Stefano-Ceccon, uscire dalla zona di comfort

Ti senti spossato, anergico e ipotonico?

Energia, benessere, antiaging, prestazione e modellamento sono tra i tuoi obiettivi?

Per poter scegliere con una certa razionalità il proprio percorso di attività motoria, occorre aver ben chiari, oltre che i propri obiettivi, anche quelli che sono i concetti base della fisiologia umana.

Allenamento

Un allenamento, senza entrare troppo nei concetti di fisiologia, si basa essenzialmente su:

• Stimolo muscolare, di forza o resistenza

• Stimolo cardiovascolare

• Volume, ovvero la quantità

• Intensità, ovvero, detto in gergo, “la misura dello sforzo adottato”

Affinché l’allenamento si tramuti in un miglioramento organico, strutturale, prestazionale, posturale e energetico occorre avere ben presente i concetti sopra elencati (compito eventualmente del trainer).

Per il nostro sistema nervoso, l’allenamento, il mobbing al lavoro o una brutta notizia sono la stessa cosa, ovvero STRESS! E stress significa uscire dalla zona comfort, significa disagio

Maya non ha mai fatto attività motoria, si lamenta che è sempre stanca, ipotonica e con una postura non di suo gradimento. I sintomi elencati potrebbero essere dovuti ad una sua incapacità di modulazione dello stress della vita di tutti i giorni o ipotonia correlata a un sistema muscolare poco efficiente, o ambedue le cose. Nella sua scelta Maya preferirà delle attività di ginnastica “dolci” che la aiutino a scaricare stress o a rilassarsi, dato che l’idea di seguire un corso di potenziamento muscolare la proietterebbe al di fuori della sua zona comfort. In realtà, per allenare il suo corpo a divenire più “resistente” allo stress, dovrebbe cercare di potenziare il suo sistema muscolare dato che, ci crediate o meno, è la massa muscolare che ci permette di avere sia più energia sia capacità di resistere agli stressor.

Stefano-Ceccon-uscire-zona-comfort

Zona comfort, allenamento e stress

Preferire solo ciò che ci appaga mentalmente, ci porta a stazionare in zona comfort, la quale negli anni diverrà così piccina che il nostro corpo diverrà incapace di contrastare qualsiasi stress endogeno o esogeno. Sapete cosa viene prescritto agli astronauti che al rientro dall’orbita presentano osteoporosi (per via dell’assenza di gravità)? Ebbene, ginnastica con i pesi, perché stimolando la compressione ossea, viene incentivata la costruzione di nuovo tessuto osseo. Quindi in una donna post menopausa, che presenta osteoporosi, cosa sarebbe meglio farle fare?… Guarda caso però, la scelta ricade sempre su pratiche ben diverse dall’allenamento con i pesi, perché questo viene poco gradito, specie dal pubblico femminile.

Non ho fiato, quindi non corro perché non voglio forzare…Uno dei fattori che influisce sui livelli energetici e sull’aging è l’appiattimento della variabilità cardiaca, che andrebbe quindi ricercata negli allenamenti, non evitata. Correre è molto meno confortevole che camminare, specie per un neofita. Quindi se stiamo seduti 8 ore in ufficio con variabilità cardiaca pari a zero, perché scegliamo poi attività motorie nelle quali non stimoliamo variabilità cardiaca e attività muscolare? Il motivo è sempre lo stesso…la zona comfort….

Ma ciò che mi fa sentire bene e non mi provoca disagio, è poi veramente ciò porta ad un miglioramento?

“Un colpo alla botte ed uno al ferro, dice il proverbio”.

Riassumendo:

• Avere ben chiaro il proprio obiettivo

• Pianificare con il trainer il percorso adeguato per raggiungere il goal

• Modulare le attività gradite e quelle meno gradite, dato che anche la parte ludica gioca il suo effetto.

Solitamente stimolo i clienti che mi seguono a “giocare” con il loro corpo, ad inserire piccole sfide da attuare in “dinamiche” nelle quali sono meno abili. All’inizio mi odiano, ma poi mi ringraziano per i benefici che ne ottengono, nello sport come nella vita di tutti i giorni.

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Stefano Ceccon
cecconste@gmail.com

Personal trainer da più di 25 anni

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