Quando il vino non ha confini

Potremmo discutere a lungo sul concetto di confine, sull’idea di una linea immaginaria, tracciata sulla carta, che separa le persone, che ci fa usare lingue diverse, che rallenta le relazioni e gli scambi, che ci fa dire “mio” e “tuo”, che ci fa riconoscere sotto bandiere dai più disparati colori o tifare per squadre differenti. Il confine è una cosa che ha inventato l’uomo, la natura non lo conosce e se ne infischia di dogane e passaporti. Le spore dei fiori e delle piante volano tra una nazione e l’altra senza chiedere permesso. Quando si muovono, gli animali migratori, non si pongono il problema di essere in regola con i documenti. Semplicemente partono…

Cosa diversa sono invece i territori di produzione del vino. In questo caso i confini si sono definiti nei secoli. Sono stati gli elementi naturali a delimitare spontaneamente le zone: la latitudine e di conseguenza il clima, la geologia dei suoli, l’esposizione e l’altimetria. Tutti elementi che rendono un terroir unico e delimitato geograficamente. Questo insieme di cose ha generato dei “piccoli stati” dove il vessillo che li rappresenta è il vitigno che meglio si adatta a quella “nazione”: il Pinot Nero per la Borgogna, Il Nebbiolo per le Langhe, il Sangiovese per la Toscana, il Cabernet e il Merlot per Bordeaux

Articolo a cura di Gianfranco Cipresso

Bassanese, da 30 anni lavoro nel mondo del vino, per passione, per divertimento e soprattutto per condivisione. Sono convinto che le belle persone fanno il vino buono.

Gianfranco Cipresso

Oggi vorrei parlarvi di una zona che è particolare rispetto a tutti gli altri territori di produzione del vino. Perché, se è vero che ognuna di queste zone è all’interno dei confini geografici della propria nazione, ce n’è una che fa eccezione, un piccolo lembo di terra, pieno di colline, dove il vino è da sempre la risorsa più importante: si tratta del Collio che è diviso tra Italia e Slovenia, dove prende il nome di Brda. E se devo pensare a un produttore che meglio rappresenta questa terra di confine il primo che mi viene in mente è Edi Keber.

Si capisce che il senso dei confini è quasi ridicolo quando si va a vedere la storia della sua famiglia che si occupa di vigna da più di due secoli. Il nonno Pepi nasce a Medana, che all’epoca era sotto l’impero Austro-Ungarico, il papà, anche lui Pepi, nasce sempre a Medana, ma che nel frattempo è diventato territorio italiano. Edi nasce a Cormons, in Italia, ma pensa bene di sposare Silvana, nata anche lei a Medana, che stavolta è suolo sloveno.

Il territorio del Collio infatti ha cambiato confini tre volte in tre generazioni e anche più volte durante la stessa notte. Racconta Edi che nel ’47, quando ci fu il trattato di Parigi, arrivarono i militari a piantare i picchetti che avrebbero delimitato la separazione tra Italia e Jugoslavia, ma durante la notte, i contadini della zona, andarono a spostare quelle delimitazioni a seconda del proprio senso di appartenenza, decidendo da che parte del confine volessero stare.

Quando vai in cantina da Edi lui ti accoglie, sempre sorridente e disponibile, in una stanza tappezzata di riconoscimenti e premi che i suoi vini hanno ottenuto negli anni. Si siede in testa a un grande tavolo di legno e tagliando l’immancabile salame ti fa assaggiare i suoi vini e si illumina raccontandoti il suo sogno.

Il suo sogno si chiama Collio e ha cominciato a realizzarlo diversi anni fa, decidendo, controcorrente, di non produrre le diverse etichette di Tocai (allora si poteva ancora chiamare così), Malvasia, Ribolla Gialla e altro, ma di fare un unico solo vino, frutto dell’assemblaggio delle diverse uve e figlio del territorio di appartenenza: il Collio Bianco. La sua idea è semplice, ma coraggiosa: non inseguo più le richieste del mercato, ma decido di valorizzare il territorio, vinificando separatamente i vari vitigni per poi mescolarli assieme con l’obiettivo di ottenere la massima espressione del Collio.

