CYBERSTALKING: come tutelarsi dalla persecuzione online

Con il termine cyberstalking si allude oggi a tutte quelle condotte persecutorie che possano essere perpetrate attraverso la rete e tali da causare delle conseguenze effettive per la vittima. In particolare, a norma dell’art. 612 bis del Codice Penale, si è in presenza di stalking informatico laddove l’attività persecutoria, oltre a essere posta in essere attraverso la rete, abbia comportato, per la vittima, un perdurante stato di ansia o paura, il timore per la propria incolumità o la necessità di cambiare le proprie abitudini di vita. Se non è riscontrabile alcuno di questi effetti, invece, la condotta persecutoria non configurerà stalking ma potrà, eventualmente, integrare altre fattispecie penali “minori”, quali a esempio la molestia, la minaccia, la violenza privata o la diffamazione.

Quali sono le forme attualmente più diffuse di cyberstalking? Ve ne sono tantissime: la presenza indesiderata (che, online, può essere ottenuta apponendo like o commenti a ogni pubblicazione o interazione online della vittima), richiesta continua e ridondante di contatto con messaggi, email o telefonate, continui apprezzamenti, fino ad arrivare alla condivisione di informazioni o dati personali della vittima, alle molestie, alle minacce, alla diffamazione e alla violenza privata.

Come ci accorgiamo di essere vittima di stalking? Facile: sarà lo stalker, in genere, a fare in modo che ce ne accorgiamo. Spesso, tra l’altro, lo farà manifestando apertamente la propria identità, perché molti stalker non temono conseguenze penali per il fatto di interagire con toni cortesi e adulatori, seppur invasivi, continuativi e ridondanti.

Chi ci “stalkera” online? Solitamente un ex, o una persona interessata ad avere, o a tornare ad avere, un rapporto con noi: affettivo, lavorativo o, più in genere, personale.

Come ci possiamo tutelare? Ritengo che ci siano alcuni step molto importanti ed efficaci per la nostra tutela:

1. condivisione: parliamo subito a una persona di nostra fiducia di queste attenzioni indesiderate;

2. documentazione: facciamo screenshot di ogni interazione indesiderata subita, in modo da poter, in un momento successivo, ricostruire agevolmente la vicenda;

3. chiarezza: dobbiamo essere chiari e inequivoci verso i nostri indesiderati interlocutori, accantonando momentaneamente alcune inutili e fuorvianti “attenzioni” alla loro sensibilità; se non avete piacere di ricevere messaggi, scriveteglielo chiaramente, in modo che non possano esserci dubbi; un messaggio da cui traspare chiarezza e fermezza è, spesso, molto efficace;

4. blocco: ove possibile, bloccate subito ogni profilo utente che vi stia perseguitando; 

5. denuncia: se il vostro interlocutore continua a tormentarvi nonostante i vostri messaggi espliciti con cui gli avete chiesto di lasciarvi in pace, sporgete denuncia.

Non temete che una denuncia sia una misura “troppo pesante” per una persona che vi riempie di complimenti indesiderati: il passaggio da complimenti e apprezzamenti a serie e concrete minacce, spesso, è più rapido di quanto possiate pensare.

Chi è Aldo Benato

Aldo Benato è un avvocato specializzato nella gestione e tutela dei dati personali e aziendali e in materia di criminalità informatica.

Avvocato presso il Foro di Treviso e Data Protection Officer certificato ai sensi della norma UNI 11697, si occupa da anni di diritto e informatica e ha maturato una consolidata esperienza in materia di privacy & data protection, criminalità informatica e diritto della Rete. Parallelamente, matura una forte esperienza nel settore della formazione per scuole, aziende, professionisti e Forze dell’Ordine

Recentemente ha scritto il libro “Dizionario del Web – La guida per capire” (www.dizionariodelweb.it), uno strumento pensato per aiutare a sfruttare il web e la tecnologia con maggiore consapevolezza.

www.benato.it

Per approfondire un tema o contattare l’Avvocato Aldo Benato puoi scrivere un’ e-mail a: aldo@benato.it

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