Natale a occhi chiusi – Meditare per essere

Un altro anno si è appena spento… e che anno, lasciatemi dire.

Avevamo vissuto il 2020 con una certa difficoltà e, ricordo bene, la speranza per il 2021 era alta, molto alta. Purtroppo anche l’anno appena trascorso si è rivelato un percorso in salita, con molte difficoltà e, di nuovo purtroppo, lo abbiamo chiuso con un certo affanno rivolgendo uno sguardo incerto al nascente 2022.

Chi si occupa di percorsi di consapevolezza e presenza mentale sa che in queste situazioni, in queste condizioni ambientali, la mente e tutto il bagaglio di emozioni che si porta appresso, si disequilibra costantemente ed è in perenne insicurezza. Viviamo un periodo storico che porta con sé un carico di disagio e sofferenza tale da metterci sovente in una condizione incerta, insicura, priva di una qualsivoglia stabilità.

Una cosa è certa…

La storia dell’uomo è un perenne susseguirsi di momenti come questi: guerre, pestilenze, carestie, catastrofi naturali, migrazioni di massa, non vi è mai stato un periodo dell’uomo in cui si sia vissuto in una specie di Eden paradisiaco, mai…

Quindi lamentarsi e affliggersi per questa situazione ha poca utilità, pressoché nulla, visto che contribuisce solamente ad alimentare le nostre parti svilenti e autosvalutanti.

Che fare allora?

Il titolo di questa rubrica, che da poco ha compiuto tre anni, è Meditare per Essere. La mia profonda convinzione è che l’uomo è su questo pianeta per Essere, piuttosto che per Divenire. Tutti i maestri spirituali, e molti filosofi, della storia dell’umanità, da migliaia di anni ci esortano a imboccare la via dell’essere e non quella della mondanità, del divenire, dell’aggrapparsi a ciò che per sua stessa natura è impermanente.

Ora più che mai la nostra capacità di autoosservazione dovrebbe attivarsi poiché mai come ora, questa generazione, è chiamata all’equilibrio, alla calma mentale, alla capacità di osservare.

I periodi più difficili del percorso umano sono sempre stati i più fecondi, quelli che hanno prodotto le più grandi e rivoluzionarie idee. Se si rimane aggrappati all’idea che si aveva di noi non facciamo il nostro bene perché tutto è in costante divenire e tutto muta giorno dopo giorno, minuto dopo minuto. Panta rei, tutto scorre come l’acqua di un fiume, diceva Eraclito e se non ci issiamo in quello stato d’essere che ci permette di osservare lo scorrere del tempo e delle situazioni quel fiume ci travolgerà. Da Caos nasce Cronos, nei momenti più difficili l’uomo mette in moto le sue migliori qualità: l’intelligenza, la creatività, la capacità di vedere soluzioni dove apparentemente non ve ne sono; questo ci distingue dal resto del creato.

Vi è però una fondamentale differenza tra chi vi riesce e chi si lascia trasportate dagli eventi.

La consapevolezza di poter raggiungere uno stato di presenza, di controllo delle emozioni, di autoosservazione tale da riuscire a trovare una via d’uscita, un nuovo stato d’essere, un nuovo equilibrio.

Questo periodo dell’anno è molto adatto a trovare momenti di pace e serenità. Prima di reimmergervi nell’abituale frenesia dedicate qualche momento alle pratiche meditative. Non necessariamente devono essere il classico mettersi a gambe incrociate sul cuscino da meditazione, ma può essere proprio un momento della giornata in cui, a occhi chiusi, cercate in voi un luogo di pace e centratura per una manciata di minuti. Rimanete per un po’ nel solo osservare il ritmo della vita che scorre in voi: il battito del cuore, il respiro che vi nutre, il susseguirsi delle sensazioni.

Chiudere gli occhi e stare in presenza e pace può diventare uno dei momenti più importanti di questo inizio 2022 per cui il mio sincero augurio è proprio quello di trovare il tempo della presenza e della serenità.

Auguro a tutti voi e alle vostre famiglie sinceri momenti di pace, rivolgendo uno sguardo di speranza a questo nuovo anno.

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