Marostica e i fermenti culturali della biblioteca

Due mostre che in qualche modo si intersecano, e che fanno della Biblioteca Civica “Pietro Ragazzoni” di Marostica una realtà che sta ben reagendo al (quasi) post-pandemia, che diversi danni ci ha comunque lasciato (a parte, la vera tragedia è di chi è mancato). In un momento storico particolarmente intenso e provante per tutti, le due iniziative della cittadina sono certamente da lodare. La prima, in corso  già da qualche settimana, è l’esposizione per piccoli e grandi  de “Le avventure di Pinocchio”, inaugurata il 15 maggio scorso e in pieno svolgimento al Torresino della Biblioteca, a ingresso libero. Un angolo di poesia che fa rimanere a bocca aperta, dove viene narrata in maniera avvincente e coinvolgente la famosissima storia del celebre burattino di Collodi, circondati dalle bellissime maschere di Tiziano Fario, uno dei più grandi scenografi del teatro italiano (collaborò con Carmelo Bene, tra l’altro).

La mostra è a cura di Marialuisa Burei e Maurizio Panici, e in tutto e per tutto è un progetto che scavalca il tradizionale canone espositivo, mostrando nel luogo scelto un quadro fatto scenico fatto a teatrino con audio originale di spettacoli teatrali e frammenti di video-letture del “Pinocchio in versi” di Franco Belli, oltre alle maschere di Fario realizzate per una messa in scena al Teatro Mancinelli di Orvieto. Una prova per il riacquisto dell’immaginazione con diverse suggestioni, e alcune immagini video che fanno da contorno a una stanza delle meraviglie dove i bambini possono accedere librandosi nella poesia, accanto a un adulto, che a sua volta può solo recuperarla assieme a loro.

Alla mostra si accede dalla Biblioteca in orari di apertura. Tra gli eventi collaterali della sede bibliotecaria ci sarà anche un momento di approfondimento maggiore con la presentazione del libro “Le avventure di Pinocchio”, fatto in collaborazione con la casa editrice vicentina Ronzani, che si svolgerà il 4 giugno alle 18 nel Giardino stesso della Biblioteca. Interessante è sicuramente anche il recupero del Torresino, uno spazio che finalmente può mostrare un altro angolo raffinato per gli eventi,  e pieno di storia. Come pure interessante è riscoprire ciò che si era perso per un bel po’ di mesi, quella naturalezza dell’essere in presenza per assistere agli eventi, che si spera possa essere oggi di buon auspicio anche per il futuro prossimo. La figura del burattino collodiano è infinitamente scolpita in tutte le memorie di chiunque, tale è la sua fama e la potenza dei sogni che ha provocato in tutti noi, e che continua a fare. Giugno è un mese che offre anche altri appuntamenti da parte della Biblioteca, passati quelli di maggio che hanno visto i laboratori per bambini e la presentazione del libro “La Jugoslavia e la questione di Trieste”, di Federico Tenca Montini.

Il 2 di questo mese per le “Passeggiate d’autore” troviamo Sergio Frigo conversare coi partecipanti sulla montagna e l’Altipiano nelle opere di Rigoni Stern, Lussu e Zanzotto, per proseguire poi il 9 con il laboratorio per bambini “Burattini”, il 12 con la mostra su Mario Rigoni Stern, con libri e citazioni e video sull’opera dello scrittore asiaghese, il 13 un’altra passeggiata d’autore con Giuseppe Mendicino, il 16 giugno un altro laboratorio bimbi, “Illusioni ottiche”, a cura di Tiziana Alberton, per chiudere il 26 con un altro momento per “Quattro passi nella storia” con Nicola Sbetti (tutto con prenotazione obbligatoria al numero 0424-479100 o scrivendo a [email protected], a partecipazione libera.

foto di Adriano Tomba

La seconda mostra in programma, (sempre a ingresso gratuito) che appunto va di pari passo con la stanza delle meraviglie di Pinocchio al Torresino, è “Con le parole di Mario Rigoni Stern”, che si inaugura il 12 giugno in Biblioteca, e che si inoltra nel tragico vissuto dello scrittore di Asiago, con documenti, video e un approfondimento totale sulla persona e l’opera, così strettamente legate al nostro territorio. La mostra è realizzata nel’anniversario del centesimo anno dalla nascita di Rigoni Stern. Grande uomo, grande alpino, dentro sé lo scrittore ha vissuto tutto quello che un uomo certo non avrebbe desiderato di provare , la sofferenza estrema della guerra, accadimento non certo invidiabile ma che in un certo senso è stata proprio la sua forza. Far giungere a tutti noi la sua esperienza crudele è una nobilitazione dell’animo umano, è un far conoscere la vita vissuta, quella “sul campo” e non certo quella delle comodità. Rigoni Stern a detta di Primo Levi è uno dei più grandi scrittori italiani, e questo dice tutto…

Lo scrittore è un grande esempio di attaccamento alla natura, alle proprie tradizioni tanto da non voler abbandonare, nemmeno su proposta fatta dalla politica, i suoi boschi, quei luoghi che fin dalla nascita lo hanno saputo formare. Un “buen ritiro” così desiderato dopo la guerra, che mai avrebbe potuto essere scalfito da qualsiasi altra situazione. La grandezza di Rigoni Stern sta oltretutto nell’aver saputo descrivere così bene le atrocità della guerra, e il proprio ruolo di sergente, responsabile dei suoi uomini sul fronte, portati tutti a casa in condizioni davvero incredibili, drastiche, molto dure. La mostra sullo scrittore di Asiago vedrà come detto documenti vari, video, testimonianze di un personaggio diventato famoso controvoglia, lui così riservato, amante della semplicità, uomo profondo. Ci sentiamo certamente di consigliare la lettura dei suoi libri, così dettagliatamente precisi e sferzanti, sensibili attraverso quegli scritti di vita provata. Due mostre diverse ma che in comune hanno la profondità, da un lato l’estro artistico di saper e poter vivere la favola per eccellenza, Pinocchio appunto, con la sua aurea magica e i suoi insegnamenti, dall’altro il sapore unico del poter addentrarsi in un passato vissuto in prima persona tragico, quello della guerra, che altrettanti insegnamenti può dare. Certi che da tutto ciò, nel bello della favola e nel tragico del vissuto si possa solamente imparare.

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