Pier Paolo Pasolini - Esseri Di-Versi
Andrea Marchioro
29 aprile 2026Parlare di Pier Paolo Pasolini ancora oggi non è cosa facile. Era un personaggio scomodo, controverso, un intellettuale ateo, di sinistra con posizioni nette ed estreme in ambito politico e sociale, che non amava i compromessi, né le affermazioni lasciate a metà, che sosteneva e mostrava in tutta la sua enfasi le sue convinzioni, le ingiustizie, le discriminazioni e le forti contraddizioni di una società che già si era fatta consumistica e materialista, in preda alla ricerca ed all’imposizione dell’omologazione.
Difendeva per vocazione, con le parole, con la struttura le cause di un mondo a suo dire che si stava già perdendo (..come dargli torto…), dava voce agli emarginati, ai poveri e a chi non poteva esercitarla.
Nasceva a Bologna nel marzo del 1922, in via Borgonuovo 4 nel quartiere di Santo Stefano dove oggi si trova una targa commemorativa posta in suo onore, oggi avrebbe quasi 103 anni se fosse vivo, moriva nella notte tra il l’1 ed il 2 novembre del 1975, ad Ostia, in circostanze ancora poco note, in un fitto mistero che ancora aleggia.
Circostanza casuale o movente premeditato?
Vogliamo però ricordare qui, in queste pagine la sua disperata ed intensa vitalità, quella cantata nelle sue poesie, nei suoi manoscritti, quelle filmate da cineasta.
Anche se sono di una generazione successiva alla sua e quindi non ho potuto vivere in prima persone la sua dimensione letteraria e vocazionale, il suo nome è sempre stato presente, nelle citazioni, nei commenti, nei riferimenti letterari, nell’eternità delle sue opere che continuano a decantare un amore, viscerale ed inesausto.
Il suo volto è un’immagine scolpita nell’immaginario collettivo che non potrà mai lasciarci.
Impossibile non ricordare quei suoi grandi occhi scuri, profondi, che persino attraverso le fotografie in bianco e nero sembrano scavarti e scrutarti dentro, prenderti l’anima per non lasciarla andare.
Il suo viso così familiare, la mascella dura, i tratti severi che tuttavia sembrano addolcirsi in quello sguardo, profondo, da pensatore non ci abbandoneranno mai, come alcune sue interviste in bianco e nero che con enfasi e profondità trattano tematiche ancora attuali ed irrisolte.
In una celebre lettera, datata 16 novembre 1975, la giornalista Oriana Fallaci scriveva:
Non eri un uomo, eri una luce, e una luce s’è spenta.
SUPPLICA A MIA MADRE
È difficile dire con parole di figlio
ciò a cui nel cuore ben poco assomiglio.
Tu sei la sola al mondo che sa, del mio cuore,
ciò che è stato sempre, prima d’ogni altro amore.
Per questo devo dirti ciò ch’è orrendo conoscere:
è dentro la tua grazia che nasce la mia angoscia.
Sei insostituibile. Per questo è dannata
alla solitudine la vita che mi hai data.
E non voglio esser solo. Ho un’infinita fame
d’amore, dell’amore di corpi senza anima.
Perché l’anima è in te, sei tu, ma tu
sei mia madre e il tuo amore è la mia schiavitù:
ho passato l’infanzia schiavo di questo senso
alto, irrimediabile, di un impegno immenso.
Era l’unico modo per sentire la vita,
l’unica tinta, l’unica forma: ora è finita.
Sopravviviamo: ed è la confusione
di una vita rinata fuori dalla ragione.
Ti supplico, ah, ti supplico: non voler morire.
sono qui, solo, con te, in un futuro aprile…
Pier Paolo Pasolini
Letture consigliate: 1955 Ragazzi di vita, 1957 Le ceneri di Gramsci, 1961 La religione del mio tempo, 1975 La nuova gioventù, 1992 Petrolio – tutte edizioni Garzanti, Pasolini di Davide Toffolo (fumetto) 2015, Rizzoli Lizard, Lettere agli Amici (1941-45) Guanda
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L'autore
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