La pazienza e altre qualità- Meditare per essere

Non trascorre giorno ormai senza che ci giunga all’orecchio una notizia che genera in noi difficoltà, tensione, ansia. Il mondo dei media sommato a quello dei social sembrano a volte stritolarci in una morsa letale da cui pare quasi impossibile riaffiorare.

Essere disinformati ci taglia fuori da questa società moderna che ci vuole sempre, costantemente, inevitabilmente connessi. In un paio di generazioni siamo passati dall’essere sostanzialmente ignoranti delle cose de mondo, isolati e poco informati, all’essere letteralmente sommersi dall’informazione. Una vera valanga che oramai, fin troppo spesso, produce un effetto simile all’ignoranza da isolamento e cioè una bulimia da informazione per cui alla fine non si sa più cosa sia vero e cosa sia falso.

Come formatore di pratiche di consapevolezza non mi occupo di ciò che è vero o di ciò che non lo è, il mio compito è capire in quale stato versa l’individuo, che stato emotivo sta vivendo quella persona quando viene martellata da una tale mole di notizie. Ciò che sta accadendo, soprattutto nelle persone più deboli ma anche, e sempre di più, in ogni fascia sociale è una sorta di straniamento, un aumento esponenziale di stati ansiogeni e di stress prolungato.

Senza aver mai coltivato stati di consapevolezza profonda, o aver lavorato su un centro stabile, diventa veramente difficile rimanere a galla in questo periodo e ci si trova, quasi inevitabilmente, in balia degli eventi e preda di ogni forma di emozione negativo-distruttiva.

La cassetta degli attrezzi.

Uno dei miei insegnanti di meditazione mi disse, ormai molti anni fa, che nella vita è necessario costruirsi una serie di utensili adatti alle varie situazioni della vita perché, in caso contrario, nel momento del bisogno la apriamo e dentro non troviamo nulla o ben poco. Sta a noi dedicare tempo e risorse interiori per lavorare in modo che, in momenti come questi, non ci scopriamo così fragili da sgretolarci sotto i colpi di questa vita.

La bella notizia è che quella benedetta cassetta degli attrezzi si può riempire in qualsiasi momento, non è a scadenza, non c’è un tempo limite. Basta prendere consapevolezza, è sufficiente accorgersi che è venuta l’ora di costruire dentro prima che fuori. Quello che dico sempre ai miei allievi, a chi inizia un percorso di meditazione è “Siate pazienti, la pazienza è la prima e tra le più importanti qualità da coltivare.

Si inizia con l’essere pazienti con sé stessi, si procede con la tenacia tipica di chi vuole raggiungere una meta, ma il fondamento di tutto è coltivare la gentilezza amorevole rispetto a sé stessi e a tutti coloro che stanno procedendo in questo cammino. I risultati arriveranno, siatene certi.

Vi accorgerete, un giorno, che la vostra reattività, il vostro essere travolti dagli eventi e dalle condizioni esterne non è più così intenso, non ha più la presa che aveva un tempo. Siete quindi più liberi, avete iniziato un percorso di liberazione che, passo dopo passo, vi porterà fuori dalle paludi e dalle sabbie mobili della mente.

Smettere di alimentare le paure, le angosce e le ansie di questo mondo e soprattutto di questo momento storico ci dà la possibilità di volgere lo sguardo al coltivare le qualità luminose che albergano in ognuno di noi ma che, troppo spesso, lasciamo appassire, estinguersi.

A tutti ricordo sempre la leggenda dei due lupi che abitano la mente. Uno bianco, buono e innocuo e gentile l’altro nero, arrabbiato, cattivo e cupo. Qual è la vostra indole? Come affrontate la vita?

Chiedetevi quale dei due lupi nutrite… lì troverete la risposta.

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Demetrio Battaglia
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Demetrio Battaglia. Ricercatore, scrittore e informatico. Vorresti leggere altri articoli su questo argomento, oppure sei interessato a capire meglio chi sono e di cosa mi occupo? Visita il mio sito.

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