Spazio donna e la rete di associazioni antiviolenza

La violenza contro le donne non conosce età, classe sociale, formazione scolastica: è trasversale e soprattutto è un problema reale e sempre attuale. Le statistiche nazionali parlano chiaro: nel 2020 a seguito della pandemia e del lock down vi è stato un aumento notevole di richieste ai Centri Antiviolenza (31.688 chiamate nel 2020 contro le 21.290 del 2019, nei i primi 6 mesi del 2021 sono già 16.482) e le vittime sono in costante aumento. Da gennaio 2021 fino ad ottobre sono già 52, nel 2020 le donne uccise sono state 71. In questi dati così drammatici leggiamo un disagio molto forte che i centri territoriali toccano con mano ogni giorno.

Come lavora la rete delle associazioni antiviolenza?

Lo abbiamo chiesto a Maria Pia Mainardi presidente di Questacittà – Spazio donna, Onlus che dal 2007 lavora nel campo.

Lo Spazio Donna fin dall’inizio ha instaurato e consolidato rapporti di collaborazione con gli operatori dei servizi pubblici e del privato sociale ed ha contribuito al funzionamento di una Rete Antiviolenza Territoriale avviata con i due protocolli d’intesa sottoscritti dall’Azienda Ulss 7, Conferenza dei Sindaci, Forze dell’Ordine, Associazione Questacittà, Casa Sichem e Centro Ares.

Il centro antiviolenza spazio donna è riconosciuto dalla Regione Veneto ed è parte del Coordinamento dei Centri Anti Violenza del privato sociale della Regione Veneto (IRIS).

Come è formata l’équipe dello Spazio Donna – Centro Antiviolenza?

Presso di noi opera un’équipe, multidisciplinare (psicologhe, psicoterapeute, counsellor, avvocati, educatrici, mediatrici e volontarie) composta da donne professioniste con formazione specifica e permanente sulla gestione dei percorsi di uscita dalla violenza di genere, come previsto dalle norme nazionali.

Quali storie si possono raccontare?

Noi non possiamo parlare delle singole storie perché sono facilmente identificabili, possiamo dire che la violenza sulle donne si manifesta soprattutto nell’ambito familiare o nella cerchia di conoscenti, attraverso minacce, maltrattamenti fisici e psicologici, atti persecutori o stalking, percosse, abusi sessuali. Una forma di violenza contro le donne è anche la violenza economica che consiste nel controllo del denaro da parte del partner, nel divieto di intraprendere attività lavorative esterne all’ambiente domestico, al controllo delle proprietà e al divieto ad ogni iniziativa autonoma rispetto al patrimonio della donna.

Come vi comportate in questi casi?

La metodologia prevede che ogni azione (denuncia, separazione, attivazione dei servizi) venga intrapresa con il consenso della donna e che si lavori sempre per il suo vantaggio, attraverso una modalità che consenta alla donna di parlare di sé, offrendole la possibilità di credere in se stessa, secondo i presupposti della protezione (immissione nella casa rifugio), della riservatezza e del non giudizio da parte delle operatrici.

Negli interventi d’urgenza cosa prevede il protocollo?

Effettuata formazione dei medici e operatori del Pronto Soccorso di Bassano del Grappa ed Asiago e Forze dell’Ordine, si è iniziato un coordinato rapporto di lavoro sulla violenza. Nel frattempo è stata organizzata, da cinque anni, la possibilità di chiamata (reperibilità) al nostro centro per risposta immediata a Pronto Soccorso e Forze dell’Ordine. Ci attiviamo subito, raggiungendo la vittima e cercando le soluzioni per l’immediato. Se la situazione è grave la donna viene accompagnata in una casa protetta. Queste donne in difficoltà sono sole perché hanno perso tutte le connessioni familiari e sociali e noi cerchiamo di tutelarle mettendo a disposizione anche un’avvocata che le guidi nei primi passi della denuncia.

Hai bisogno di aiuto?
puoi rivolgerti a loro:

SPAZIO DONNA:

Via Schiavonetti, 8 Bassano del Grappa

0424 521483

ALTRE SEDI SPAZIO DONNA:

• Via Natale delle Laste, 2 Marostica

• Via Nazionale, 92/A Tezze sul Brenta

• Via IV Novembre, 15/P Valstagna

366 1537585

CASA DI PRONTA ACCOGLIENZA SICHEM ONLUS:

Via Beata Giovanna, 80/A Bassano del Grappa

0424 529041 -340 9234872

CeAV SPORTELLO DONNA “Maria Grazia Cutuli“:

Via Pasini, 33 Schio

0445 691391

CeAV Comune di Vicenza:

Donna Chiama Donna onlus Via Stradella dei Cappuccini, 67 Vicenza

0444 230402

1522

numero verde nazionale antiviolenza e antistalking

Cosa state osservando con le giovani generazioni?

Man mano che cambiano le generazioni troviamo modalità di violenza diversa. Le ragazze giovani sono spesso vittime di ricatti dovuti allo scambio di materiale fotografico intimo e personale. Per amore sono portate a fidarsi completamente del partner ma questo può manifestare la propria violenza a distanza di tempo.

L’anno scorso abbiamo condotto una serie di incontri on line con le scuole superiori in cui abbiamo cercato di far capire alle ragazze di non permettere al proprio partner il controllo ed il possesso, perché non si deve mai perdere di vista la propria individualità. Avere una persona che controlla tutto di noi non vuol dire avere vicino una persona che ci ama.

Quali sono i campanelli d’allarme da attenzionare?

Tutto inizia con il controllo, la gelosia, purtroppo abbiamo notato che chi ha vissuto violenza in casa da piccola, tende a sopportare altra violenza da adulta e questo è paradossale, ce ne rendiamo conto.

L’anno scorso grazie a dei fondi regionali abbiamo fatto tantissimi incontri nelle scuole. In questi incontri non parliamo esclusivamente di violenza, ma anche di stereotipi culturali sulle donne, sul loro lavoro, sull’ indipendenza economica.

Cosa possiamo dire e fare per le donne vittime di violenza?

Invitiamo loro ad entrare nei nostri centri (8 sportelli decentrati) che agevolano molto le donne che desiderano chiedere aiuto e permettono loro di sfuggire al controllo del partner maltrattante. Nei comuni più piccoli, inoltre, sono state promosse serate informative e laboratori creativi per fare incontrare donne tra loro e per potersi confrontare sui temi a loro più cari; incontri creati, promossi, seguiti e gestiti dalle operatrici e da alcune volontarie ed improntati tutti sulla creatività (tessitura, fotografia, collane, accessori, borse, patchwork, passeggiate). In conformità a ciò, dal 25 Novembre, nel giorno deputato alla lotta contro la violenza sulle donne, verrà inaugurata nella chiesa di San Giovanni a Bassano la mostra “Com’eri vestita” con i vestiti delle donne che hanno subito violenza, aperta dal 24 Novembre al primo Dicembre. Per troppo tempo infatti si è diffusa l’idea che fosse l’abbigliamento della donna a scatenare la reazione violenta dell’uomo. Niente e nessuno può giustificare questo.

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