Un piccolo immenso uomo – Meditare per essere

Qualche giorno fa, nella quasi totale indifferenza dei media mainstream, troppo impegnati su questioni altre, è mancata una delle figure più importanti, fondamentali direi, nel panorama mondiale della crescita interiore e dei movimenti che fondano sulle pratiche meditative il loro nucleo di autoconoscenza.

Sto parlando di Thich Nhat Hanh, il monaco vietnamita che per quattro decenni ha insegnato, commosso e istruito milioni di persone con il suo modo affabile ma deciso, con quella delicatezza che nasce da una immensa conoscenza del buddismo ma soprattutto dell’animo dell’uomo.

La sua è stata una vita difficile, soprattutto nei primi anni della sua carriera di monaco quando, perseguitato e torturato in terra natia, diede vita ai “Piccoli corpi di Pace”, gruppi di persone comuni che andavano nelle campagne e nei villaggi a ricostruirli e ad aiutare il popolo sofferente a risollevarsi dopo i bombardamenti e i dolori della guerra.

Fu comunque costretto all’esilio e, approdato in Francia, diede vita al famosissimo Plum Village tutt’ora una delle strutture più importanti e famose nell’intera Europa dove coltivare le qualità fondamentali dell’amore e della compassione secondo i dettami del Buddismo.

Testimone del Dharma buddista i suoi molti libri, peraltro splendidi, annoverano insegnamenti di semplice apprendimento e disegnano un modo di vivere che se attuato porterebbe d’un tratto il mondo intero su un altro piano, un piano di pace e consapevolezza, di serenità e reciproco aiuto.

Nei suoi testi Thich Nhat Hanh ci fa incontrare i grandi ostacoli che minano il cammino dell’uomo: dall’egoismo alla paura, dall’ansia alla tristezza e, con una grazia che traspira da ogni parola, ci indica una via pratica quanto poetica per superare tutto ciò, per ritrovare quell’equilibrio perduto, per giungere a quell’armonia che tanto aneliamo, ma che spesso, troppo spesso ci sfugge.

Uomo di innata eleganza ricordo i suoi insegnamenti e il suo incedere leggero e autorevole soprattutto negli ultimi anni della vita. Di lui rammento chiaramente il volto, durante una sessione di meditazione camminata, in cui traspariva una luce innata, una saggezza spontanea che nasceva dal lungo meditare sulla vita e sull’uomo con i suoi infiniti pregi e difetti.

Io penso che lui fosse profondamente innamorato dell’uomo e delle sue mille contraddizioni. Ha dedicato l’intera vita alla ricerca di una via che possa condurre alla pace e all’armonia dove portare tutti noi, tutti i suoi fratelli così tormentati e travagliati, sempre immersi in questioni e situazioni che da quell’armonia allontanano invece che avvicinare.

Eppure quel piccolo ma immenso monaco zen non ha mai mollato, nonostante abbia pagato di persona, nonostante il mondo si ostini a dirigersi verso il baratro, Thich Nhat Hanh ha sempre scommesso sull’uomo, fino al suo ultimo respiro, credendo che l’uomo possa, prima o poi, accorgersi e invertire quella rotta cercando finalmente una via che conduca alla Luce e non al disastro…

Caro maestro, ti auguro un buon viaggio e che tu possa trovare il modo per aiutarci ancora a camminare verso la Luce in questo mondo che, giorno dopo giorno, pare invece avviarsi in tutt’altra direzione.

Nuovo canale telegram

Ho aperto un nuovo canale telegram dal nome 

@PsicheNauta

Unisciti per leggere e commentare!

Vorresti leggere altri articoli su questo argomento, oppure sei interessato a capire meglio chi sono e di cosa mi occupo?

Condividi l'articolo:
Demetrio Battaglia
[email protected]

Demetrio Battaglia. Ricercatore, scrittore e informatico. Vorresti leggere altri articoli su questo argomento, oppure sei interessato a capire meglio chi sono e di cosa mi occupo? Visita il mio sito.

No Comments

Post A Comment