Intervista a Eyob Fainel | Il bassanese d’eritrea

Eyob Fainel è volto noto fra gli appassionati della corsa a Bassano del Grappa e non è raro vederlo sfrecciare con la sua falcata lunga ed elegante fra le nostre strade nei periodi (pochi per la verità) in cui è a casa.

Suoi i primati italiani della mezza maratona e della maratona e ora si sta preparando per la gara più importante, quella che da tradizione chiude i giochi, la maratona delle olimpiadi di Tokyo 2021.

Lo abbiamo chiamato in Kenya dove ha fatto una lunga preparazione pre olimpica in altura. Con la sua grande simpatia e umiltà ci ha raccontato la sua storia e ora noi siamo pronti a tifare l’italiano Eyob nell’ultima notte olimpica.

Raccontaci un po’ della tua storia

Sono nato ad Asmara in Eritrea nel 1992. I miei genitori si sono conosciuti mentre erano partigiani e combattevano per la libertà del nostro paese. In uno dei conflitti mio padre venne ferito e proprio a causa di una scheggia rimasta nella spalla, nei primi anni del 2000 è venuto in Italia a farsi operare. I costi per l’intervento, la degenza e la riabilitazione erano importanti così decise di fermarsi in italia per lavorare. Lui è sempre stato un gran lavoratore tanto che in poco tempo ottenne un contratto a tempo indeterminato con un’azienda del bassanese. Dopo alcuni anni decise di ricongiungere la famiglia così io, mia mamma e due fratelli ci trasferimmo in Italia. Nel 2004 quando arrivai a Bassano avevo 12 anni, conoscevo alcune parole in italiano perché l’Eritrea è stata una colonia dell’Italia e ad Asmara è ancora presente una scuola italiana per una piccola comunità.

Qual è stata la tua esperienza quando sei arrivato in Italia?

L’Eritrea e l’Italia sono Paesi molto diversi, l’Italia ha colonizzato l’Eritrea e tante usanze sono rimaste. Sicuramente mi sono messo in gioco, ho cercato io per primo di integrarmi, la mia famiglia ha fatto un grandissimo lavoro con noi e la scuola e lo sport sono fondamentali per far superare le diversità.

Quando hai iniziato a fare atletica?

Come tanti ragazzi della mia età era appassionato di calcio e giocavo nella squadra di S. Vito a Bassano del Grappa. Nel 2009 a seguito di un infortunio non ben curato ho capito che le mie caviglie erano troppo delicate per sopportare un gioco di contatto così lasciai il calcio. In quel periodo Vittorio Fasolo mi chiese se volevo correre e fare atletica. Così cominciai la mia avventura con GAB il Gruppo Atletico Bassano. Quell’anno la squadra allievi del GAB era veramente molto forte, era in serie A ma mancava il mezzofondista così entrai io per i 1.500 e i 3.000. Da li è iniziata la mia storia con l’atletica.

Quando hai cominciato a pensare che questa potesse essere la tua professione?

Se guardo alla mia storia di atleta vedo una strada fatta di incontri casuali ma importanti e decisivi, nessuna strada definita a priori ma opportunità e incastri fortuiti. Da ragazzo non pensavo di poter vivere facendo atletica, fino al 2014 lavoravo e mi allenavo alla sera, ai campionati italiani assoluti mi piazzavo fra le prime posizioni ma dovevo fare un salto di qualità. Così in quell’anno mi presi un mese di ferie, con i soldi risparmiati sul lavoro mi pagai una “vacanza-allenamento” in Eritrea in altura per capire fino a che punto potevo spingermi. Al ritorno vinsi la mezza maratona di Cittadella, poi il terzo posto assoluto ai campionati italiani sui 10.000 metri e via sempre di più.

Nel 2015 ho chiesto e ottenuto la cittadinanza italiana visto che vi risiedevo da oltre 10 anni e lavoravo da almeno 3. Così cominciarono anche le convocazioni con la nazionale di atletica e poi l’ingresso nelle Fiamme oro nel 2018.

Ora ti trovi in Kenya per ultimare la preparazione, quando partirai per Tokyo?

Sono in Kenya (l’intervista è stata fatta il 5 luglio) da quasi un mese, a metà luglio andremo a Saint Moritz, sempre in altura, per completare la preparazione e partiremo per il Giappone a fine luglio /inizio agosto. La maratona è stata spostata da Tokyo a Sapporo che si trova a circa 800 km più a nord. La scelta è stata presa dopo aver visto le difficoltà incredibili avute dagli atleti della maratona dei mondiali di atletica del 2019 a Doha: tantissimi partenti si sono ritirati per il caldo insopportabile. A Tokyo il caldo si farà sentire per cui meglio una località più fresca.

Sei primatista italiano sia della mezza che della maratona, che obiettivi hai per questa olimpiade?

Voglio fare la mia gara, voglio esprimermi al meglio anche perché ho lavorato veramente tanto. Da quel punto di vista sono sereno ma sappiamo che ogni gara è a se stante. Dopo il mondiale di Doha ero deluso e furioso ma ho trasformato quella rabbia in una voglia di rivincita che ha fatto da carburante per le fatiche di questi due anni.

Cosa direbbe Eyob di oggi a Eyob bambino?

Il destino mi ha portato qui, se ci penso è stato un insieme di causalità e di persone giuste al momento giusto, rifarei tutto, non cambierei nulla, per cui a Eyob bimbo direi: “fai ciò che ti piace

sempre e renderai la tua vita perfetta”.

E cosa dire ai bambini e ragazzi che ogni giorno si allenano magari con il desiderio di partecipare alle olimpiadi?

Bisogna innanzitutto fare la cosa che ci diverte, che ci fa sentire bene e poi crederci sempre anche quando ci sono persone che ti dicono che non vali niente. Non si diventa campioni in un giorno: c’è chi ci riesce prima, c’è chi lo diventa dopo. Tutto è possibile ma bisogna mettere in conto il sacrificio e il lavoro, sempre, malgrado tutti, malgrado tutto. Io mi sento appagato da quello che sto facendo ora e la fatica è sopportabile solo in questo modo.

Che compagno e padre sei?

A causa degli allenamenti sono spesso fuori casa anche per lunghi periodi e mi rendo conto di essere un compagno a volte distratto. Ilaria, la mia compagna è molto paziente, mi sa capire e aiutare. Con le mie bambine divento bimbo anch’io, sono il loro compagno di giochi e lascio fare alla mamma, a Ilaria, il ruolo della guastafeste e della severa. Il lockdown dell’anno scorso nei primi tempi è stato un periodo incredibile, ha avuto il grande vantaggio di farmi stare a casa per molto tempo cosa che non era mai successa, ero rilassato perché avevo appena fatto il record italiano a Siviglia e in quel momento una pausa mi è sembrato un regalo incredibile che mi ha permesso di scoprire tante cose della mia famiglia.

Quando sarà la tua gara alle olimpiadi?

Come da tradizione la maratona è la gara che chiude i giochi olimpici. Partiremo alle 7 ore locali (mezzanotte in Italia) e sarà una gara tutta da vedere!

In bocca la lupo EYOB

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