Quando leggere… ti mette le ali! – aprile 2021

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Recensioni a cura di Arturo Moro,

Libreria Palazzo Roberti – Bassano del Grappa –

“Leggere ci dà un posto dove andare
quando dobbiamo restare dove siamo”.

(Mason Cooley)

Questo mese è il turno degli spunti di Arturo Moro, che si presenta così:

Mi occupo di turismo e sport. Consiglio libri da anni annorum, prima mi occupavo di tutt’altro seguendo la falsariga di scuole non congeniali. Mi piace fotografare in bianco e nero, giocare agguerrite partite a basket con/contro i figli e viaggiare non necessariamente lontano. Nonostante il mestiere che faccio i libri non mi sono giunti a noia, anzi! Sono un lettore molto umorale e forse un tantino dispersivo. Rifuggo l’aria fritta e a un libro chiedo in primis qualche grammo di verità. Uno dei libri più belli che ho letto è stato “Guerra e Pace” di Tolstoj, con la paura di rileggerlo tanto a suo tempo mi aveva entusiasmato.

UNA RABBIA SEMPLICE

Autore: Davide Longo

Editore: Einaudi

Argomento: Romanzi da non perdere

Prezzo: 18,00

Alessandro Baricco, non uno qualsiasi, ha detto che questo “Una rabbia semplice” tanto gli è piaciuto che avrebbe voluto averlo scritto lui. E chi sono io per contraddirlo? E infatti dico che il libro è un giallo avvincente, un mix molto riuscito di tradizione e modernità. Da un lato un commissario tra il trasandato e lo sfigato, un mastino maldestro ma determinatissimo; dall’altro la terribile modernità di un mortifero complotto tra dark e cripto web. Ma il bello è come Longo rende le atmosfere torinesi, la squisita scelta del lessico e delle ambientazioni. Riassumendo, un Fruttero & Lucentini 2.0.

Vincenzo Arcadipane ha 55 anni, un matrimonio fallito alle spalle e un futuro che non promette granché. In piú, negli ultimi tempi, si è convinto di avere smarrito l’istinto che lo guidava nelle indagini. Ma quando una donna viene picchiata fuori da una stazione della metropolitana di Torino e il colpevole rintracciato in poche ore, è proprio l’istinto a suggerirgli che qualcosa non torna in quel caso dalla soluzione elementare. Decide quindi di approfondire, con l’aiuto di Corso Bramard, vecchio capo e mentore, e dell’irrequieta agente Isa Mancini: una squadra collaudata cui si aggrega uno strano ex poliziotto dai tratti ossessivi. Insieme si troveranno a scoprire le regole di un gioco folle e letale, una discesa nel mondo sotterraneo della Rete che, girone dopo girone, li porterà là dove «si sbrigano le faccende che non hanno bisogno di occhi».

«Chiedo, e trovo gente che non ha mai letto la saga di Bramard e Arcadipane. Oh, ma vogliamo scherzare? Quei due sono la risposta del Nord al commissario Montalbano! Sono l’invenzione del poliziesco piemontardo! Fango e pioggia, schiene diritte, tristezza, amori disperati, humor impassibile, violenza sepolta, sogni poetici, anarchia. E i corpi? Altro che la siciliana fisicità splendente. Qui i corpi sono una debolezza, un incidente, uno scandalo, una scusa. Scritture di cui si è persa la chiave. Solo nelle nebbie del Nord, dove “il sole è un lampo giallo al parabrise”, c’è gente del genere, e Longo la racconta da dio, con quel suo scrivere che ho studiato a lungo, come potrei studiare un cocktail, e adesso credo di aver capito: due parti di Fenoglio, due di Simenon, una di Paolo Conte e cinque di Davide Longo. Aggiungere una spezia che non so (qualcosa come una goccia di disperazione, direi, ma non so) e servire. Ne butti giú uno e poi non smetti piú. Giuro». Alessandro Baricco

Davide Longo è nato a Carmagnola nel 1971 e vive a Torino. Tra i suoi romanzi ricordiamo Un mattino a Irgalem (Marcos y Marcos 2001, Feltrinelli 2019), Il mangiatore di pietre (Marcos y Marcos 2004, Feltrinelli 2016), L’uomo verticale (Fandango 2010); insieme a Una rabbia semplice, la nuova storia con protagonisti Arcadipane e Bramard, Einaudi Stile Libero ripropone i due precedenti libri della serie:Il caso Bramard (Feltrinelli 2014; Einaudi 2021) e Le bestie giovani (Feltrinelli 2018 con il titolo Cosí giocano le bestie giovani; Einaudi 2021).

