Un grande amico della meditazione: la gioia!

In questo articolo mi piacerebbe approfondire un argomento che giù ho toccato alcune volte in questa rubrica e cioè lo sviluppo dell’empatia attraverso la gioia nelle pratiche di meditazione.

Troppo spesso le pratiche meditative, e in genere i percorsi di consapevolezza e di autoconoscenza, sono associate ad un atteggiamento serioso, compunto persino austero.

Tutto ciò è giusto, corretto, non è una passeggiata la via che conduce a conoscersi, a svelare gli scrigni nascosti nel nostro intimo, anche perché, come ci ricordano miti e fiabe: laddove c’è uno scrigno è facile incontrare il drago che lo custodisce.

E di draghi è lastricata la via dell’autoconoscenza poiché, aprendoci senza remore all’indagine di sé, incontriamo tutte quegli aspetti di noi che di norma nascondiamo, fingiamo di non avere, misconosciamo e occultiamo per non affrontarli.

Non è sbagliato volgere lo sguardo altrove, anzi è umano, ma se il nostro intento è conoscerci veramente e in profondità, l’unica via è affrontare con coraggio quel viaggio che si chiama vita. Per cui la serietà, la dedizione e la disciplina sono qualità assolutamente da apprezzare, ma privi della giusta iniezione di gioia la via per aprire il cuore rimarrà chiusa.

La gioia nella pratica non è una chimera irraggiungibile, quando meditate, qualsiasi sia il metodo che adottate, lasciate che un sorriso sorga e si dipinga sul vostro volto. Sorridete e fatelo nel modo più aperto possibile perché siete alla ricerca di voi stessi, siete impegnati in una delle attività più belle e luminose che mai uomo possa esperire a questo mondo.

Siamo fortunati!

Abbiamo un buon Karma e il destino ci ha condotto ad avere una vita talmente fortunata da poter dedicare del tempo alla ricerca di noi stessi, ad avere la possibilità di svelare le sfumature della nostra personalità che ci ostacolano e, nel contempo, cercare un modo per elevare la qualità delle nostre relazioni, coltivare l’empatia e la vicinanza con gli altri.

Sono veramente poche le persone al mondo che possono permettersi un tale lusso, una tale ricchezza. Un numero esorbitante di nostri fratelli non sa nemmeno se domani avrà l’acqua per bere, il cibo per mangiare, non saprà nemmeno se arriverà a sera!

Quindi, ogni volta che possiamo permetterci di meditare, di praticare discipline che ci aiutino a conoscersi meglio siamo grati, sorridiamo, siamo gioiosi perché ci è stato fatto un grande dono.

Per questo ai miei allievi dico sempre che è corretto dedicarsi con puntualità, precisione, serietà e dedizione, ma il motore di tutto, l’energia che muove tutta la nostra pratica dev’essere la gioia, un potente carburante in grado di permetterci di vivere nella luce anche in quei momenti in cui tutto parrebbe invece trascinarci agli inferi.

Se lo desiderate potrei addirittura darvi un compito e poi, chi vorrà, potrà scrivermi e raccontarmi la sua esperienza. Provate a portare gioia nei vostri ambienti famigliari e di lavoro, fatelo con delicatezza e garbo, fatelo con cautela ma con decisione. Siate luminosi e se qualcuno del vostro ambiente è contento siatelo anche voi, se qualcuno è triste cercate di alleviare le sue sofferenze.

E… fatelo per un motivo utilitaristico!

Già, utilitaristico, perché laddove alberga la gioia tutto riluce e se voi la alimentate vi tornerà decuplicata perché non è un’energia che se donata si dissipa, si consuma anzi, se donate gioia la stessa si moltiplicherà all’infinito.

Provare per credere!

Demetrio risponde

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Demetrio Battaglia
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Demetrio Battaglia. Ricercatore, scrittore e informatico. Vorresti leggere altri articoli su questo argomento, oppure sei interessato a capire meglio chi sono e di cosa mi occupo? Visita il mio sito.

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