragone culinario, è facile cadere nella tentazione di cuocere un piatto qualche minuto in più o di eccedere nell’uso delle spezie, è più difficile valorizzare e rispettare la materia prima di partenza. Ecco, Pietro lo sa fare. E io, che di solito non impazzisco per i vini frutto di appassimento o troppo concentrati come talvolta sono quelli della Valpolicella, bevo molto volentieri i suoi vini.

L’Amarone è naturalmente il pezzo forte di questa cantina, elegante, raffinato, di grande struttura. Ma il vino che preferisco è la Valpolicella Superiore Campo Denari che nasce dalla mescolanza di una parte di vino prodotto con uve che hanno subito appassimento assemblato con un’altra frutto di uve vinificate a maturazione naturale. Il risultato è un vino fragrante, speziato, di bel corpo e di beva piacevole. Un matrimonio perfetto che esprime la miglior combinazione tra le uve della Valpolicella, il loro territorio e la tradizione di quei luoghi. Bravo Pietro!

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Gianfranco Cipresso
GianfrancoCipresso@occhi.it

Bassanese, da 30 anni lavoro nel mondo del vino, per passione, per divertimento e soprattutto per condivisione. Sono convinto che le belle persone fanno il vino buono.

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