LA STRADA DEL MARE

Autore: Antonio Pennacch

Editore: Mondadori

Argomento: Romanzi da non perdere

Prezzo: 20,00

Ormai i personaggi di Pennacchi, in specie la famiglia Peruzzi che dal povero Veneto degli anni ’30 emigrano nell’Agro Pontino appena bonificato, ci sono diventati libro dopo libro, appunto, familiari. Anche per merito del film tratto da “Il fasciocomunista” con Germano e Scamarcio, va da sé. Adesso Pennacchi espande a macchia d’olio quelle vicende con altri personaggi e nuove storie. La lettura è vorticosa e piacevole, mai noiosa. Impari molte cose di quella epopea, ma spesso ti scappa da ridere; e per l’autore qui scatta la gratitudine. Pennacchi è divisivo, si sa. Piace o non piace. Specialmente di persona. Ma persino di Dostoevskij si diceva che umanamente fosse odioso, e buon per lui che allora non c’era la TV. Ora Pennacchi vorrebbe che Mondadori l’anno prossimo lo candidasse allo Strega per vincerlo per la seconda volta come è stato per Veronesi. Nel caso io tiferò per lui.

Otello, Manrico, Accio, e tutti i figli e le figlie di Santapace Peruzzi e di “zio Benassi”, crescono negli anni del boom economico, mentre Littoria diventa Latina, e si sviluppa, si dirama, si spinge fino al mare, grazie a quella “Strada del mare” per costruire la quale Otello si spezzerà la schiena, che legherà Latina allo scenario splendido e maestoso del Mediterraneo, del lago di Fogliano e del promontorio del Circeo, e che sarà poi percorsa, oltre che dagli abitanti delle paludi pontine, dai grandi nomi della storia italiana e internazionale di quegli anni, tra cui Audrey Hepburn, e John e Jacqueline Kennedy. E così, tra realtà e finzione, sogno e cronaca, seguendo e raccontando lo scorrere degli avvenimenti, Antonio Pennacchi traccia i percorsi dell’anima dei suoi personaggi, e costruisce un grande romanzo corale che unisce, come capita di rado, scorrevolezza e profondità, commozione e divertimento, empatia e gusto intellettuale. La strada del mare è una nuova, imperdibile tappa dell’epica italiana del Novecento, quell’epica che il romanziere di Latina ha saputo raccontare come nessun altro. Antonio Pennacchi torna con un romanzo intenso ed epico, un nuovo e indimenticabile capitolo della saga della famiglia Peruzzi, in cui racconta gli anni Cinquanta dell’Agro Pontino, del “mondo del Canale Mussolini” e delle donne e degli uomini che lo abitano. E come sempre, nell’opera di Pennacchi, la “piccola” Storia delle famiglie originarie del Veneto, che erano scese nel basso Lazio alla fine degli anni Venti del Novecento per colonizzare le terre bonificate dal regime fascista, e che lì erano diventate una comunità, si intreccia e si mescola con la “grande” Storia italiana e internazionale del dopoguerra.

Antonio Pennacchi, operaio in fabbrica a turni di notte fino a cinquant’anni, ha pubblicato tre romanzi con Donzelli: Mammut (1994), Palude (1995) e Una nuvola rossa (1998). Per Mondadori ha pubblicato Il fasciocomunista (2003, premio Napoli) da cui è stato tratto il film Mio fratello è figlio unico e Shaw 150. Storie di fabbrica e dintorni (2006). È autore anche di Fascio e martello. Viaggio per le città del Duce (Laterza 2008). Nel 2010 ha vinto il Premio Strega con il romanzo Canale Mussolini edito da Mondadori, che nel 2011 ha ripubblicato anche il suo romanzo d’esordio, Mammut. Sempre per Mondadori esce nel 2015 Canale Mussolini. Parte seconda. Collabora a «Limes»; suoi scritti sono apparsi su «Nuovi Argomenti», «Micromega» e «La Nouvelle Revue ».

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Libreria Palazzo Roberti
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La Libreria Palazzo Roberti rappresenta il punto di riferimento per tutti i lettori del bassanese. Aperta nel 1998, la sede è in un palazzo nobiliare del XVIII secolo, di proprietà della famiglia Manfrotto che tuttora gestisce la libreria al suo interno. Palazzo Roberti è un esempio pressoché unico nel panorama Italiano di grande libreria indipendente.

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