Tecnologia e Meditazione – Meditare per essere

Questa rubrica compie due anni, e ciò vi assicuro ha per me dell’incredibile.

Vi scrivo da questa rivista da due anni ma, a dire il vero, mi pare di aver appena iniziato e sento sempre la stessa emozione per il privilegio di poter comunicare con tante persone in così tanti luoghi differenti.

Immagino come questo piccolo ma capillare libricino giunga in luoghi i più disparati e finisca nelle mani di così tante persone. Immagino quindi che qualcuno, magari casualmente, sfogliandolo, lasci cadere l’occhio su questo articolo che parla di consapevolezza e meditazione, argomento così particolare, così strano… così poco comune.

Potere della comunicazione, potere della tecnologia…

Ma bando alle ciance, come si è soliti dire. Cosa c’entra le meditazione con la tecnologia?

Siamo nel momento storico più tecnologico che mai sia apparso sulla Terra dalla comparsa dell’uomo e quindi è inevitabile che la tecnologia pervada ogni e qualsivoglia forma della nostra vita, in ogni suo dettaglio.

Per questo la meditazione, pur essendo una pratica millenaria, non è esente da ciò. In che forma vi chiederete, be’ presto detto. Ci sono decine di supporti alla meditazione che vengono in aiuto ai neofiti per coadiuvarli nel momento e nella conoscenza della meditazione.

Questa stessa rubrica è consultabile dall’ormai onnipresente smartphone, così come gli insegnamenti di grandi maestri e di tradizioni orientali e occidentali sono accessibili con pochi clic. Comodo, veramente comodo.

Diciamo quindi che la difficoltà di reperire conoscenza non è più una scusa possibile.

Ancor più sorprendente è l’aiuto che ci viene nel momento meditativo in sé, quando ci sediamo sul cuscino a gambe incrociate per il nostro spazio di pratica di consapevolezza.

Esistono infatti sul mercato, sia in formato gratuito che spendendo qualche euro, delle ottime App (applicazioni da installare su smartphone) che attraverso melodie o suoni della natura o meditazioni parlate e quindi guidate da maestri esperti, possono aiutare nel condurci a stati di calma, di rilassamento e di concentrazione.

Sono strumenti molto interessanti e che, nei momenti iniziali del nostro percorso di apprendimento e pratica, possono veramente risultare utili. Ai miei allievi, se le difficoltà che sorgono nel cammino risultano difficili da superare, caldeggio l’uso di questi strumenti che rendono la vita da meditatori un po’ più facile.

Così come, tanti anni fa, quando ancora questi supporti non si conoscevano, ci aiutavamo con una candela accesa o con della musica oppure con un incenso profumato che ci aiutasse a focalizzare e a rendere più facile la pratica meditativa.

Ma attenzione…

Questi supporti sono sì molto utili e interessanti, la cosa importante è che non diventino essi stessi un ostacolo, una barriera per entrare in maniera sempre più profonda nella pratica di consapevolezza, di conoscenza di sé e della realtà.

L’esempio che mi piace fare sempre durante le lezioni è il seguente: “Vostro padre vi installava le famose rotelline laterali sulla bicicletta a supporto della pedalata. Ma queste rotelline non possono rimanere per sempre, deve venire il momento in cui le togliete.”

Ecco, questi strumenti sono alla stessa stregua. Molto, molto utili ma l’obbiettivo è quello che la pratica meditativa diventi un momento in cui incontrarsi, prendere contatto con se stessi, in maniera sempre più pura, sempre più sincera, sempre meno mediata.

Costi quel che costi.

Ecco perché meditare è un atto di coraggio… azione del cuore.

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Demetrio Battaglia
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Demetrio Battaglia. Ricercatore, scrittore e informatico. Vorresti leggere altri articoli su questo argomento, oppure sei interessato a capire meglio chi sono e di cosa mi occupo? Visita il mio sito.

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