CULTURA

PAGINAPIEGATAARTE - Giugno 2024

Claudio Brunello
27 maggio 2024
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PAGINAPIEGATAARTE - Giugno 2024
Oggi vi parlo di altri due artisti: lo spagnolo Antoni Tàpies, 1923 – 2012, e l'italiano Giorgio Celiberti, nato nel 1929 e al momento in cui scrivo, ancora vivo. Ho scelto questi due artisti, che inglobano oggetti reali nelle loro opere, in quanto vi ritrovo una certa similitudine nella loro ricerca artistica. Comincio con Antoni Tàpies, molto più noto dell'italiano, che purtroppo, come spesso accade, paga lo scotto di essere “Made in Italy”.

Antoni Tàpies è considerato uno degli artisti spagnoli più importanti del XX secolo: è un personaggio eclettico, che ben presto sviluppa un proprio linguaggio e stile nell'ambito dell'informale con un uso complesso e articolato della materia e del segno/traccia, testimoniante un vissuto intenso e singolare. Si tratta di un artista che si è sempre espresso all’insegna di una grande autonomia, dalla sperimentazione e dall’intuizione individuale. Negli anni Cinquanta e Sessanta sviluppa una maturazione verso il materico, modulata poi dall’influenza delle filosofe orientali, e porta il suo rapporto con l'arte verso una concretezza della materia che sarà fondamentale e intensa. La sua attenzione e interesse sono realizzati nel dramma dei gesti e delle incisioni, impronte del corpo, che non vogliono raccontare o rappresentare la realtà, ma si offrono come comunicazione diretta della realtà stessa, con un linguaggio denso e primordiale, non mediato, ma fatto di segni-base, come croci, incognite, indicazioni di percorso, vortici, impronte e lettere alfabetiche. La materia è presente in assemblaggi, composti da terre, sabbia, stoffe, corde e carta, materiali che, con le varie grafie, diventano soggetto, sia fisico che concettuale. I materiali vengono distribuiti in partiture nello spazio, enfatizzate da pennellate potenti, che riescono a convogliare con la forza evocativa che sgorga dalla loro fisicità, rendendo palesi la sofferenza e il dramma. Si tratta di un dramma vissuto personalmente dall'artista, sia durante la guerra civile spagnola, che nel secondo conflitto mondiale.

Giorgio Celiberti, artista molto interessante, si esprime con tecniche molto varie, spaziando dall'affresco, all'incisione e alla scultura. Usa con padronanza vari materiali nei quali emerge con frequenza la sabbia, a cui impone grafie che approfondiscono i drammi vissuti e i desideri d'incontro. Il suo linguaggio inizia dall'osservazione delle incisioni sui muri realizzate dai bambini del campo di concentramento nazista di Terezin nell'attuale Repubblica Ceca. Esse sono interpretate con forza drammatica dall'artista in moltissime sue composizioni. In quelle tragiche finestre, in quei cuori rossi e bianchi, in quelle cancellature, elenchi, farfalle, piccole foto, colonne di numeri, egli ha tratto un repertorio di segni, di immagini, di tecniche, che ha rielaborato negli anni successivi: un substrato di emozioni e di “materiali” culturali entrati a far parte dell’inconscio dell’artista e che continuano ad affiorare, in forme diverse, nella sua attività, ove è sempre presente un impeto caratterizzato da una divorante ansia di sperimentazione.
Le opere di Celiberti divengono testimonianza di uno spirito di speranza e, nello stesso tempo, degli orrori perpetrati contro i più deboli; ci obbligano a riflettere sulle violenze dei nostri giorni. Le analogie sono molto presenti, a mio avviso, con l'artista spagnolo: sono entrambi artisti a cui la storia drammatica del XX secolo ha lasciato una traccia indelebile.

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L'autore

Nato nel 1954 a Rossano Veneto (VI), da una famiglia di agricoltori che si trasferiscono a Torino quando ha pochi mesi di vita. La sua formazione culturale, fino ai venti anni, avviene nel capoluogo piemontese. Nel 1972 si diploma vetrinista di abbigliamento e tessuti con il massimo dei voti, suo insegnante di scenotecnica è Claudio Rotta Loria, affermato artista piemontese. Nel 1973 vince il Premio "Cairoli" Concorso d’arte contemporanea, più volte segnalato in diversi Premi d’Arte, ed è invitato a partecipare alla realizzazione di una grande tela "Giovani per i Giovani", eseguita dal vivo nella città di Chieri (TO). Stimato dal critico d’arte Aldo Passoni, al tempo Direttore della Galleria d’Arte Moderna di Torino, che lo inserisce nell’importante mostra collettiva "Piemonte Segno ‘74" alla Galleria d’arte Giorgi di Firenze. Nel 1974 avviene il trasferimento a Bassano del Grappa, dove tuttora risiede e crea con il fratello Giuseppe la discoteca "Shindy", uno dei locali, oggi, storici di Bassano. Nel 1977 si sposa con Daniela Scotton e fa nascere "Radio Bassano 104" una delle primissime radio libere della zona. Nel 1987 Il suo fare arte dall'iniziale Op-art, muta verso la più libera arte informale, attratto dalla genesi del gesto e la forza comunicativa del segno e, non ultimo, dal fascino tattile della materia. Nel 1983, con la moglie e il fratello Giuseppe crea il celebre locale "Ottocento". Nel 1988 è socio fondatore e presidente dell’Associazione Culturale "ACAV ‘88" e l’anno seguente fino al 1991 fa parte della Commissione artistica della "Chiesetta dell’Angelo" spazio espositivo bassanese. Nel 1999, sempre a Bassano del Grappa, realizza e dirige all’interno del noto locale "Ottocento" uno spazio denominato "PAGINAPIEGATA art gallery" dedicato esclusivamente all’Arte contemporanea e alla cultura. Ne cura la programmazione fino alla chiusura nel Luglio 2007 (organizzando oltre 40 mostre di artisti locali e 100 proiezioni d’arte contemporanea). Nel 2002 inizia il periodo tuttora in essere delle tele di formato quadrato, che singole o associate fra loro nella fattispecie di cellule/parole o tessere autonome creano possibili assemblaggi in continua mutazione. Dal 2007 si dedica all’arte a tempo pieno, come curatore, promotore e naturalmente artista. Nel 2010, 2011 e 2014 ha tenuto laboratori sul movimento Dada, sull’Arte Povera e sulla Trash art al Liceo d’arte "G. De Fabris" di Nove - VI. Nel 2013 crea un ciclo di incontri dedicato alla creatività dal nome "Pagina Piegata - intrecci d’arte", coinvolgendo: artisti, fotografi, scrittori, musicisti e critici d’arte. Nel 2014 ha iniziato con il figlio Nicolò il progetto "Contenitori d’identità", consistente nell’ideazione e produzione di oggetti di complemento d’arredo con caratteristiche concettuali. Nel 2019 è curatore delle mostre realizzate nella sede bassanese di Allianz e dello Spazio Olimpia. Dal 2020 crea il canale YouTube "PaginaPiegataArte" dove spiega l'arte contemporanea. Nel 2022 pubblica il libro "Pagina Piegata - introduzione all'arte contemporanea dal II° dopoguerra ad oggi". Sempre nello stesso anno è inserito nell'Archivio Ezio Bosso di Torino. E' socio fondatore dell'Associazione culturale "Dif-Fusione 88" che si occupa di promozione del contemporaneo in tutte le sue forme. Ha esposto in Italia e all’estero, sue opere sono presenti nella Galleria d'arte Anna Breda Arte e Design di Padova, in negozi di design d’arredo e in collezioni private e pubbliche.