Spazio Zen – Dicembre 2021

Anche il problema sanitario non è un problema solo sanitario.

Perché riguarda, e lo sappiamo bene, tutta la nostra persona, il nostro essere.

Cioè il corpo non può essere curato nella sua integralità se non si cura anche l’anima, tutte le anime.

Le recenti manifestazioni sui vaccini e sul green pass ci dicono, quindi, che il tema non riguarda i vaccini e il green pass, ma tutto il nostro essere, e anzitutto la nostra anima.

Che cosa dunque chiede la nostra anima, al di là di vaccini e green pass?

Qual è l’origine, perciò, di quella rabbia interiore che poi abbiamo visto sfociare in tanti modi, da quelli violenti a quelli non-violenti?

Lo diceva il grande Platone nel Carmide che curando le anime curiamo anche i corpi.

In questi quasi due anni abbiamo dato per scontato che la vera cura sia quella dei corpi, tanto da affidare agli scienziati il compito della nostra “salvezza”.

Ma gli scienziati e i medici, ai quali va la nostra gratitudine per i vaccini e la dedizione con la quale seguono i pazienti, possono arrivare sino a un certo punto.

Perché la “salvezza” del corpo non è tutta la “salvezza” di cui abbiamo bisogno.

Importantissimo, dunque, il loro lavoro e la loro competenza, ma la vita è più grande anche della medicina.

E in tutti noi, chi in modo palese, come in quelle manifestazioni, chi in modo meno evidente, sentiamo una inquietudine che ci fa dire che noi non siamo solo corpo.

Anzi, mi verrebbe da dire che abbiamo scoperto che non l’anima è nel corpo, ma è il corpo che è nell’anima.

Noi insomma siamo anima, siamo coscienza, siamo pensiero ed emozione e cuore e sensibilità e memoria…

Così scopriamo che la medicina in fondo, come tutti i saperi e le esperienze, ha un fondo non-materiale.

Non solo.

Medicare, che è atto sul corpo, e meditare, atto della coscienza, si implicano, anche attraverso, forse, una stessa radice.

È il mistero della vita.

Leopardi, nel suo Zibaldone, alla data del 5 luglio 1823, annotava questa curiosa etimologia (non so in che misura fondata) secondo la quale “meditare” deriverebbe dal latino “medeor”, che significa curare, medicare.

Così, quando diciamo “basta la salute” dobbiamo intenderci bene.

Meditare per qualche minuto ogni giorno, ha annotato Gianfranco Ravasi, non è tempo perso.

Anzi, è una sorta di fermento che feconda il nostro pensare e agire, impedendo che si disperdano in vuote chiacchiere.

È una medicazione necessaria, aggiunge sempre Ravasi, soprattutto quando la superficialità ha aperto tante feritoie sulla nostra coscienza, lasciando che si disperda l’anelito alla verità.

Nella frenesia di questi nostri tempi, forse rallentare, un po’ anche appartarsi e pensare al senso di chi siamo e del tempo nel quale viviamo, è la vera domanda di salute.

Quella salute che auguriamo a tutti pensando al Santo Natale che sarà tra pochi giorni.

Perchè il valore del Natale non è tanto o solo di una festa tutta festeggiante, per i giorni di vacanza, ma rimanda a qualcosa oltre.

L’oltre, che è il senso della vita.

chi è GIANNI ZEN

Gianni Zen, laureato in filosofia, ha dedicato la sua vita professionale alla scuola, prima come docente e poi come dirigente scolastico in importanti scuole del vicentino quali l’Istituto Rossi di Vicenza e il Liceo Brocchi di Bassano. Sotto la sua guida il liceo bassanese ha conosciuto una crescita repentina fino a diventare il secondo istituto d’Italia per numero di ragazzi frequentanti. Persona estremamente attiva, è da sempre sostenitore di una grande riforma del mondo della scuola. In “Spazio Zen” dirà la sua su temi di attualità legati al mondo della scuola e del lavoro.

Per approfondire un tema o contattare Gianni Zen puoi scrivere un’e-mail a: giannizen@libero.it

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