Mario Draghi e il nuovo governo – Spazio Zen

Nel suo intervento alle Camere per la fiducia, Mario Draghi ha richiamato la nostra responsabilità verso le giovani generazioni. Che mondo cioè lasceremo a loro, sul piano formativo, delle opportunità di lavoro, a livello ambientale, degli equilibri sociali? Parole e riferimenti che, in realtà, molti hanno richiamato più volte negli ultimi anni, con scarsi però risultati.

La novità di Draghi riguarda il passaggio concettuale, se così posso riassumere, dal Recovery Fund al Next Generation Eu. In soldoni, da una visione conservatrice (per i tanti bonus) dell’utilizzo dei famosi 209 miliardi europei alla convinzione della loro spendibilità per il futuro, pensando cioè al nostro Paese tra cinque, dieci, vent’anni. Per investimenti strutturali.

Su questa scelta qualitativa si giocherà la credibilità del governo presieduto da Draghi. Cioè pensando ai giovani di oggi e alla loro responsabilità del nostro domani, sapendo di dati demografici drammatici, con proiezioni, se non ci saranno decise inversioni di rotta, che porteranno alla forte diminuzione della popolazione, con problemi di veloce invecchiamento e di disequilibrio del sistema sociale complessivo. Da un lato, quindi, quale futuro lasceremo ai nostri figli e nipoti, dall’altro quali e quanti figli e nipoti lasceremo al nostro futuro.

Cito alcuni dati, per farmi capire meglio: ogni 100 giovani sino a 14 anni abbiamo ben 179 persone con più di 65 anni. Nel 2010 erano 144. Quanto sono, ancora, le percentuali di persone non attive rispetto a quelle attive? Per le inattive si parla da 0 a 14 anni e oltre 64 anni. Ebbene, ogni 100 persone attive ce ne sono 35,7 inattive. Quasi il doppio rispetto a 40 anni fa, un dato che è il più alto in Europa e secondo al mondo dopo il Giappone. Traducendo: i nostri giovani arriveranno mai alla pensione? E con quale assegno pensionistico, se ci arriveranno? Gli equilibri di bilancio come saranno costruiti? Sto parlando di come sarà la società italiana nel 2050, cioè negli anni della piena maturità dei giovani di oggi.

Per questa ragione, è fondamentale capire come verranno impiegate le risorse europee di cui tanto si discute (Next Generation Eu). Si tratta, dunque, di pensare seriamente al presente-futuro. Qui contano la qualità della formazione, delle politiche attive del lavoro (fuori da ogni assistenzialismo), di un sistema sanitario capillare, di un welfare che preveda reti di sostegno trasversali.

Si dovrà scrivere, in modo leggibile, un nuovo patto generazionale, sapendo comunque che la differenza di età tra nonni e nipoti tenderà a crescere (le donne oggi hanno il primo figlio a 31,2 anni, cioè tre anni in più rispetto a 20 anni fa). Con vere politiche della famiglia, come ad esempio in Francia, con percorsi formativi di approccio concreto al mondo del lavoro come in Germania, secondo cioè attitudini e talenti personali.

Sarà necessario, infine, avere un approccio meno ideologico al tema della immigrazione, anzitutto per il rispetto dovuto ad ogni persone di qualsiasi provenienza, poi perché saranno proprio gli immigrati che integreranno i vuoti della nostra società. Forse oggi ci stiamo convincendo, cioè, che i dati di realtà, e non gli slogan da bar, detteranno le priorità e le soluzioni. Che questo richiamo di Draghi al futuro dei nostri figli e nipoti sia un primo passo?

chi è GIANNI ZEN

Gianni Zen, laureato in filosofia, ha dedicato la sua vita professionale alla scuola, prima come docente e poi come dirigente scolastico in importanti scuole del vicentino quali l’Istituto Rossi di Vicenza e il Liceo Brocchi di Bassano. Sotto la sua guida il liceo bassanese ha conosciuto una crescita repentina fino a diventare il secondo istituto d’Italia per numero di ragazzi frequentanti. Persona estremamente attiva, è da sempre sostenitore di una grande riforma del mondo della scuola. In “Spazio Zen” dirà la sua su temi di attualità legati al mondo della scuola e del lavoro.

Per approfondire un tema o contattare Gianni Zen puoi scrivere un’e-mail a: giannizen@libero.it

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