Vino Edi Keber Collio

Ma Edi sogna ancora più in grande, la sua idea sarebbe la creazione di una denominazione transnazionale, riportare il Collio e Brda a una unica grande denominazione dove il terroir (ovvero l’insieme degli elementi naturali e culturali di una zona) sia più importante del volere politico. Si tratta di un progetto molto ambizioso e difficile da realizzare, ma che Edi, supportato dai figli Kristian e Veronika, non mollerà facilmente. Nel frattempo, proprio in quest’ottica di relazione tra i due stati e di confronto tra culture, il figlio Kristian, da alcuni anni, sta seguendo un vigneto nel Brda (il Collio Sloveno) facendone un vino più legato alla tradizione, con macerazione sulle bucce e grande complessità di aromi.

Il mio vino del cuore rimane sempre il Collio Bianco, la perfetta espressione del territorio ottenuta mescolando sapientemente tre vitigni: il Friulano, la Ribolla Gialla e la Malvasia. Il vino viene vinificato in vasche di cemento e solo una piccola parte fa un breve affinamento in legno.

La marna, che è il suolo sul quale queste uve crescono, dona al vino struttura e mineralità, i vitigni regalano complessità e aromi che spaziano dalla mandorla alla pesca bianca. Un vino di grande beva, che vi invito ad assaggiare, accompagnato da un prosciutto crudo friulano per assaporare i sapori straordinari del Collio. Prosit.

Articoli simili:

Quadrotti di cioccolato ai mirtilli - @sonietta_gipsysoul
Ma com'è possibile sia già settembre? No no, dai... Ci dev'essere un errore da qualche parte... Controllate bene!...No eh. Mi confermate che è proprio così, un nuovo mese e l'estate laggiù in fondo che ci saluta con la mano...Allora per tirarci su il...
Plumcake ai lamponi con glassa al limone - @clelia bakery
Yogurt greco e lamponi sono gli ingredienti che caratterizzano questo plumcake senza burro, dalla consistenza compatta e vellutata, perfetto per iniziare le giornate di Settembre: la glassa al limone, poi, regala un tocco di energia e allegria tutto ...
Quando il vino è cooperazione
La galassia dei produttori di vino è enorme e al suo interno le costellazioni sono infinite e molto diverse tra loro. Puoi trovare la nobile famiglia che vinifica da centinaia d’anni, come il piccolo produttore che ha abbandonato la vita frenetica de...
Editoriale Settembre 2020 | Anna Zaccaria
il fattore x del pensiero condiviso. Condividere un pensiero non rende il pensatore più povero ma arricchisce chi ascolta. Questa è la base di TED e delle sue versioni locali e autonome TEDx. Le presentazioni brevi (massimo 18 minuti) del mondo T...
TEDx La condivisione delle idee
L’evoluzione del pensiero umano passa senza dubbio dalla condivisione delle idee. La loro diffusione non rende il pensatore più povero ma arricchisce chi ascolta! Proprio questo principio è alla base di TED. Cos’è il TED TED è un’organizzazione...
Intervista a Giada Lini a cura di Anna Zaccaria
GIADA E GRAZIANO Un amore in passo a due Nata artisticamente nella scuola dei genitori, la International Dance Bassano, Giada come tanti ballerini della zona si è da subito messa in evidenza nelle varie competizioni internazionali, è stata campione...
Condividi l'articolo:
Gianfranco Cipresso
GianfrancoCipresso@occhi.it

Bassanese, da 30 anni lavoro nel mondo del vino, per passione, per divertimento e soprattutto per condivisione. Sono convinto che le belle persone fanno il vino buono.

Nessun commento

Scrivi un commento..