Siamo esseri fragili e non lo sappiamo prima di romperci.

Leggo la lettera di un papà al figlio che aveva deciso di chiudere sommessamente ma definitivamente la porta del suo appartamento in questo mondo e mi sono ritrovato sciolto come un gelato abbandonato sotto il sole di agosto a riflettere su come dovrei affrontare i prossimi minuti per non lasciarmi scappare quello che quelle righe significano.

Siamo fragili, ci rompiamo per gli urti meno evidenti oltre che per quelli più comuni.

Siamo storie uniche ma tutte uguali che iniziano e finiscono allo stesso modo, percorrendo traiettorie differenti ma piene di amore e dolore.

Capiamo la tenerezza della nostra fragilità solo all’inizio e alla fine del percorso e ci perdiamo i mille momenti di vita per poca attenzione e scarsa sensibilità affogata nella maionese dei desideri sbagliati.

Siamo fragili l’un l’altro.

Siamo figurine della stessa raccolta.

Serve cura e attenzione per completarla e mettere l’albo sullo scaffale per poterlo sfogliare un domani.

Sono tutti i momenti in cui melanconicamente accarezziamo la cagionevolezza della vita degli altri con interesse e compassione.

Sono questi quei momenti in cui ci prendiamo davvero cura del significato della nostra vita.

Non si comprende l’anima della vita incattivendo la sensibilità.

Se un significato all’essere umani esiste allora sta da qualche altra parte.

Rintanato in quei momenti in cui permetti alla tua fragilità di fondersi con quella degli altri.

Quando permettiamo che i difetti, le inadeguatezze, i difetti di ognuno si abbraccino e stillino lacrime di alleanza.

Quando firmiamo una tregua nell’atroce gioco sociale dell’ignorarsi a vicenda per sembrare felici.

E’ un buon momento questo per ripartire più fragili e sensibili l’un l’altro.

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Sebastiano Zanolli
info@sebastianozanolli.com

“Fare raggiungere ad individui e squadre i propri obiettivi professionali, mantenendo la propria umanità” è la ricerca e la sfida che Sebastiano Zanolli si è dato negli ultimi 25 anni e che continua ad approfondire. Un caso abbastanza raro di formatore che continua testardamente a lavorare in azienda fondendo la pratica con la teoria. Nato nel 1964, dopo la laurea in Economia presso l’Università Ca’ Foscari, ha maturato esperienze significative in ambito commerciale e marketing, ricoprendo posizioni di responsabilità crescente: ha occupato i ruoli di Product Manager, Brand Manager, Responsabile Vendite, Direttore Generale ed amministratore delegato di brand di abbigliamento in aziende come Adidas e Diesel. Si è occupato di politiche di Employer Branding come consulente di Direzione e presta la sua opera sulle strategie e progetti di Heritage Marketing. È autore di 7 volumi di grande successo: “La grande differenza” (2003), “Una soluzione intelligente” (2005), “Paura a parte” (2006), “Io, società a responsabilità illimitata” (2008), “Dovresti tornare a guidare il camion Elvis” (2011), “Aveva ragione Popper, tutta la vita è risolvere problemi” (2014), “Risultati solidi in una società liquida” (2017). Tutti i libri sono editi dalla Franco Angeli.

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