Da Luisa al Pick Bar – Giorgio Tassotti si racconta a Claudio Strati

Attento cultore del clima artistico bassanese Giorgio Tassotti ha affrontato con caparbia volontà tante avventure lavorative nel corso della sua vita. Giornalista, socio di un negozio di complementi d’arredo e poi di un mobilificio, da oltre sessant’anni il suo nome si lega in maniera indissolubile all’attività come stampatore ed editore. 

Condensare così tanti anni di storia in poche pagine è impresa ardua: già nel 1997 era uscita una monografia a tiratura limitata in occasione dei 40 anni delle Grafiche Tassotti, ma era tempo di fissare altre memorie. La comune condizione vissuta durante le chiusure causa pandemia ha messo l’acceleratore sul progetto. Così, oltre ad avere recuperato materiale e documenti conservati da tempo, il vulcanico Giorgio ha scelto un interlocutore che lo aiutasse nella stesura finale: il giornalista Claudio Strati, cui è toccato lavorare idealmente di cesello.

Pur in forma di intervista, questa summa della vita del giovanotto bassanese classe 1934 scorre con la piacevolezza di un racconto in cui luoghi, date e aneddoti si intrecciano in maniera pressochè perfetta. O meglio, i tanti episodi fanno emergere anche quello sguardo imprenditoriale critico che non manca di sottolineare gioie e difficoltà vissute. Portare avanti un’azienda che ha saputo cogliere il valore unico dell’eredità remondiniana non è impresa facile; un lavoro che si caratterizza per una ricercata attenzione all’arte del passato e per i tanti artisti incontrati nel corso degli anni con cui instaurare collaborazioni lavorative importanti.

Essendo l’arte il fulcro del lavoro da stampatore, quella passione si riflette nel titolo “da Luisa al Pick Bar”: un riferimento preciso agli anni ‘50 e ‘60 in cui tanti artisti, locali e non solo, hanno frequentato quel particolare ambiente in Piazzotto Montevecchio. All’epoca il coacervo di creativi individuò nelle salette dello storico caffè Giubilato il luogo ideale per accogliere iniziative culturali dando vita al C.A.B., il Circolo Artistico Bassanese. Grazie alla visione lungimirante di Luisa Giubilato vennero organizzate mostre personali e collettive con cadenza quindicinale. Nella ricostruzione di quegli anni straordinari emergono tanti volti che hanno segnato la cultura artistica bassanese: da Danilo Andreose a Vito Pavan, da Bruno Breggion a Federico Bonaldi, ma anche Pompeo Pianezzola, Sergio Schirato, Renata Bonfanti, Ennio Verenini, Gino Pistorello, Andreino Remonato e tanti altri. Un’attività continuata per molti decenni che ha reso celebre il locale ben oltre i confini della città. L’amicizia nata con molti di questi artisti ha poi portato alla realizzazione di stampe ed edizioni particolari, su tutti Federico Bonaldi. Con l’artista cantore del genio popolare comune a tutti i popoli del mondo, Tassotti ha dato alle stampe serie rivelatesi capolavori: nel 1969 le “Taumaturgiche” e poi “I 12 segni zodiacali”, “I mesi dell’anno”, “I proverbi veneti”, “Uccello gallo e gallina”, ma anche i volumi “Crisi 3.7.33-3.7.83” e “I racconti di Kyoto”. 

Con la presentazione del volume presso la Costenaro Assicurazioni il venerdì 14 gennaio alle ore 18.00 prossimo, si da il via ad una serie di incontri culturali volti ad approfondire temi legati alla “Collezione Costenaro – Una storia della ceramica”. In questa prima occasione Giorgio Tassotti sarà in dialogo con Claudio Strati e Giandomenico Cortese, approfondendo in particolare i gloriosi anni del Pick-Bar e la figura di Federico Bonaldi.

L’appuntamento da segnare in agenda è per ogni secondo venerdì del mese: prossimo evento l’11 febbraio con il prof. Mauro Zocchetta.

Articolo a cura di: Marco Poloniato

Presentazione del volume “Da Luisa al Pick Bar – Giorgio Tassotti si racconta a Claudio Strati”

Auditorium Collezione Costenaro Assicurazioni

Venerdì 14 gennaio 2022 ore 18.00

Per info: 0424 382586

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