La Consapevolezza, antidoto allo stress emotivo

Il tema è delicato perché qualcuno potrebbe sentirsi giudicato visto che, forse, non ha mai praticato meditazione o non ha mai avuto modo di conoscere le pratiche di consapevolezza.

Nulla di tutto questo, nessun giudizio né tantomeno nessuna volontà di discriminazione.

Siamo semplicemente pellegrini in cammino sul sentiero della Vita e le esperienze che incontriamo, se ben comprese, plasmano la nostra personalità. La domanda piuttosto è: “Come posso essere maggiormente presente, consapevole della mia esistenza?”

Che corrisponde al chiedersi quanto, di ciò che pensiamo, scegliamo, facciamo tutti i giorni, sia effettivamente frutto della nostra volontà e non, invece, frutto di spinte esterne, di induzioni, di plagi, di educazione ricevuta.

Ponetevi questa domanda: “Di tutte le cose che in una giornata metto in atto, di qualsiasi genere esse siano, quali realmente sono frutto di una mia scelta? E quante invece indotte da spinte a me esterne?”

Quasi tutto quello che facciamo, diciamo, ma anche pensiamo nasce fuori da noi. È come se reagissimo stile automa a stimoli esterni che mettono in moto automatismi interni. Non so come la vedete voi, ma questo è, se non altro, inquietante… no?

Qualche esempio pratico: “La TV dice una cosa e in me scatta un meccanismo, ascolto la radio, leggo una notizia nel quotidiano, do uno sguardo allo smartphone e quello che vedo, leggo, sento fa scattare una serie di congegni interiori la maggior parte dei quali sono automatici, non ho su di essi il minimo controllo. Perché? Semplicemente perché non lo esercito e perché sono abituato ad assecondare pedissequamente gli impulsi che mi guidano senza frapporre criteri di giudizio.

Cosa accade dentro di noi?

Anche questo è relativamente semplice da comprendere. Lo stimolo esterno innesca meccanismi ben oliati che sono parte stessa della nostra formazione fin dall’infanzia. Quindi, ad esempio, una determinata notizia innesca la Paura, un’altra la Rabbia, un’altra il Senso di Appartenenza e ci troviamo in balia di emozioni che non siamo in grado di controllare.

Accade quindi, come dice la psicologia, una sorta di sequestro da parte delle emozioni che ci abitano.

Come ci aiuta la meditazione?

Su questa rubrica ho avuto modo di spiegarlo molte volte, ma in questo preciso periodo storico di potenti pressioni sulla psiche di tutti, forse è necessario ribadire il concetto proprio per non diventare preda delle immense correnti emotive che, oggi, catturano e trascinano con sé la maggior parte delle persone.

Alimentare, nutrire o allenare il cosiddetto Osservatore diventa essenziale per tornare a essere padroni delle proprie scelte, per tornare a gestire la propria esistenza se non altro facendo scelte non dettate dal contingente, ma frutto di discernimento e ponderazione.

Le pratiche di consapevolezza, quindi, creano una condizione interiore di presenza forte e solida che si frappone allo strapotere emotivo generato esternamente a noi e che, se non controllato, porta inevitabilmente a diventare succubi degli eventi esterni.

Mi auguro di avervi se non altro portato a riflettere sull’importanza di queste pratiche in questo preciso momento storico così complesso per ognuno di noi.

Demetrio risponde

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Demetrio Battaglia
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Demetrio Battaglia. Ricercatore, scrittore e informatico. Vorresti leggere altri articoli su questo argomento, oppure sei interessato a capire meglio chi sono e di cosa mi occupo? Visita il mio sito.

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