Il controllo tra destino e fato.

Io dove voglio e posso stare?

Ipocrisia, ignoranza e protervia inquinano la mia vita.

Di quando in quando, mi ritrovo al bivio delle cose e mi racconto storie.

Se sono un bravo narratore, mi rilasso e trovo la carica, se perdo il filo, mi devasto la vita e sprofondo nel buco dell’impossibilità.

Il destino è frutto del nostro scalciare, mentre il fato è una scrittura di altri.

Il destino è la spremuta delle nostre scelte.

Il fato è il percorso delle biglie disegnato da qualcuno, sulla spiaggia sabbiosa del mondo.

Io dove voglio stare?

Dove posso stare?

E’ così rilassante mollare tutto nelle mani di una volontà superiore, a volte dolce a volte atroce.

Ed è così corroborante pensare di potere dirigere e controllare il mondo con la tua telecamera spia.

“Determinati da” o “determinanti per”?

Attori o burattini?

Non tocco un tema nuovo.

Anzi tocco un tema antico che sbeffeggia manager e imprenditori, impiegati e dirigenti, donne e uomini, scienziati e religiosi.

Io, me la cavo o ci provo almeno, con tanta gente come me.

E oscillo forsennatamente, tra la consapevolezza che decido gran poco, ma che è mio dovere esistenziale parare colpi e tirare su costruzioni con la malta delle mie forze fisiche e immateriali.

Aggregando spiriti a volte preoccupati ma mai domi.

Amici che non accettano di dormire più di quanto necessario.

Certo non è una decisione bianca o nera.

E questo fa sbarellare maestri di marketing e di posizionamento, intenti a vendere consigli sulla vita come si vendono detersivi ed assorbenti.

Ma non me ne curo e vado avanti.

La resistenza alla difficile comprensione del lavoro di vivere nasce dalla capacità di accettare pacatamente l’inadeguatezza del nostro cervello, provandoci però a lasciare segni.

Le religioni ti aiutano piantando picchetti di verità indiscutibili.

Ma siccome mi sono preso la briga di parlare senza chiedere atti di fede, ecco che mi sembra più utile suggerire un tuffo di umiltà.

Fatturare, cambiare lavoro, sistemare la propria vita affettiva, stabilire rapporti amorevoli con i figli, superare i drammi e i lutti, gioire della miriade di avvenimenti che di solito dai per scontati, sono frutto di un umile lavoro di taglia e cuci.

Attività che svaniranno dimenticate, prima o poi, e lasceranno solo l’eco del rumore che abbiamo fatto agendo e reagendo, con silenziose accettazioni dell’incomprensibile e rumorose prese di posizione verso ciò che incomprensibile non era.

E nel lavoro, quotidiano e continuo, di distinguere ciò che merita da ciò che non merita la mia attenzione, si dipana la mia vita.

Che controllo dove posso e lascio andare dove no.

Non è difficile vivere bene solo se ci lavori sopra.

Continuamente.

E quando lo fai,ti accorgi che il vivere è quello.

Lavorarci sopra. Continuamente.

Il resto è mancia.

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Sebastiano Zanolli
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“Fare raggiungere ad individui e squadre i propri obiettivi professionali, mantenendo la propria umanità” è la ricerca e la sfida che Sebastiano Zanolli si è dato negli ultimi 25 anni e che continua ad approfondire. Un caso abbastanza raro di formatore che continua testardamente a lavorare in azienda fondendo la pratica con la teoria. Nato nel 1964, dopo la laurea in Economia presso l’Università Ca’ Foscari, ha maturato esperienze significative in ambito commerciale e marketing, ricoprendo posizioni di responsabilità crescente: ha occupato i ruoli di Product Manager, Brand Manager, Responsabile Vendite, Direttore Generale ed amministratore delegato di brand di abbigliamento in aziende come Adidas e Diesel. Si è occupato di politiche di Employer Branding come consulente di Direzione e presta la sua opera sulle strategie e progetti di Heritage Marketing. È autore di 7 volumi di grande successo: “La grande differenza” (2003), “Una soluzione intelligente” (2005), “Paura a parte” (2006), “Io, società a responsabilità illimitata” (2008), “Dovresti tornare a guidare il camion Elvis” (2011), “Aveva ragione Popper, tutta la vita è risolvere problemi” (2014), “Risultati solidi in una società liquida” (2017). Tutti i libri sono editi dalla Franco Angeli.

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