Meditare assieme – Meditare per essere

Questo è un tema che non penso di aver mai affrontato in questa rubrica, ma è di grande importanza. Se mi seguite da qualche anno, se avete letto qualche mio articolo qua e là, avrete compreso quale sia l’importanza della meditazione nella vita di ognuno di noi.

Non tanto per il suo indubbio valore spirituale, ma anche per la sua capacità di renderci focalizzati, sereni, in pace con noi stessi e non più in preda delle emozioni negativo-distruttive.

Questi benefici, ormai conclamati dalla scienza, inducono sempre più persone ad approcciarsi alle pratiche di consapevolezza, a mettersi in gioco cercando di disciplinare una mente sempre più oberata dai pesi di una vita complessa e, senza dubbio, sempre più difficile da gestire.

Vi è però un orizzonte che spesso non si esplora proprio perché la meditazione è solitaria, una pratica che viene concepita e raccontata come pratica di isolamento in cui ognuno è solo con se stesso nell’esplorazione della propria interiorità.

Tutto vero ma…

Meditare in gruppo è meraviglioso!

Da docente di meditazione e pratiche di consapevolezza ormai pluridecennale non posso che spezzare una lancia in favore della meditazione in gruppo. È una pratica splendida che aiuta tantissimo, soprattutto i neofiti, a entrare e ad appassionarsi a queste pratiche.

Meditare assieme aggiunge, a tutti i benefici già conosciuti della meditazione, anche quell’indubbia qualità che solo un gruppo di persone ha quando si riunisce.

Fate qualche esperimento, credetemi…

Se siete già padroni di qualche semplice pratica meditativa, anche la più semplice di stare sul respiro e a contatto col corpo, coinvolgete i famigliari oppure gli amici o, perché no, i colleghi d’ufficio.

Chiedete loro di dedicare qualche minuto prima di un incontro, o della colazione, o di una riunione, a un momento di centratura e di empatia. Chiedete loro di stare per qualche momento in osservazione del proprio respiro e poi di rivolgere un pensiero di benevolenza al proprio famigliare, amico o collega. Chiedete loro di farlo con semplicità e dedicate i primi minuti di qualsiasi incontro a questo momento di silenzio consapevole.

Tutto il gruppo ne gioverà, l’energia che circolerà nella stanza e nell’insieme di persone in essa raccolte sarà più luminosa e nutriente. Questo è il corretto modo di iniziare un incontro perché ogni incontro tra persone sia e diventi nutriente e apportatore di benefici.

All’inizio, magari, anche solo alla vostra proposta ci saranno risatine, nervosismi, sfottò pure ma è normale si tratta di rigidità automatiche di persone corazzate non in grado di mostrarsi per quello che sono e perciò costrette ad innalzare vari e differenti tipi di barriere pur di non svelare  se stessi.

Non importa, sfoderate un bel sorriso e gentilmente chiedete loro di dedicarvi, dedicare al gruppo, qualche minuto del loro prezioso tempo.

Vedrete che dopo qualche tentativo, quando il ghiaccio che naturalmente si forma come crosta su ogni persona si sarà sciolto, gli animi si scalderanno e attraverso il semplice respirare assieme ad occhi chiusi si raggiungerà in fretta una forma di calda empatia e, senza sforzo, sorgerà un sorriso unanime.

Vi lascio con le parole di qualcuno ben al di sopra di tutti noi… il Cristo:

Dove due o tre sono riuniti nel mio nome io sono in mezzo a loro

Demetrio risponde

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[email protected]demetriobattaglia.com

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Demetrio Battaglia
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Demetrio Battaglia. Ricercatore, scrittore e informatico. Vorresti leggere altri articoli su questo argomento, oppure sei interessato a capire meglio chi sono e di cosa mi occupo? Visita il mio sito.

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