Postura

Perché la nostra postura si modifica in modo anomalo? Esiste una postura corretta? Quali sono i fattori che influenzano il nostro assetto posturale? Perché si arriva al dolore?

Cos’è la postura

Per postura s’intende quell’assetto che assumiamo in situazione eretta, frutto dell’interazione tra le forze delle catene muscolari responsabili della nostra capacità di muoverci, il nostro sistema articolare, e quello viscerale, nonché, quello della sfera psico emozionale. Uno degli errori che spesso viene fatto è quello di considerare la postura come un fattore esterno a noi stessi, come se indossassimo un vestito, che se su misura ci calza a pennello facendoci apparire un figurino, se di taglia errata, viceversa ci causerebbe modificazioni strutturali o peggio ancora acciacchi e dolori vari. Niente di tutto ciò: la postura siamo NOI stessi, con le nostre emozioni, con il nostro lavoro, la nostra quotidianità, i nostri vizi, il nostro modo di relazionarci con la vita, il nostro passato e presente sportivo, la nostra muscolarità o meno. Qualche riflessione potremmo farla su quella che potrebbe essere l’assetto posturale di un minatore dei secoli scorsi, di una sarta, di un operaio che passa otto ore chino su di una macchina operatrice, di chi sta seduto davanti allo schermo del Pc, o se vogliamo vederla dal punto di vista del profilo psico emozionale, di chi è molto timido o perennemente sulle difensive, di chi purtroppo soffre di depressione, ed infine se cerchiamo i collegamenti con l’interno del corpo, di chi si nutre in maniera errata, di chi abusa di cibo spazzatura, d’altronde, un intestino infiammato, genera delle interazioni con i tessuti che a loro volta influiscono sul sistema meccanico posturale. Aggiungerei inoltre un altro fattore determinante: IL MOVIMENTO, ovvero la nostra capacità di muoverci in modo corretto, liberi da restrizioni muscolari e/o compensi, e non meno importante, la RESPIRAZIONE. Respirare di continuo in modo anomalo, “corto e di torace e magari sollevando le spalle”, genera l’accorciamento di alcuni fasci muscolari della parte alta del torace, con tutte le conseguenze del caso.

Come la si corregge

Solitamente, la prassi da seguire è:

1. Valutare se c’è o meno la presenza di dolore, e nel caso, fare affidamento ad operatori professionali qualificati, che solitamente operano nell’ambito della terapia.

2. Eseguire un’analisi (check) posturale, tramite il quale l’operatore sarà in grado di valutare quella che è la situazione in essere in quel momento, e su quali fattori sarà possibile agire al fine di ripristinare e migliorare la situazione.

3. Eseguire un test correlato alla funzionalità del movimento, dato che spesso è l’incapacità di muoverci in modo corretto che, nel lungo termine, genera compensi anomali.

Dai punti 2 e 3, se ne potranno trarre informazioni interessanti per valutare quale potrà essere il percorso risolutivo più adatto. Un percorso posturale correttivo, non va confuso con la ginnastica dolce o con la sola ginnastica respiratoria, ma, a seconda delle situazioni, dovrà tenere conto di:

  • Agire sulle zone muscolari deboli, rinforzandole affinché le forze muscolari in gioco si riequilibrino.
  • Agire sulla mobilità, l’elasticità e l’allungamento sia generale, sia quella delle zone iper contratte, al fine di ripristinare la libertà di movimento.
  • Agire, se necessario, sul proprio modo di respirare e sull’educazione a farlo in modo corretto.
  • Intervenire sull’educazione al movimento ed alla capacità di utilizzare il proprio corpo in modo corretto al fine da non generare compensi nel movimento.
  • Intervenire, ove possibile, in tutti quegli elementi legati alla quotidianità, che possono favorire una corretta interazione posturale con il nostro vivere. Ad esempio: analizzare come si sta seduti davanti al Pc e magari intervenire sul posizionamento dello stesso, della sedia, etc….

Perché si arriva al dolore?

A fronte di una nostra incapacità di muoverci in modo corretto, il nostro corpo, pur di garantirci l’opportunità di eseguire dei movimenti, trova degli stratagemmi, definiti compensi. Lo stesso succede se vuole evitare di farci sentire dolore, a fronte di un infortunio, o di una situazione anomala (pensate a come camminereste se aveste uno spino conficcato sotto al piede). Quando il corpo non riesce più a compensare, arriva il dolore, ovvero il segnale che qualcosa non va, e talvolta il dolore non è nella zona in disfunzione ma in quella in compenso, o capita che il dolore arrivi dopo anni e/o decenni di compenso da parte del nostro organismo.

Se hai trovato interessante il mio articolo, potrai approfondire l’argomento trovandomi nel mio studio di Rosà, in Via Schallstadt 17/19.

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Stefano Ceccon
cecconste@gmail.com

Personal trainer da più di 25 anni

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