Arianna Rubin, non chiamatemi influencer

Arianna Rubin è una giovanissima imprenditrice di Castelfranco Veneto, proprietaria di uno store confinato in aperta campagna veneta. Aperto solo per alcune ore settimanali verte il suo punto di forza in questo: solo se segui la sua pagina sui canali social, puoi conoscere le date e gli orari di apertura.

Quando lo store non è aperto, le sue vendite si svolgono attraverso il sito internet e con instagram. Negli anni Arianna si è dedicata tantissimo a curare la comunicazione sui social tanto da aver creato attorno al suo brand “Noir” una community con oltre 54.000 followers che lei intrattiene mostrando le tantissime proposte di abbigliamento e gli outfits che sceglie per le sue normali attività quotidiane. 

A lei abbiamo dedicato le nostre copertine di maggio e questa intervista con la speranza che la sua esperienza e la sua determinazione possano essere di ispirazione a chi ha voglia di realizzare il proprio sogno ma ancora non trova il coraggio…

Come hai iniziato a lavorare nel commercio?

La mia famiglia paterna ha una lunga tradizione di mercati.

Accompagnavo mio padre tutte le estati e a 5 anni ero capace di dare il resto alle clienti.

I mercati sono stati una palestra incredibile. Devi essere spigliata, simpatica, attenta, anche furba se vogliamo, perché la gente è abituata a trattare e tu ne devi essere consapevole. 

Le estati le trascorrevo sempre così: sveglia prestissimo, via in furgone, mercati e poi a casa. 

Non è una vita facile, la cosa che temevo di più erano le intemperie. Ricordo ancora quando durante una fiera a Caldonazzo in pochissimi istanti il mio stand è stato letteralmente spazzato via dalla pioggia e dal vento.

E poi?

Dopo la maturità scientifica mi sono iscritta all’università con poca convinzione per farmacia tanto da abbandonare subito. 

Quello che volevo io a 19 anni era essere assolutamente indipendente. Vivevo da sola e dovevo mantenermi. La soluzione che conoscevo era quella dei mercati, così presi un furgone sgangherato, acquistai i miei primi posti in 3 mercati del padovano e partii da sola. In poco tempo i mercati settimanali da 3 diventarono 6, di anno in anno vendevo un posto per acquistarne uno più visibile e cosi via. Oltre ai 6 mercati, alla domenica partecipavo alle fiere. Alla sera mi inventai le serate di shopping con le amiche: andavo a casa di conoscenti che invitavano loro amiche e fra una risata e l’altra presentavo la mia collezione. 

Dopo le serate di shopping hight ho organizzato anche sfilate nei locali: modalità diversa e alternativa per farmi conoscere e mostrare gli abiti che io proponevo alla mia clientela.

Se ci penso ora, lavoravo sempre e dormivo pochissimo. 

Quando e come hai aperto il tuo store?

Ho aperto lo store 5 anni fa a 23 anni, con l’aiuto di Angelo, il mio compagno, vero tuttofare dell’azienda. Era un’idea che mi è balenata con le shopping night, ma per realizzarla dovevo prima crearmi una certa visibilità. Nello stesso tempo la vendita delle collezioni cresceva in modo esponenziale e non riuscivo più a stoccare la merce nel garage di casa. 

In origine, lo store era una vecchia fabbrica, e dopo averla rilevata, io e Angelo l’abbiamo trasformata. Nel frattempo mi dedicavo ai social in cui mostravo le novità settimanali, diventando la modella e ambassador del mio brand.

Hai seguito dei corsi di formazione sul marketing?

Si la formazione mi è servita per comprendere che in una fase iniziale sia importante acquisire delle competenze specifiche, poi bisogna lanciarsi e fare delle prove. Sono perfettamente consapevole di aver sbagliato tante volte ma non importa, ogni errore mi ha dato maggiore consapevolezza e convinzione.

Il marketing è in continua evoluzione: ciò che funzionava fino a poco tempo fa, oggi non funziona più. Tutti vedono i social una grande opportunità per lavorare. Sicuramente lo sono ma vanno utilizzati con competenza e soprattutto devono essere in linea con il proprio modo di essere.

Gestire i social è molto faticoso, ti obbliga a continue relazioni virtuali, a rispondere a tutte le clienti, privarti dei tuoi spazi e anche a mettere in pubblico la tua vita privata, in alcuni casi.

E da qui a 5 anni cosa ti piacerebbe fare ancora?

Sto pensando ad una mia linea di abbigliamento, anzi due: una in fascia economica e un’altra più esclusiva. Ci sto già lavorando con delle aziende italiane… a quel punto dovrò ingrandire anche lo store … vedremo… anzi vedrete!!

Che consiglio daresti all’Arianna 19 enne appena partita?

Ho costruito la mia azienda Noir lavorando sodo ogni giorno. Ora gestisco 5 dipendenti bravissime. Sono innamorata del mio lavoro che mi assorbe almeno 12 ore al giorno di cui 8 minimo al cellulare. 

Se mi guardo indietro vedo una scia di passione che è stata il mio motore. Ad Arianna 19enne, darei una pacca sulla spalla e le direi credi in te stessa sempre, che vai bene così!!!

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