Quando leggere… ti mette le ali! – marzo 2022

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Recensioni a cura di Vittorio Campana,

Libreria Palazzo Roberti – Bassano del Grappa –

“Leggere ci dà un posto dove andare
quando dobbiamo restare dove siamo”.

(Mason Cooley)

Questo mese è il turno degli spunti di Vittorio Campana, che si presenta così:

Quasi vent’anni fa, gironzolando da cliente in libreria Scrimin, mi sono attardato oltre l’orario di chiusura e così mi sono ritrovato coinvolto in un progetto che tutt’ora mi entusiasma e mi motiva.

La rara opportunità offertami di coniugare passione e professione mi permette di muovermi tra gli scaffali della Narrativa, i tavoli dei Tascabili e gli espositori dei Fumetti combattuto tra l’ammirazione per i Classici della Letteratura, primo fra tutti Dostoevskij, e la necessità di tenermi aggiornato sulle ultime novità editoriali .

Con falsa modestia non mi ritengo ancora un Libraio e con innegabile superbia non mi considero un commesso, quindi mi definisco uno spacciatore di romanzi!

Una errata concezione romantica del mio ruolo inizialmente mi aveva illuso che avrei passato il tempo in libreria a leggere i bestseller dei miei autori preferiti e a chiacchierare con avvenenti lettrici, da un po’ di tempo mi sono rassegnato a leggere solo a casa…

LO SHTETL PERDUTO

Autore: Max Gross

Editore: e/o

Prezzo: 19,00

Questi sono i romanzi che io voglio leggere! Gross si inserisce nella grandissima tradizione della letteratura ebraica di Sholem Aleichem, Isaac Singer e Mordechai Richler, con battute pungenti e un umorismo tipicamente yiddish, calando però la sua storia in una attualità cruda e realistica, senza dimenticare i drammi della Shoah e della storia europea del 900.

Da decenni lo shtetl ebraico di Kreskol vive in tranquillo isolamento in una selvaggia foresta della Polonia orientale, ignaro delle guerre che sconvolgono il mondo. Un mattino però Pesha Lindauer, una giovane donna reduce da un burrascoso divorzio, scompare senza lasciare traccia. I rabbini e gli abitanti di Kreskol piombano nel panico: da centoundici anni nessuno oltrepassa i boschi che cingono la piccola città – e i pochi che si sono avventurati non hanno più fatto ritorno, forse sbranati dagli animali o tramutati in lupi da qualche strega incontrata lungo il cammino (così dice la leggenda). I rabbini incaricano il giovane Yankel, che alcuni considerano un po’ il tonto del villaggio, di rintracciare la donna. Yankel oltrepassa la fitta barriera delle foreste e arriva nel… mondo di oggi! Città, strade asfaltate, automobili, luci, cinema, supermercati: ogni incontro è occasione di stupore e di avventure esilaranti. Quando poi le autorità polacche si rendono conto di questo strano individuo vestito come cent’anni prima e, alla fine, credono alle sue “storie” sul villaggio dimenticato di Kreskol, le cose si fanno anche più serie… e più comiche. L’incontro inevitabile tra i due mondi produrrà conseguenze incredibili da una parte e dall’altra.

Max Gross, nato a New York nel 1978, è scrittore e giornalista. Laureato a Dartmouth, ha lavorato per Forward ed è stato corrispondente di viaggio per il New York Post. Attualmente è caporedattore del Commercial Observer. Vive a New York con la moglie e il figlio. Lo shtetl perduto, il suo primo romanzo, ha vinto il National Jewish Book Award nel 2020.

IL CERCATORE DI LUCE

Autore: Carmine Abate

Editore: Mondadori

Prezzo: € 18,50

Due vicende si intrecciano e mescolano (come nella tavolozza dei colori) nella nuova opera del vincitore del Campiello: la biografia romanzata di uno dei più grandi artisti italiani dell’ 800, Giovanni Segantini, e la storia di formazione di un ragazzo nel Trentino di qualche anno fa. L’amore per la natura, la montagna, i colori e soprattutto la luce legano potentemente queste due narrazioni. Una grande scrittura evocativa.

Carlo ha dodici anni quando sale in Scanuppia, una montagna del Trentino, per trascorrere le vacanze estive nella baita di famiglia. I genitori non fanno che litigare, la tensione è palpabile, eppure un inatteso sollievo lo coglie quando si immerge nel dipinto appeso nella sua stanza: una giovane donna con un bambino tra le braccia. Chi sono quelle due persone? Al ragazzo pare di riconoscerle e chiede notizie alla Moma, la nonna originaria della Calabria, scoprendo che il nonno aveva conosciuto il pittore, Giovanni Segantini. Carlo si trova così a ricostruire la trama intima e collettiva di un intero secolo, a partire dalla travolgente vicenda umana di Segantini, legata a quella della propria famiglia. Mentre è alle prese con i primi turbamenti sentimentali, il ragazzo si appassiona all’amore tra l’artista e Bice Bugatti, donna carismatica e compagna fedele, sempre al suo fianco dall’incontro a Milano agli anni in Brianza e in Svizzera.

In un romanzo epico e visionario, Carmine Abate torna a raccontare una storia famigliare, e vi intreccia la straordinaria avventura esistenziale e artistica di uno dei nostri più grandi pittori, muovendosi – con l’autorevolezza di chi li conosce nelle più segrete profondità – in luoghi lontani ma dalla identica, struggente meraviglia: dal Trentino di Arco e della Scanuppia, paradiso naturale degli urogalli, alle altezze sublimi di Maloja, all’altopiano della Sila, monumento alla bellezza nel cuore del Mediterraneo. Avvalendosi di un meccanismo narrativo ad alta precisione, Abate scolpisce un potente romanzo corale che affronta temi universali: la vita, la natura, la morte, gli stessi del famoso ‘Trittico della Natura’ di Giovanni Segantini. È lui l’inesausto cercatore di luce che, pur presagendo la fine ormai prossima, sale in montagna a dipingere l’ultima, grandiosa opera. L’unico modo per sconfiggere la morte. La sua e la nostra.

Carmine Abate è di origine albanese ma è nato in un paese calabrese. Ora vive tra la Germania, il Trentino e la regione d’origine. Ha esordito come narratore nel 1991 con II ballo tondo, che è stato tradotto anche in Germania e in Albania. Ripubblicato nel 2000 da Fazi, ha vinto il premio Arge-Alp. Nel 1999 con La moto di Scanderbeg ha avuto un grande successo di critica e di pubblico, al quale sono seguiti altri romanzi, Tra due mari (Mondadori, 2002), La festa del ritorno, (Mondadori, 2004, finalista al Premio Campiello), II mosaico del tempo grande (Mondadori, 2005), Vivere per addizione e altri viaggi (Mondadori, 2008), Gli anni veloci (Mondadori, 2009), La collina del vento (Mondadori, 2012), Il bacio del pane (Mondadori, 2013), Il banchetto di nozze e altri sapori (Mondadori, 2016), Le rughe del sorriso (Mondadori, 2018).

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La Libreria Palazzo Roberti rappresenta il punto di riferimento per tutti i lettori del bassanese. Aperta nel 1998, la sede è in un palazzo nobiliare del XVIII secolo, di proprietà della famiglia Manfrotto che tuttora gestisce la libreria al suo interno. Palazzo Roberti è un esempio pressoché unico nel panorama Italiano di grande libreria indipendente.

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