Un grande nemico della meditazione: la noia!

Il meditante, chiunque sia e qualsiasi sia il metodo che ha scelto per la sua pratica meditativa, alla fine risulta almeno agli occhi di chi lo guarda una persona ferma, immobile, sovente seduta a gambe incrociate a non fare nulla… ma proprio nulla!

Questo da adito, spesso, a considerazioni le più varie ma che nella stragrande maggioranza dei casi acquisiscono toni sul genere: “Ma quello non ha nulla di meglio da fare?”

Soprattutto in luoghi del mondo, il Veneto è tra questi, dove l’unico fatto che premia è: “darsi da fare” oppure dove è assolutamente necessario: “essere efficienti”, vedere una persona che impiega il suo tempo nella meditazione ha come unico effetto quello di far storcere il naso a tutti coloro che pensano che il tempo non va sprecato inutilmente.

Tanti anni fa, a una mia domanda di questo tenore, un maestro mi rispose: “Demetrio… ma cos’hai di meglio da fare?”

Capisco la risposta è senz’altro provocatoria, ma contiene in sé una importante dose di verità. Non si tratta di perdere tempo riposando su un cuscino da meditazione, non si tratta di fare una pausa tra un lavoro e un altro e tantomeno di staccare dalla vita stressante e impegnativa che conduciamo tutti i giorni.

Per meditare è necessario impegno, dedizione, ritmo, costanza e conoscere la disciplina. È necessario dedicare quel tempo a un percorso che conduce lentamente alla liberazione dai condizionamenti, che porta la propria mente a levarsi dalle pastoie grossolane a cui siamo abituati, si tratta di percorrere un sentiero di disidentificazione dai propri contenuti mentali che così spesso ci sequestrano e nei quali ancor più spesso ci impantaniamo senza via d’uscita.

Altro che noia!

Se sul cuscino da meditazione sorge la noia, cosa per altro possibile e che si manifesta come una sorta di torpore, la prima domanda che dovreste porvi è: “In cosa sto sbagliando?”

Perché è senz’altro in corso una incomprensione su quale sia il ruolo della meditazione nella vostra vita, nel vostro percorso di autoconoscenza. Non è possibile che possa sorgere la noia se state procedendo sempre più a fondo nella conoscenza di voi stessi perciò, se accade che sorge un certo tedio, accendete un campanello d’allarme e cercate una soluzione.

Quale?

Di certo una delle carenze più importanti potrebbe nascondersi nella motivazione. Cosa vi ha spinto su questa pratica?

Il consiglio di un amico, una lettura interessante, una pubblicità, l’idea di vantarsi con gli amici? Tutte queste motivazioni possono esserci, perché no… ma sono deboli, poco spronanti e di certo la loro spinta in breve tempo si esaurirà.

Personalmente consiglio ai miei allievi di leggere testi di grandi maestri dove si descrive la meditazione per quello che è: una via di liberazione. Solo una motivazione alta può farvi affrontare con forza e a lungo una disciplina ardua e impegnativa come la meditazione.

In caso contrario non torturatevi, desistete…

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Demetrio Battaglia
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Demetrio Battaglia. Ricercatore, scrittore e informatico. Vorresti leggere altri articoli su questo argomento, oppure sei interessato a capire meglio chi sono e di cosa mi occupo? Visita il mio sito.

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