Privacy, social e condivisione di foto

Sempre più spesso le nostre vite e i nostri momenti più belli sono cristallizzati in scatti fotografici che finiscono in rete.

Il più delle volte, a dire il vero, gli scatti che effettuiamo oggi sono realizzati proprio a tal fine, e così, invece di sfruttare le foto per documentare un momento per noi importante, creiamo scatti ad arte con l’obiettivo di soddisfare i gusti dei nostri “amici” e follower.

Finchè le foto ritraggono paesaggi, oggetti, scorci cittadini o animali, nessun problema. Spesso, tuttavia, i nostri scatti, volontariamente o involontariamente, contengono dati personali di terze persone: non solo il volto di un amico o collega con cui ci facciamo consapevolmente il selfie, ma anche un passante sullo sfondo, un bambino che gioca insiema a nostro figlio, un volto inseritosi all’ultimo secondo nell’inquadratura oppure la targa di un veicolo parcheggiato accanto al soggetto della nostra foto.

Possiamo effettuare comunque lo scatto? In tal caso, possiamo, successivamente, pubblicare quello scatto nei social?

Quanto alla prima domanda, la risposta è semplicissima: sì. Salvo casi estremi, in cui il nostro scatto vada a violare “luoghi di privata dimora” (come l’interno di un’abitazione privata o l’interno dell’autovettura altrui) o l’intimità di una persona (es: foto in un campo nudisti), le foto a terze persone o che immortalino dati personali di chiunque in un luogo pubblico o aperto al pubblico sono lecite. Sono lecite, in particolare, se “a uso privato/personale”, ovvero per un utilizzo strettamente riservato di chi effettui lo scatto.

Ricordatevi, peraltro, che avete un onere di custodia delle stesse: in caso di furto o smarrimento del telefono o del pc, potreste essere ritenuti responsabili della loro diffusione.

Quanto alla possibilità di pubblicarle, invece, la risposta cambia radicalmente, imponendo – come regola generale – il divieto di pubblicazione di qualunque dato personale di terzi senza il loro espresso – e documentato – consenso (o, in caso di minori, il consenso dei genitori).

Pertanto: potete fotografare la festa di fine anno dei vostri bambini insieme ai loro compagni, ma non potrete pubblicare quella foto nei social. Potrete fare foto in spiaggia, in strada, o al parco giochi, ma, se contengono dati o foto di terzi, senza il loro consenso non potete pubblicarle in rete o condividerle nei gruppi di messaggistica.

“Ma lo fanno tutti!”, penserete voi. Certo, moltissimi lo fanno, come moltissimi violano il limite di 50 km/h nei centri abitati. La violazione ripetuta di una norma, tuttavia, non rende lecito un atto illecito.

E se toccasse a voi, di comparire in una foto pubblicata senza il vostro consenso? Potreste chiederne la rimozione e chiedere – e ottenere – il risarcimento degli eventuali danni subiti a causa di quella pubblicazione.

Laddove, infine, lo scatto pubblicato avesse connotati sessuali e fosse stato pubblicato per vendetta, allora potreste sporgere denuncia penale per violazione dell’art. 612 ter c.p., la versione italiana del c.d. revenge porn. Di questo, però, parleremo meglio nel prossimo articolo.

Chi è Aldo Benato

Aldo Benato è un avvocato specializzato nella gestione e tutela dei dati personali e aziendali e in materia di criminalità informatica.

Avvocato presso il Foro di Treviso e Data Protection Officer certificato ai sensi della norma UNI 11697, si occupa da anni di diritto e informatica e ha maturato una consolidata esperienza in materia di privacy & data protection, criminalità informatica e diritto della Rete. Parallelamente, matura una forte esperienza nel settore della formazione per scuole, aziende, professionisti e Forze dell’Ordine

Recentemente ha scritto il libro “Dizionario del Web – La guida per capire” (www.dizionariodelweb.it), uno strumento pensato per aiutare a sfruttare il web e la tecnologia con maggiore consapevolezza.

www.benato.it

Per approfondire un tema o contattare l’Avvocato Aldo Benato puoi scrivere un’ e-mail a: aldo@benato.it

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