Interdipendenza – Meditare per essere

Sembra un termine molto, molto strano lo comprendo ma è un vocabolo estremamente noto in ambiente buddista e significa, banalmente, che tutti siamo collegati, interconnessi, legati.

Si tratta di una delle leggi fondamentali della filosofia buddista ed è una qualità intrinseca della realtà in cui esistiamo. Le pratiche meditative, qualsiasi sia la scuola a cui vi siete affidati, lo insegnano fin dal principio ed è molto naturale sentire di essere uniti quando si è in un particolare stato di consapevolezza.

Il grande inganno della mente, come ci insegna Osho, è che ci fa credere di essere separati, divisi, ognuno nel suo mondo come una sorta di entità priva di contatti con chiunque altro. Lo viviamo sovente quando soffriamo, nei momenti di dolore avvertiamo di essere soli, isolati da tutto il resto e quella sensazione ci rimane anche quando siamo immersi in una folla.

La mente gioca un brutto scherzo perché ci fa sentire entità distaccate che abitano nel loro corpo isolate e tutti, in un modo o nell’altro, vivono questa pesante sensazione.

In questi anni di assoluto solipsismo cronico tanto degli individui, quanto dei popoli, come delle nazioni, sempre più mi accorgo di come l’uomo più si divide dai suoi simili e più soffre. L’assurdo tentativo di salvarsi dagli altri, dando forma a un proprio mondo, lo ha portato a crearsi dei microsistemi dove si arrocca e dove difende con le unghie e con i denti il suo microcosmo.

Risultato?

Direi che non è nemmeno necessario parlarne, è sufficiente volgere lo sguardo alla società in cui viviamo per capire quanto siamo soli, quanta solitudine pervade ogni ambito del vivere sociale.

Vedete una società felice?

La globalizzazione con la sua tecnologia spinta a livelli mai visti prima e con il profondo inganno della comunicazione attraverso i Social ha dato vita a generazioni che hanno perduto il contatto, il dialogo, il comunicare, ma soprattutto la capacità di sentire empaticamente l’altro.

La meditazione ci insegna che nessuna creatura è scollegata dal resto del creato, non vi è un solo essere che non sia connesso con la realtà che lo circonda. Attraverso il celeberrimo Effetto farfalla, che tutti ben conosciamo grazie a una conferenza del ’72 del matematico Edward Lorenz dal titolo: “Può il battito di una farfalla in Brasile scatenare un uragano in Texas?”, possiamo associare il concetto di interdipendenza ai fenomeni che accadono tutti i giorni.

Sincronicità, la chiamò C.G.Jung e quando sentiamo di essere in armonia, centrati nel nostro sé più profondo percepiamo come tutto ciò che sentiamo, vediamo, tocchiamo ci compenetra e avvertiamo una grande sintonia col tutto.

Quella condizione si può raggiungere, non è prerogativa di pochi eletti o dei maestri spirituali. Certo loro la vivono tutto il tempo, mentre noi solo a sprazzi, per brevi barlumi di luce.

Eppure se ci dedichiamo con umiltà e dedizione a una pratica di consapevolezza sentiamo come quello stato d’essere così beato sia alla nostra portata. In quei momenti in cui i dolori, le tristezze, anche le semplici distrazioni si placano ognuno può vivere una condizione di completa unione con gli altri, sentire ciò che sentono i nostri simili, qualsiasi siano le loro credenze, ideologie, disparità reali o apparenti.

Questo perché uno dei poteri più evidenti della meditazione è proprio quello di condurci laddove siamo UNO, oltre le mille maschere che la vita ci costringe a indossare giorno dopo giorno… 

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Demetrio Battaglia
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Demetrio Battaglia. Ricercatore, scrittore e informatico. Vorresti leggere altri articoli su questo argomento, oppure sei interessato a capire meglio chi sono e di cosa mi occupo? Visita il mio sito.

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