Canova Ebe

museo civico di bassano del grappa
fino al 30 maggio 2022

Ebe, simbolo dell’eterna giovinezza e coppiera degli Dei, è risorta dalle ceneri. O, più correttamente, dai frammenti che, all’indomani del bombardamento alleato su Bassano del 24 aprile 1945, vennero raccolti come reliquie. Reliquie di un gesso tra i più belli e affascinanti tra quelli realizzati dal celebre scultore di Possagno.

Questi frammenti sono rimasti nei depositi dei Musei Civici per più di 70 anni, abbandonati all’oblio perché la loro ricomposizione è stata a lungo ritenuta impossibile. Poi, la messa a punto di nuove tecnologie applicate al restauro ha permesso alla mitica Ebe di Bassano del Grappa di ritrovare la sua forma e la sua grazia. A ridarle vita ha provveduto un innovativo intervento conservativo, interamente finanziato dal Rotary Club Distretto 2060, dal Rotary Club Bassano del Grappa e dal Rotary Club Asolo e Pedemontana del Grappa. All’impresa hanno collaborato anche il Comune e i Musei San Domenico di Forlì, proprietari della versione marmorea di Ebe cui il gesso bassanese è collegato.

Per celebrare l’evento, la Città di Bassano del Grappa, tramite i Musei Civici diretti da Barbara Guidi, ha deciso di proporre il capolavoro ritrovato quale protagonista di una mostra, sulla rivisitazione canoviana della figura mitologica di Ebe cui lo scultore di Possagno ha saputo dare sembianze tanto perfette da rimanere indelebilmente impressa nell’immaginario collettivo. Un’esposizione che coinvolge quaranta opere tra incisioni rinascimentali, preziosi volumi illustrati, ma anche disegni, gioielli, dipinti e gessi dello stesso Antonio Canova.

Sfuggente ma al contempo intrigante, il mito di Ebe ha conosciuto un’alterna fortuna nella cultura occidentale. Citata da Omero e da Esiodo, a Ebe, figlia di Zeus e di Era, spettava il ruolo di enofora, l’ancella delle divinità. Il misterioso nettare che mesceva donava l’immortalità e l’eterna giovinezza. Canova seppe condensare il mito di questa divinità adolescente in un’immagine emblematica, quella della gioventù colta all’apice della sua fiorente bellezza, in quel fugace momento di perfezione che anticipa l’età adulta. Ne realizzò due differenti versioni. La prima, in cui la giovane dea, che si appresta a mescere l’ambrosia, atterra su una spumosa nuvola; l’altra, colta mentre appoggia leggiadramente i piedi alla base di un tronco d’albero. Entrambe le versioni, trasposte in marmo, sono il vanto di quattro importanti collezioni pubbliche e private d’Europa: dall’Alte National galerie di Berlino al Museo Statale dell’Ermitage di San Pietroburgo, dalla Collezione Devonshire a Chatsworth ai Musei San Domenico di Forlì. Nel Salone Canoviano del Museo bassanese, Ebe sarà posta vis à vis con la prima versione in gesso del medesimo soggetto, patrimonio della padovana Collezione Papafava.

Salone del Museo Civico con quadreria e opere di Antonio Canova, prima del giugno 1940. Archivio fotografico - Musei Biblioteca Archivio Bassano del Grappa

Della statua esistono ben quattro versioni, autografe di Canova, oltre all’originale modello in gesso. La prima fu eseguita nel 1796 su commissione del conte Giuseppe Giacomo Albrizzi e venne inviata a Venezia poco prima della fine dell’anno 1799; successivamente venne ceduta al collezionista veneziano Giuseppe Vivante Albrizzi, il quale la vendette nel 1830 al re di Prussia Federico Guglielmo III. Questa primo esemplare oggi si trova presso l’Alte National galerie a Berlino. 

La seconda versione dell’Ebe, invece, fu scolpita su richiesta di Giuseppina Beauharnais, prima moglie di Napoleone; esposta nel Salon di Parigi nel 1808, l’opera entrò a far parte delle collezioni imperiali russe nel 1815, ed oggi è esposta al Museo dell’Hermitage di San Pietroburgo. 

Frammenti della Ebe di Antonio Canova, post 24 aprile 1945 Archivio fotografico - Musei Biblioteca Archivio Bassano del Grappa
Frammenti della Ebe di Antonio Canova, 2020 Bassano del Grappa, Museo Civico
Antonio Canova, Ebe, 1817, gesso Bassano del Grappa, Museo Civico

Ambedue le versioni destarono aspre critiche. A non piacere erano l’impiego del bronzo per la coppa e di una patina rosata applicata per conferire verosimiglianza all’incarnato dell’Ebe, la presenza di una nuvola ai suoi piedi (motivo desunto dal repertorio figurativo barocco e pertanto sentitamente disprezzato) e la mancanza di espressione nel suo volto. Ai diversi detrattori Canova rispose in questo modo: 

«Mi sarebbe stata cosa assai facile il dargliela [l’espressione] ma certamente alle spese di essere criticato di chi sa conoscere il bello; l’Ebe sarebbe diventata una baccante» 

Non mancarono, tuttavia, gli entusiasti ammiratori, come Ippolito Pindemonte, che dedicò all’opera alcuni versi: «O Canova immortal, che addietro lassi / L’italico scalpello, e il greco arrivi …».

Canova, in ogni caso, eseguì altre due versioni dell’Ebe: una fu scolpita nel 1814 e destinata a Lord Cawdor (oggi si trova a Chatsworth, nel Regno Unito), mentre l’altra fu eseguita nel 1817 su commissione della contessa Veronica Zauli Naldi Guarini, la quale intendeva rendere più sontuosa la propria abitazione a Forlì. Oggi quest’ultima l’opera è esposta all’interno pinacoteca civica situata presso i Musei di San Domenico della città romagnola. In queste ultime due versioni Ebe non è più sostenuta da una nuvola, bensì si appoggia a un tronco d’albero, in seguito alle virulente critiche delle quali abbiamo già parlato. 

L’opera raffigura la dea Ebe, figlia di Zeus e di Era e ancella e coppiera delle divinità dell’Olimpo. Ebe è raffigurata mentre incede con passo lieve, quasi da danzatrice, immersa in un atteggiamento riverente e silenzioso. Sospesa su una nuvola, la dea presenta una ricercata acconciatura raccolta in un diadema e mossa da un soffio di vento; il suo busto è nudo, mentre la parte inferiore del corpo è ammantata in un drappo che, con le sue pieghe fitte e complesse, ne esalta il corpo flessuoso.

MUSEO CIVICO

Piazza Garibaldi, 34 – Bassano del Grappa

Orari

Tutti i giorni, dalle ore 10.00 alle 19.00; chiuso il martedì.

Contatti

T. +39 0424 519901

E. [email protected]

W. www.museibassano.it

Biglietti

7 € intero, 5 € ridotto

Museo Civico + Palazzo Sturm:  10 € intero, 8 € ridotto

Ridotto per studenti under 26 anni, over 65, ragazzi under 18, gruppi oltre le 15 unità.

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